Leonardo: "Non tornerei mai nel calcio. Thiago Motta? Vi dico dove lo vedrei bene". E su Donnarumma...

Le parole dell'ex Milan: "Mbappè? Non ero d'accordo con certe scelte e con alcune visioni. Non è un caso che il Psg abbia vinto quando sono andati via loro"

Leonardo è stato per anni il direttore sportivo del PSG, l'uomo che ha portato Ibrahimovic e Thiago Silva a Parigi, ma anche Pastore, Verratti, Mbappe e Neymar. Il brasiliano, intervistato da Rmc, ha quindi raccontato alcuni interessanti retroscena sulla sua esperienza da dirigente in Francia ma prima ha speso due parole sulla vittoria della Champions League contro l'Inter: "È stato talmente bello, con un personaggio centrale come Luis Enrique che ha trasmesso tanto ai giocatori. Il tutto dopo anni difficili. E non va sottovalutato il fatto che lavorino in un centro di allenamento moderno come il loro".

"Luis Enrique perfetto, ma Thiago Motta sarebbe stato geniale"

"Luis Enrique è perfetto - ha continuato -, ha saputo trasmettere la sua mentalità a una squadra giovane. Ma per me Thiago Motta al Psg sarebbe geniale: conosce il club, ha un'estetica, vuole fare bel gioco, adora Parigi. È un mio rammarico non vederlo in panchina". L'ex allenatore della Juve è stato uno dei primi colpi fatti da Leonardo quando era ds del PSG: "Se guardi chi vince la Champions, sono i club più ricchi. Se non spendi, non vinci. E per noi, all'inizio, l'obiettivo non era di vincere la Champions, ma di essere subito competitivi. È quello che abbiamo fatto. Spendemmo solo una settantina di milioni per Ibrahimovic e Thiago Silva, e non guadagnavano molto di più di prima. Verratti? Magari sarebbe stato meglio per lui andare via dopo cinque anni. Ma è rimasto fedele al club. Forse poteva fare di più in carriera, ma ha comunque vinto tanto. Se rimani così lungo è difficile essere sempre al top". 

MMN: Messi, Mbappe, Neymar

La svolta per il PSG è arrivata con Mbappe, Neymar e Messi, i grandi colpi che avrebbero dovuto rendere la squadra invincibile. “Ma anche il calcio era cambiato - ha aggiunto Leonardo -, come la comunicazione. Oggi i giocatori guadagnano di più con i diritti di immagine che di stipendio. Basta vedere il numero di follower. Allora magari certi giocatori non vanno presi, anche se poi dipende dalle opportunità". Su Mbappe e Neymar ha quindi aggiunto: "Già nel 2021 volevano andarsene. Mbappé voleva andare al Real Madrid. Li avrei lasciati andare e alle giuste condizioni". Il club non era però pronto a lasciarli partire, soprattutto in vista del Mondiale in Qatar. Una crisi interna che ha portato quindi all'addio di Leonardo dal PSG:Non ero d'accordo con certe scelte e visioni, anche sul rinnovo di Mbappé. A Parigi per un biennio c'è stato però l'attacco più bello al mondo con Messi, Neymar e Mbappé. Puoi vincere o perdere. Se perdi, cambi e magari vinci. Non è un caso che il Psg abbia vinto quando sono andati via loro”. 

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Gli errori di gioventù e quello del PSG con Donnarumma

Ma quello di Messi, Mbappe e Neymar non è stato il primo ciclo di Leonardo come direttore sportivo del PSG. Il brasiliano, infatti, era stato ds anche tra il 2011 e il 2013. L'allenatore al tempo? Ancelotti. Su di lui ha rivelato: "Se ne andò solo per andare al Real Madrid, altrimenti sarebbe rimasto". Poco dopo però se ne è andato anche lo stesso Leonardo: "Un errore e un rammarico. Dovevo restare". E a proposito di errori, se lui fosse stato ancora dirigente del PSG, questa estate avrebbe fatto scelte diverse: "Non avrei rinunciato a Donnarumma".

Tra passato e futuro

Non solo dirigente, ma anche allenatore con un passato in Serie A: "Non mi è mai piaciuto allenare. Iniziai al Milan perché andava preparata la vendita del club. E poi l'Inter solo perché me lo chiese Moratti". Infine uno sguardo al futuro: "Penso che non tornerò nel calcio, salvo forse per un progetto ambizioso che mi appassioni. Come fu con il Psg".

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Leonardo è stato per anni il direttore sportivo del PSG, l'uomo che ha portato Ibrahimovic e Thiago Silva a Parigi, ma anche Pastore, Verratti, Mbappe e Neymar. Il brasiliano, intervistato da Rmc, ha quindi raccontato alcuni interessanti retroscena sulla sua esperienza da dirigente in Francia ma prima ha speso due parole sulla vittoria della Champions League contro l'Inter: "È stato talmente bello, con un personaggio centrale come Luis Enrique che ha trasmesso tanto ai giocatori. Il tutto dopo anni difficili. E non va sottovalutato il fatto che lavorino in un centro di allenamento moderno come il loro".

"Luis Enrique perfetto, ma Thiago Motta sarebbe stato geniale"

"Luis Enrique è perfetto - ha continuato -, ha saputo trasmettere la sua mentalità a una squadra giovane. Ma per me Thiago Motta al Psg sarebbe geniale: conosce il club, ha un'estetica, vuole fare bel gioco, adora Parigi. È un mio rammarico non vederlo in panchina". L'ex allenatore della Juve è stato uno dei primi colpi fatti da Leonardo quando era ds del PSG: "Se guardi chi vince la Champions, sono i club più ricchi. Se non spendi, non vinci. E per noi, all'inizio, l'obiettivo non era di vincere la Champions, ma di essere subito competitivi. È quello che abbiamo fatto. Spendemmo solo una settantina di milioni per Ibrahimovic e Thiago Silva, e non guadagnavano molto di più di prima. Verratti? Magari sarebbe stato meglio per lui andare via dopo cinque anni. Ma è rimasto fedele al club. Forse poteva fare di più in carriera, ma ha comunque vinto tanto. Se rimani così lungo è difficile essere sempre al top". 

MMN: Messi, Mbappe, Neymar

La svolta per il PSG è arrivata con Mbappe, Neymar e Messi, i grandi colpi che avrebbero dovuto rendere la squadra invincibile. “Ma anche il calcio era cambiato - ha aggiunto Leonardo -, come la comunicazione. Oggi i giocatori guadagnano di più con i diritti di immagine che di stipendio. Basta vedere il numero di follower. Allora magari certi giocatori non vanno presi, anche se poi dipende dalle opportunità". Su Mbappe e Neymar ha quindi aggiunto: "Già nel 2021 volevano andarsene. Mbappé voleva andare al Real Madrid. Li avrei lasciati andare e alle giuste condizioni". Il club non era però pronto a lasciarli partire, soprattutto in vista del Mondiale in Qatar. Una crisi interna che ha portato quindi all'addio di Leonardo dal PSG:Non ero d'accordo con certe scelte e visioni, anche sul rinnovo di Mbappé. A Parigi per un biennio c'è stato però l'attacco più bello al mondo con Messi, Neymar e Mbappé. Puoi vincere o perdere. Se perdi, cambi e magari vinci. Non è un caso che il Psg abbia vinto quando sono andati via loro”. 

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