«Datemi un Lewa e solleverò il mondo». Un gioco di parole tanto blasfemo quanto puntuale, se consideriamo che il primo fan di un’operazione che avrebbe del clamoroso risponde proprio al nome di Luciano Spalletti. L’Archimede bianconero, invocato - mesi fa - a gran voce dalla dirigenza juventina per riportare conoscenza, ordine, rigore e pure un’idea di calcio avveniristica negli ambienti della Continassa. La missione, per potersi dire completata, necessità ancora di un ultimo sforzo decisivo: l’ipoteca matematica della prossima qualificazione alla Champions League. Solo a quel punto, la Juve potrà assecondare i suoi desideri, consegnandoli quei 5 interpreti con cui tornare a competere subito per gli obiettivi più prestigiosi. Dallo scudetto all’Europa, quella che conta e che Robert Lewandowski - con fare categorico - ha imposto come unica vera condizione per l’approdo in bianconero.
L'offerta Juve
Dalla Spagna arrivano infatti conferme circa il fatto che l’attaccante polacco, su cui resta vivo pure l’interesse del Milan, vede al momento nella Juventus l’opzione più allettante e plausibile, qualora dovesse decidere davvero di liberarsi a zero dal Barcellona. Ipotesi più che concreta, dal momento che il club blaugrana non pare intenzionato a rivedere la proposta di rinnovo annuale (con dimezzamento dell’ingaggio) presentata all’ex Bayern settimane fa. Da qui, il blitz in Italia dell’agente Pini Zahavi - avvistato sugli spalti di San Siro nel match tra Milan e Juve - per sondare il terreno con potenziali acquirenti. E il primo incontro con la dirigenza bianconera sembrerebbe essersi concluso positivamente, con una base d’intesa sulle cifre che Lewandowski potrebbe arrivare a percepire a Torino. Sul piatto un contratto di un anno a 6 milioni più una serie di bonus, legati al raggiungimento di determinati risultati sportivi.
