MILANO. C’è sempre una prima volta. Al netto di clamorose sorprese, domenica sera quando l’arbitro Bonacina fischierà la fine di Inter-Parma, ci saranno diversi giocatori nerazzurri che potranno cominciare a festeggiare la vittoria del loro primo scudetto. Insieme a loro ci sarà anche Cristian Chivu. È vero, il tecnico rumeno ha già vinto diversi campionati da calciatore - quattro in tutto, tre con l’Inter e uno con l’Ajax -, ha alzato al cielo molte coppe, nazionali e internazionali (su tutte ovviamente la Champions e il Mondiale per club del 2010) -, e ha pure conquistato uno scudetto da allenatore dell’Inter, seppur della Primavera, nella stagione ’21-22. Ma quello che arriverà domenica, sarà il primo trionfo da allenatore della prima squadra dopo aver già raccolto un importante successo personale la scorsa annata, quando in 13 giornate salvò il Parma. Lo scudetto, però, è ben altra cosa e Chivu diventerà il secondo della storia dell’Inter a fare l’accoppiata giocatore-allenatore. Prima di lui c’era riuscito “una vita fa” solamente Armando Castellazzi che vinse da calciatore il campionato ’29-30 e da tecnico quello del ’37-38 (in mezzo, nel 1934, si laureò anche campione del Mondo con l’Italia). Chivu, di fatto, seguirà così le orme di altri grandi allenatori del nostro calcio capaci di imporsi sia in campo che in panchina con lo stesso club, vedi Antonio Conte con la Juventus o Nils Liedholm, Fabio Capello e Carlo Ancelotti col Milan. Capello, per altro, c'è riuscito anche da juventino. Insieme a Chivu, come scritto, arricchiranno la loro bacheca con il primo tricolore italiano della loro carriera ben sette calciatori.
Il battesimo tricolore dei nerazzurri
In ordine alfabetico Akanji, Bonny, Diouf, Pio Esposito, Luis Henrique, Josep Martinez e Sucic. A dire il vero, però, lo scudetto con la maglia dell’Inter lo conquisterà per la prima volta anche Zielinski, campione d’Italia già nella stagione ’22-23 col Napoli. Tornando ai “debuttanti”, lo scudetto avrà un sapore particolare soprattutto per due ragazzi, il più giovane e il più vecchio fra i sette. Pio Esposito, dopo tanti anni e gol nelle giovanili nerazzurre - e un titolo di campione d'Europa Under 19 con la nazionale -, raggiungerà il traguardo più ambito per un ragazzo cresciuto nel vivaio, imitando così Federico Dimarco e Raffaele Di Gennaro (o Andrea Pinamonti che vinse lo scudetto nella stagione '20-21 con Conte in panchina).
E poi c'è Akanji che a 30 anni e 13 da calciatore professionista, ha vinto ben 12 trofei, fra cui una Champions col Manchester City (proprio contro l'Inter nel 2023) e quattro campionati, con in Premier e due in patria col Basilea una decina di anni fa ('15-16 e '16-17). Nonostante i soli 22 anni, l'affermazione in Serie A con l'Inter sarà il terzo campionato vinto in carriera in tre paesi diversi per Sucic, campione in Bosnia nel ’22-23 col Zrinjski Mostar e in Croazia nel '23-24 con la Dinamo Zagabria. Primo trofeo in carriera per Bonny, Diouf e Luis Henrique; Martinez ha vinto una Coppa di Germania col Lipsia nel '21-22.
