
«Con Trocker l’Italia può guardare avanti»
Il ghiacciaio del Rettenbach rimette in moto il Circo Bianco. Soelden apre la stagione e, prima ancora che il cronometro cominci a dettare sentenze, c’è già una notizia che pesa: l’Italia femminile si presenta al via del gigante femminile di domani (10 run-1; 13 run) senza Federica Brignone e Sofia Goggia. Per ritrovare un’assenza contemporanea delle due azzurre nell’appuntamento inaugurale bisogna tornare al 2008. Sarà una coincidenza ma Anna Trocker è nata il 23 dicembre di 18 anni fa. Un segno del destino per il nuovo che avanza, in una squadra che ritrova Marta Bassino, al rientro dopo l’infortunio al ginocchio, e punta su Lara Della Mea e Laura Pirovano. A raccontare la vigilia è Francesca Marsaglia, ex azzurra e oggi voce di Eurosport, pronta a leggere la stagione con lo sguardo di chi conosce le dinamiche della squadra. Francesca, senza Brignone e Goggia cambia tutto? «Sono due assenze pesanti. Hanno sempre trascinato la squadra e alzato il livello. Dispiace non averle al via, ma bisogna guardare alle opportunità che si aprono per le altre». Marta Bassino riparte proprio da una pista sulla quale ha già vinto (2020, ndr.). Può essere subito competitiva? «Soelden non è facile per chi rientra da un infortunio. Marta deve ritrovare fiducia, ricostruirsi fisicamente e mentalmente e adattarsi ai nuovi materiali. Serve pazienza. Ma è bello ritrovarla al cancelletto».
Marsaglia: "Trocker? Non vedevo un piede così dalla Brignone"
Chi può guidare l’Italia? «Lara Della Mea ha disputato una stagione solida e può confermarsi. Ha lavorato bene in estate e l’esperienza per gestire la pressione non le manca. Anche Laura Pirovano può fare bene: il gigante non è la sua specialità migliore, ma questa pista le piace. Se la neve terrà, potrà togliersi una soddisfazione».
Poi c’è Anna Trocker. Quanto vale? «Non vedevo un piede così talentuoso, alla sua età, dai tempi di Federica Brignone».
Un paragone pesante. Non rischia di schiacciarla? «Le pressioni arriveranno, anche per l’attenzione degli sponsor. Ma non deve sentirsi obbligata a ottenere subito grandi risultati. Mi hanno colpito la tranquillità e l’atteggiamento mostrati nelle prime gare di Coppa del Mondo, chiuse con due top ten dopo i due ori ai Mondiali juniores. Non è poco».
"L'Italia avrà fortuna ad averla. Goggia..."
Dunque il talento c’è. E il futuro? «Nel medio-lungo periodo l’Italia avrà una grande fortuna ad averla. Non so se farà subito il salto, ma le qualità sono evidenti. Deve vivere questa esperienza con serenità, anche perché a Soelden non avrà neppure la consueta sciata in pista alla vigilia (cancellata per un'abbondante nevicata, ndr.)».
È lei il simbolo del ricambio generazionale? «Non è sola. Ci sono giovani che arrivano dalla Coppa Europa e altre atlete pronte a esordire. Le assenze delle big possono offrire loro più spazio. Non significa ottenere subito risultati, ma accumulare esperienza e fiducia. Anche questo può fare la differenza».
Quando rivedremo Goggia? «È soltanto una mia sensazione, ma potrebbe tornare dopo il periodo di allenamento in Nord America, attraverso un gigante o una gara di velocità. Deve ascoltare il corpo e capire come reagisce ai carichi. Se sarà al cancelletto, vorrà dire che starà bene. E allora potrà dire la sua».
Marsaglia sul ritorno di Brignone. E sulle favorite...
E Brignone? Mondiali possibili? «Non lo escluderei. Ma prima dovrà tornare sugli sci e verificare la risposta della gamba. Allenarsi in palestra è diverso dal caricare in pista: oggi non può saperlo nemmeno lei».
Ti piacerebbe vederla almeno un’ultima volta in gara? «Certo, ma conoscendola so che non rientrerebbe per una passerella. Se tornerà, sarà per provare a vincere ancora. L’ho sentita serena, è la cosa più importante».
Passiamo alle favorite. In gigante chi vedi davanti? «Julia Scheib è un riferimento. Attenzione anche ad Alice Robinson e a Sara Hector. Tra le atlete in crescita seguirei Lara Colturi, che può fare un salto di qualità anche in gigante».
"Italia, l'importante è sfruttare le occasioni"
E per la generale? «Mikaela Shiffrin resta il riferimento sulla carta. Ma Emma Aicher sta crescendo».
E l’Italia deve preoccuparsi per le assenze o guardare avanti? «Deve guardare avanti. Non tutte vinceranno subito. L’importante è sfruttare le occasioni: a volte è proprio da lì che comincia una storia nuova».
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