Quando lo spettacolo è nella testa dell’arbitro

Alberici e Aronica portano in scena “Cornuto!”, un modo diverso di raccontare il calcio. Sabato alle 18 l’anteprimna a Rubiera
Scegli Tuttosport come fonte preferita su Google

Giovanni ToscoGiovanni Tosco

Pubblicato il 21.10.2026, 15:08

4 min

TORINO - Se c’è un argomento che raramente funziona al cinema o a teatro, è il calcio. O meglio: raramente funziona se la narrazione si limita a un tentativo di riprodurre una realtà non riproducibile. Occorrono un’idea, una scintilla: l’hanno avuto Francesco Alberici e Salvatore Aronica, che sabato a Rubiera, in provincia di Reggio Emilia (ore 18, Nuovo campo da calcio C, via Moro 3/A), metteranno in scena l’anteprima di “Cornuto!», scritto insieme e del quale Alberici sarà il regista e Aronica l’interprete principale, con Francesco Giordano, Vassilij Gianmaria Mangheras e Giorgia Paolillo e con la partecipazione speciale di Luca Scotton. Partendo dall’esperienza personale di Aronica, che è stato per quindici anni direttore di gara e ora è osservatore arbitrale oltre che attore, “Cornuto!” riflette sulla figura più contestata di qualsiasi partita, malgrado abbia l’ingrato compito di prendere una decisione spesso difficile in una frazione di secondo. Certo, oggi esiste il Var, ma, come ben sappiamo, non rappresenta la verità assoluta né ha cancellato le polemiche. «L’idea - racconta Alberici, che è anche attore e con Isabella Ragonese ha appena concluso al Piccolo Teatro Grassi di Milano le repliche del bellissimo “Coro degli amanti” del portoghese Tiago Rodrigues - ci è venuta una decina di anni fa, partendo da “Kill the referee”, un docu belga ispirato alle minacce di morte ricevute dall’inglese Webb durante l’Europeo del 2008. Trovavamo interessante provare a entrare nella mente di un arbitro, ma poi il progetto è rimasto lì, come spesso succede. Un anno fa ci abbiamo rimesso mano, ne abbiamo parlato con La Corte Ospitale che lo produce e abbiamo vinto il bando Siae Per chi crea - Nuove opere». 

In campo ci saranno, oltre agli attori, venti volontari che interpreteranno la sfida, però il colpo di genio è che il pubblico in tribuna avrà delle cuffie grazie alle quali “intercetterà” i pensieri dell’arbitro: quelli sulla partita, ma anche la lite appena avuta con la fidanzata o le scarpe di un calciatore simili a quelle che aveva lui un tempo. «Di solito la partita è silenziosa, nel senso che c’è il tifo della gente ma non si sentono quasi mai i protagonisti: eppure l’allenatore parla con i giocatori, i giocatori parlano tra loro e tutti parlano con l’arbitro. Ecco, abbiamo voluto puntare su questo effetto straniante legato a una sorta di anti-eroe romantico, pensando magari a quel ragazzino che ama il calcio ma si rende conto di non essere abbastanza bravo e decide di cambiare ruolo».

A rendere interessante “Cornuto!” è anche la volontà di costruire un punto d’incontro tra il mondo alto della cultura e quello dello sport, spesso ritenuto erroneamente basso. «E invece le partite, come i concerti, sono gli ultimi grandi spettacoli a cui possiamo ancora assistere. Noi siamo cresciuti nella periferia milanese e non sono molti i nostri coetanei che hanno avuto la possibilità di appassionarsi al teatro. Ecco, questo vuole essere un modo per coinvolgere anche persone che a teatro non ci vanno». E che magari possono scoprire e apprezzare, oltre al docu, due libri fondamentali per la scrittura di Alberici e Aronica: “Addio al calcio” di Valerio Magrelli e “Litania di un arbitro” di Thomas Brussig.