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Crippa, show a New York!

L’azzurro è secondo nella maratona più iconica del mondo: il crono di 2h06’14” vale la miglior prestazione italiana nella Grande Mela: "Emozione che mi porterò dietro a lungo". È testa a testa fino a 500 metri dall’arrivo, poi la spunta Almgren. Tra le donne trionfa Chepkurui
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Walter BrambillaWalter Brambilla

Pubblicato il 02.11.2026, 06:30

4 min

Fantastico Yeman Crippa. L’azzurro è secondo a New York nella maratona più iconica la mondo. La più importante, la più difficile. Crippa ci ha fatto sognare sino alla fine: ha ceduto negli ultimi 500 metri solo di fronte ad Andreas Almgren, svedese, 31 anni, campione europeo dei 10mila ad agosto in Inghilterra e campione mondiale nella mezza maratona a settembre a Copenaghen. Il nordico, pur essendo all’esordio assoluto sulla più lunga distanza olimpica, vantava i favori del pronostico, così come il keniano Benson Kipruto, primo un anno fa. Crippa arrivava nella Big Apple con una vittoria nella maratona di Parigi (aprile), un quarto posto nei 10mila a Birmingham e un successo nella “sua” Trento nel mitico Giro al Sas. Il ragazzo nato in Etiopia, 30 anni fa, adottato dai coniugi milanesi Crippa all’età di 5 anni, non era nel novero dei favoriti. Da sempre allenato da Massimo Pegoretti, il maratoneta azzurro ha condotto una gara esemplare: non ha sbagliato nulla, ha controllato gli avversari molto sicuro delle sue possibilità, nella prima parte ha corso nella pancia del gruppetto di testa. È uscito allo scoperto ricucendo quando lo statunitense Zouahir Talbi ha cercato di sfoltire i pretendenti alla vittoria, poco dopo metà gara, dove è transitato in 1h04’04”.

"Grazie a tutti"

La scrematura avveniva al 35º km, con Crippa sempre vigile nelle primissime posizioni. Al comando restavano in quattro: Kipruto, Almgren, Talbi e l’azzurro. Lo statunitense si staccava, a Central Park perdeva contatto anche il keniano. Per la prima volta dopo decenni la lotta avveniva tra due europei. Si deve tornare al 1984 per vedere un ordine d’arrivo senza africani o statunitensi nei primi due posti, quando Orlando Pizzolato vinse sul britannico David Murphy. Almgren prendeva il largo con una progressione stupenda, tagliando in traguardo in 2’06’01”, Yeman Crippa secondo esultando in 2h06’14”, terzo il rappresentante del Lesotho Kamohelo Mofolo (2h06’26”) e quarto Benson Kipruto (2h06’27”). Particolare non indifferente: Crippa realizza il miglior crono di un maratoneta italiano a New York, che apparteneva a Stefano Baldini nel 2002 (2h09’12”). Dopo cinque anni, un italiano torna sul podio. Nel 2021 terzo fu Eyob Faniel, mentre proprio 30 anni fa a Central Park s’impose Giacomo Leone. Quarto a Siviglia due anni fa con 2h06’06” che per qualche tempo è stato primato italiano, poi battuto da Iliass Aouani (2h04’26”), nelle altre maratone Crippa non aveva affatto impressionato, anzi qualcuno sosteneva fosse stato un errore abbandonare la pista.  Ora si può affermare che ha le carte in regola per rappresentarci ai prossimi Mondiali e ai Giochi di Los Angeles. «Ieri parlavo di un sogno, oggi è realtà. Ho dato tutto, fino alla fine. Non so ancora bene come descrivere quello che ho vissuto. So solo che è un’emozione che mi porterò dietro a lungo. Grazie a tutti dei messaggi. Grazie New York». Tra le donne s’impone la keniana Sheila Chepkurui (2h24’26”) davanti alla statunitense Jessica McClain (2h24’42), Giovanna Epis è 11ª in 2h28’25”.
 

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