Superlega, intervista a Tebas: "Perez vuole uccidere i campionati"

Il presidente della Liga attacca quello del Real dopo la nostra intervista: "È falso quello che sostiene sui giovani che non seguono più il calcio. Abbiamo altri dati"
Superlega, intervista a Tebas: "Perez vuole uccidere i campionati"© EPA

Javier Tebas, si sa, è uno dalla risposta pronta e tende sempre a renderla pubblica: «Florentino Pérez a Tuttosport: "Non possiamo permettere che i giovani amino sempre meno il calcio perché le partite che offriamo sono meno attraenti". Per favore, qualcuno dica a quest'uomo che questa è FAKENEWS, che ripete una bugia così tanto che potrebbero finire a crederci"». Dopo aver ribattuto su Twitter all'intervista rilasciata al nostro giornale dal presidente del Real Madrid, il numero uno della Liga ci ha spiegato perché, secondo lui, «non ci sarà mai una Superlega».

Presidente, quali sono i dati su cui si basa quando afferma che non sia affatto vero che il calcio stia perdendo i propri tifosi?

«Come spiegato dal video in calce al mio tweet, tra gli under 24, l'audience della Liga è aumentata del 22% nelle ultime quattro stagioni e un rapporto dell'agenzia internazionale Global Web Index conferma che, a livello mondiale, i tifosi di calcio sono cresciuti di un 3,4%. Per non parlare del fatto che, secondo dati ufficiali di un social prevalentemente giovane come Tik Tok, un 60% degli utenti consumano calcio che è, tra l'altro, anche il contenuto sportivo più visto».

Il presidente Pérez sembra avere altri dati.

«E, invece, ci sono anche il rapporto Price 2021 relativo ai sondaggi sullo sport, Nielssen, eccetera... Si tratta di statistiche che riguardano il nostro ecosistema digitale, composto da decine di milioni di utenti dei quali conosciamo il comportamento. Gli studi anti-pirateria segnalano, inoltre, che sono proprio i giovani tra i 16 e i 22 anni a ricorrere maggiormente alle web pirata e anche loro guardano le partite di calcio».

Dei tre club che non hanno abbandonato l'idea della Superlega, due sono spagnoli e uno italiano. Perché insistono?

«Perché Florentino Pérez è in costante pressing su di loro (Andrea Agnelli e Joan Laporta, ndr). È il presidente del Real a trascinarli perché è uno al quale non piace perdere nemmeno ai giochi da tavolo».

Considerato che il nemico è comune, la Premier, non crede che per il bene del calcio spagnolo ed europeo, Tebas e Pérez dovrebbero lottare assieme invece di farsi la guerra?

«Abbiamo qualche nemico comune, ma non è la Premier, bensì i club che, anno dopo anno, vivono di perdite enormi e che sono sostenibili soltanto grazie alle iniezioni milionarie dei loro proprietari. È vero, molti di questi club sono della Premier, ma ce ne sono anche in Italia e in Francia».

Fatto sta che su questo fronte state dalla stessa parte.

«Ma la soluzione non è una nuova competizione perché sia la Superlega presentata nell'aprile del 2021 che quella che ci vogliono propinare ora distruggerebbero i campionati nazionali e, sul lungo periodo, anche gli stessi club che oggi la propongono».

È proprio sicuro che non c'è né ci sarà mai spazio per la Superlega?

«Sì, non ci sarà mai una Superlega. Cià nonostante, il danno che stanno causando è irreparabile. Stanno creando una sensazione d'incertezza nel settore e lo stanno facendo sulla base di bugie e ignoranza».

Ci sta, quindi, dicendo che quando Pérez, Laporta e Agnelli affermano che non vogliono distruggere i campionati stanno mentendo?

«Gliel’ho detto a Nyon martedì scorso: non ci credo che siano così scemi. Anche perché se fosse davvero positivo per i campionati nazionali perché mai avrebbero agito sottobanco? Forse, però, pensano che gli scemi siamo noi...»

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