"La mia Inter? Eravamo un bel gruppo e ci divertivamo sia in campo che fuori. Eravamo un gruppo unito ma purtroppo non abbiamo vinto niente. Abbiamo fatto comunque stagioni importanti. Io vivevo ogni partita allo stesso modo. Bisognava provare a vincere e divertirsi". A dirlo è Radja Nainggolan, che intervistato ai microfoni Sky ha riavvolto il nastro del proprio trascorso in Serie A, dove ha indossato le maglie di Cagliari, Roma e Inter, oltre quelle del Piacenza, dove ha avuto origine la sua carriera e Spal, dove ha chiuso il proprio ciclo in Italia prima di volare in Indonesia - di cui il padre è originario - e unirsi al Bhayangkara nel 2023, squadra della massima Serie locale. Al 2026, il centrocampista classe '88 è legato al club di Serie B belga Patro Eisden. Invitato a tirare le somme sulle ultime battute di campionato, Nainggolan non si è detto sorpreso della classifica che vede l'Inter prossima a festeggiare il 21º scudetto: "Se mi aveste chiesto all'inizio dell'anno chi avrebbe potuto vincere lo scudetto avrei detto sempre l'Inter. Come rosa è la superiore e negli ultimi anni è quella che ha giocato meglio e vinto le partite più importanti. Hanno una rosa anche abbastanza larga, anche se in questa stagione è stato inserito qualche giovane come Esposito. Dietro ci sono pochi cambi e una stagione è lunga ma penso che hanno fatto bene. L'Inter per me era la più forte e non c'era una squadra che poteva avvicinarsi. Anche quando c'è stato un periodo in cui si sono avvicinate Napoli e Milan la continuità, poi, ha fatto la differenza perché le altre non la hanno come la ha l'Inter".
Nainggolan: "Spalletti può essere l'anti-Inter"
"La differenza sta nei singoli. Ti faccio un esempio: Thuram in questa stagione è stato criticato perché non era lo stesso dello scorso anno. In queste ultime giornate però è tornato quello della passata stagione e queste sono gare importanti per la volata finale. Al Milan manca comunque Leao perché gioca ma non fa la differenza. Nei momenti importanti i giocatori dell'Inter hanno sempre risposto. A Napoli, dove si è puntato tutto su Lukaku, il belga è mancato per gran parte della stagione. L'Inter sotto questo aspetto ha risposto meglio rispetto alle altre e su 38 partite, parlando solo del campionato, l'Inter è stata quella con più continuità e nei momenti in cui veniva avvicinata dalle altre riusciva sempre a tirarsi fuori. È un gruppo d'esperienza e capace di vincere. Arrivati a questo punto sapevano cosa dovevano fare per vincere. Penso che comunque aver tirato fuori quel qualcosa che le altre non hanno ha fatto la differenza". Così invece ricordando il proprio trascorso agli ordini di Luciano Spalletti: "Io adoro Spalletti per il suo modo di giocare e quello di comunicare. Mi piace tutto di lui. Sa sempre dare una risposta anche quando viene criticato e si prende tante resposabilità quando le cose non vanno. In questo momento la Juventus è la squadra che gioca il miglior calcio in Italia con una squadra che prima non giocava in questo modo. Poteva essere l'anti Inter? Per me poteva giocarsela se Spalletti fosse stato lì dall'inizio. Sembra sempre uno molto duro quando lo vedi o lo senti. Quando ti vuole bene però si scioglie e prende le cose in modo diverso da come far vedere. È una persona che mi ha aiutato e migliorato tanto. Per me è una persona importante".