
Quando lo spettacolo è nella testa dell’arbitro
In campo ci saranno, oltre agli attori, venti volontari che interpreteranno la sfida, però il colpo di genio è che il pubblico in tribuna avrà delle cuffie grazie alle quali “intercetterà” i pensieri dell’arbitro: quelli sulla partita, ma anche la lite appena avuta con la fidanzata o le scarpe di un calciatore simili a quelle che aveva lui un tempo. «Di solito la partita è silenziosa, nel senso che c’è il tifo della gente ma non si sentono quasi mai i protagonisti: eppure l’allenatore parla con i giocatori, i giocatori parlano tra loro e tutti parlano con l’arbitro. Ecco, abbiamo voluto puntare su questo effetto straniante legato a una sorta di anti-eroe romantico, pensando magari a quel ragazzino che ama il calcio ma si rende conto di non essere abbastanza bravo e decide di cambiare ruolo».
A rendere interessante “Cornuto!” è anche la volontà di costruire un punto d’incontro tra il mondo alto della cultura e quello dello sport, spesso ritenuto erroneamente basso. «E invece le partite, come i concerti, sono gli ultimi grandi spettacoli a cui possiamo ancora assistere. Noi siamo cresciuti nella periferia milanese e non sono molti i nostri coetanei che hanno avuto la possibilità di appassionarsi al teatro. Ecco, questo vuole essere un modo per coinvolgere anche persone che a teatro non ci vanno». E che magari possono scoprire e apprezzare, oltre al docu, due libri fondamentali per la scrittura di Alberici e Aronica: “Addio al calcio” di Valerio Magrelli e “Litania di un arbitro” di Thomas Brussig.
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