Alisson, pronto il contratto Juve! Si accelera: dentro il vertice di mercato

Il portiere brasiliano è intrigato dall’idea di riabbracciare il progetto tecnico di Spalletti e regalarsi un’ultima occasione da protagonista in Europa

Voleva capirci di più, Luciano Spalletti, prima di tornare sulle sue posizioni e allinearsi alla bozza progettuale di Damien Comolli. Un po’ perché credeva che, alla fine, il titolare designato tra i pali (Di Gregorio) sarebbe uscito definitivamente dal guscio dell’incertezza. Come hanno già fatto dal suo arrivo - chi prima e chi più tardi - la maggior parte degli interpreti bianconeri. Un po’ perché temeva di dissipare inutilmente il budget bianconero, e rinunciare, dunque, a una serie di colpi in altre zone del campo, ritenute più urgenti e prioritarie. Ma è stato lo stesso ad della Juventus a fare chiarezza. O meglio: a garantirgli che il mercato bianconero sarebbe stato scintillante a prescindere. Ma soprattutto, fedele ai parametri a cui auspica Lucio: profili rodati, pronti, avvezzi alle logiche elitarie della Champions League. Da qui, la scelta di provare a rendere il primo sogno di Spalletti realtà, presentando all’entourage di Alisson un’offerta vera e propria.

L'usato di lusso

L’età anagrafica, nel suo caso, altro non è che un dettaglio trascurabile. I quasi 34 anni del brasiliano portano in dote una saggezza tecnica e una statura internazionale che alla Juventus risulterebbe vitale per guidare gli interpreti più giovani e ambiziosi. Una costante nella storia del club bianconero, dissipatasi poco a poco quando gli ultimi i senatori - quelli del ciclo dei 9 scudetti - hanno svuotato i rispettivi armadietti alla Continassa. Da qui, l’investitura totale nei confronti di Alisson: l’usato di lusso che Spalletti ha già svezzato e consacrato ai tempi di Roma.

© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Juventus

Il contratto

La Juventus si è mossa d’anticipo, scartando la concorrenza e ottenendo se non il primo “sì”, quantomeno l’attenzione di Alisson. Per l’ex portiere giallorosso, sarebbe infatti pronto un contratto triennale a 4.5 milioni più bonus. Sì, il brasiliano in Premier ne percepisce 8, ma l’idea di poter sposare nuovamente il progetto di Lucio in una piazza dal simile prestigio lo intriga. Anche perché sa bene che l’opzione per il rinnovo fino al 2027, esercitata dai Reds giusto un mese fa, non ha nulla a che fare con un’investitura nei suoi confronti: si trattava giusto di scongiurare l’ipotesi di perderlo a zero in estate. A partire dalla prossima stagione, infatti, è già deciso che il titolare del Liverpool sarà Mamardashvili, acquistato per 30 milioni nell’estate del 2025 con l’obiettivo di farne il nuovo leader della porta. Il vero nodo, non coincide dunque con le volontà del brasiliano: su quelle la Juve è convinta di riuscire a far leva senza troppi problemi. Quanto più le richieste dei Reds per il suo cartellino. Dall’Inghilterra, filtra che il club non sia disposto ad accettare un’offerta al di sotto dei 15/20 milioni. Cifra, al momento, leggermente fuori portata per la Juventus che - come dicevamo - dovrà comunque razionare con intelligenza le risorse, per non correre il rischio di rinunciare agli altri colpi della short list del duo Comolli-Spalletti.

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Le alternative

A cominciare da Kolo Muani, che a giugno farà rientro al Psg, passando poi per i vari Bernardo Silva e Lewandowski che, pur arrivando ipoteticamente a zero, richiederanno esborsi esosi in termini di ingaggio. In ogni caso, la Juve ha intenzione di programmare nelle prossime settimane un incontro con la dirigenza del Liverpool. Il primo atto di una trattativa complessa, sì, ma non impossibile. Motivo per cui i bianconeri non hanno nessuna intenzione di accantonare le piste alternative, tra cui quelle che porterebbero a De Gea e Vicario. Il primo, in estate, lascerà la Fiorentina, decisa ad alleggerire il monte ingaggi (lo spagnolo percepisce 3.5 milioni più bonus) e svecchiare la rosa. Decisamente basse - non a caso - le pretese sul suo cartellino: la Viola sembrerebbe disposta a cederlo anche a fronte di un’offerta vicina ai 10 milioni. Quanto all’azzurro - anche lui ormai prossimo all’addio col Tottenham - il prezzo fissato dal club si aggira intorno ai 20 milioni. Certo, perché l’equazione del “chiedi e ti verrà dato” funzioni, c’è disperato bisogno che Spalletti non si dimentichi di un addendo cruciale: la qualificazione in Champions League. Ma l’inversione del trend - netta ed inequivocabile - delle ultime settimane sul piano delle prestazioni, sembra aver convinto la società a muoversi in anticipo sul mercato.

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Voleva capirci di più, Luciano Spalletti, prima di tornare sulle sue posizioni e allinearsi alla bozza progettuale di Damien Comolli. Un po’ perché credeva che, alla fine, il titolare designato tra i pali (Di Gregorio) sarebbe uscito definitivamente dal guscio dell’incertezza. Come hanno già fatto dal suo arrivo - chi prima e chi più tardi - la maggior parte degli interpreti bianconeri. Un po’ perché temeva di dissipare inutilmente il budget bianconero, e rinunciare, dunque, a una serie di colpi in altre zone del campo, ritenute più urgenti e prioritarie. Ma è stato lo stesso ad della Juventus a fare chiarezza. O meglio: a garantirgli che il mercato bianconero sarebbe stato scintillante a prescindere. Ma soprattutto, fedele ai parametri a cui auspica Lucio: profili rodati, pronti, avvezzi alle logiche elitarie della Champions League. Da qui, la scelta di provare a rendere il primo sogno di Spalletti realtà, presentando all’entourage di Alisson un’offerta vera e propria.

L'usato di lusso

L’età anagrafica, nel suo caso, altro non è che un dettaglio trascurabile. I quasi 34 anni del brasiliano portano in dote una saggezza tecnica e una statura internazionale che alla Juventus risulterebbe vitale per guidare gli interpreti più giovani e ambiziosi. Una costante nella storia del club bianconero, dissipatasi poco a poco quando gli ultimi i senatori - quelli del ciclo dei 9 scudetti - hanno svuotato i rispettivi armadietti alla Continassa. Da qui, l’investitura totale nei confronti di Alisson: l’usato di lusso che Spalletti ha già svezzato e consacrato ai tempi di Roma.

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