"Rigore sbagliato? Avessi avuto una pistola..."
Anche se il 'Divin Codino' avesse segnato il suo, forse sarebbe cambiato poco in termini di risultato. Ma quel giorno Baggio perse tantissimo: la partita, forse il Pallone d'Oro e il FIFA World Player of The Year. E, ovviamente, il Mondiale. Un dolore che riecheggia ancora oggi, quello per il rigore sbagliato: "Se avessi avuto un coltello in quel momento, mi sarei accoltellato", dice. "Se avessi avuto una pistola, mi sarei sparato. In quel momento volevo morire. È andata così". Dieci anni dopo, esattamente dieci anni dopo, il ritiro.
E a distanza di 21 anni dall'addio al calcio, cosa fa Baggio? "Seguo ancora il calcio, assolutamente sì. Guardo sempre molti highlights su YouTube; i campionati italiano, argentino, inglese e sudamericano, sia brasiliano che argentino, a volte cileno o paraguaiano. Magari ci sono persone che conosco, come Martin Palermo, che allena il Club Olimpia (ad Asuncion). Mi piace controllare come sta, se sta bene. Sono più legato ai miei amici. Li seguo sempre". Baggio resta un'icona, come testimoniato anche dalle foto che Paulo Dybala e Paul Pogba han voluto con lui, ma nessun ruolo nel mondo del calcio se non quello di ambasciatore: "Devo dire che a un certo punto della mia vita ho pensato che fosse arrivato il momento di godermi la mia famiglia, di starle vicino, di godermi le cose semplici e di fare, soprattutto, quello che non ho fatto per quasi 40 anni. Così ho scelto la libertà. E questo non ha prezzo".