L’insidia è lì, dietro l’angolo, pronta a strozzare sul nascere anche il più timido e interlocutorio dei tentativi. Meglio allora attrezzarsi a dovere e giocare d’anticipo. Anche perché la Juve sa di non potersi permettere di ‘aspettare’ la qualificazione in Champions League per bussare alle porte dei papabili rinforzi della prossima stagione. Specie alla luce di un Mondiale che, come da prassi, farà lievitare il cartellino della stragrande maggioranza dei profili sul mercato. Anche se, va detto, la principale criticità sul fronte Stiller - tra i preferiti delle dirigenza bianconera per rinforzare il centrocampo - sta tutta nella sua situazione contrattuale con lo Stoccarda. Quella clausola da 36.5 milioni valevole solo per l’estero - appetibile e intrigante per le disponibilità economiche juventine - potrà infatti essere revocata dal club tedesco versando nelle casse del giocatore la penale da 2 milioni di euro. Ipotesi più che concreta, dal momento che lo Stoccarda ha avuto modo di constare l’interesse di diversi big club europei tra cui Manchester United, Real Madrid e la stessa Juventus.
Cosa pensa Spalletti
I dirigenti bianconeri, negli ultimi mesi, hanno visionato dal vivo Stiller più e più volte per comprenderne pregi e limiti, nell’ottica di un trasferimento che ne farebbe - di fatto - il play della rivoluzione. Quello che Spalletti bramerebbe a gran voce per costruirci attorno il resto del reparto. Non perché non sia soddisfatto di Locatelli - Lucio stravede per lui e non pare assolutamente intenzionato a metterne in discussione la centralità nel suo progetto tecnico -, semmai per farlo rendere ancora di più, affiancandogli un interprete con cui spartirsi i compiti in fase di costruzione.
