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Zandalasini ha detto sì: secondo anello al dito!

L’azzurra ha conquistato il titolo Wnba già vinto da matricola nel 2017. L’ala delle Valkyries protagonista nella serie delle Finals con Atlanta. Ora con Schio inseguirà l’Eurolega
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Federico BettuzziFederico Bettuzzi

Pubblicato il 02.11.2026, 06:15

3 min

Sky's the limit: soltanto il cielo è il limite per Cecilia Zandalasini e per le Golden State Valkyries. Il titolo WNBA vinto nella notte di Halloween italiana dalla giovanissima franchigia - le Valkyries hanno debuttato nel 2025 - è il definitivo segnale della maturità per l'ala di Broni. Dalla provincia pavese al trono del campionato femminile più competitivo del mondo, il passo sembra enorme. Eppure questa ragazza che appena dieci anni fa portava la Nazionale Under20 a conquistare la medaglia d'argento agli Europei di categoria, tra l'altro da top scorer, ha saputo scalare le gerarchie. Nel 2017 era già arrivato un titolo WNBA con le Minnesota Lynx, ma all'epoca Cecilia era solo una piccola parte dell'ingranaggio, ben distante dal ruolo da protagonista che si è giustamente ritagliata nel tempo. Le tante esperienze nei club, passando anche per la Turchia con Fenerbahçe e Galatasaray, l'hanno fatta maturate. E il ruolo da leader in azzurro, consacrato dal bronzo continentale dell'estate 2025, non ha fatto altro che renderla ancor più consapevole dei propri mezzi, oltre a eleggerla autentica stella non solo dell'Italia ma del Vecchio Continente.

Ora quell'Eurolega...

Vincere due titoli WNBA con due squadre differenti è un privilegio riservato a ben poche giocatrici. Zandalasini è entrata in questo club ristretto facendosi rispettare. Solidità, puntualità, capacità di fare la cosa giusta al momento giusto: queste le sue armi. Gara-7 l'ha vissuta poco, soltanto otto minuti sul parquet partendo dalla panchina, con due punti all'attivo. Non era la sua partita, coach Nakase lo ha capito cavalcando l'estro della francese Gabby Williams (30 punti), con la pivot Kiah Stokes che ha ripreso a incidere con 13 rimbalzi e 8 punti dopo il no-game del precedente atto. A loro è spettato l'onore dei riflettori, mentre Cecilia ha potuto godersi un successo comunque meritato. Se Golden State è riuscita a raggiungere le Finals lo deve anche a lei, utilissima in regular season con la chicca dei 23 punti segnati il 19 giugno scorso proprio contro la sua prima franchigia, le Minnesota Lynx. Nei playoff Zandalasini ha sommato solidità a maturità, chiudendo con una media di 8.5 punti in 19 minuti nella serie conclusiva. Ora l'attende il ritorno a Schio con cui l'anno scorso ha completato il tris scudetto-Supercoppa-Coppa Italia. Sia il Famila che Cecilia inseguono l'ultimo unicorno, quell'Eurolega mai conquistata da entrambe e che manca all'Italia dal 1995, anno del trionfo della Comense di Aldo Corno al Pianella di Cantù contro le spagnole del Ros Godella. Un'altra epoca, con altre protagoniste. Ma dopo aver scritto la storia in quell’America che adesso attende Matilde Villa (chiamata al Draft del 2024 dalle Atlanta Dream), Zanadalasini è pronta a ripetersi anche da questa parte dell’Atlantico.

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