Arabia Saudita: la Jihad al calcio mondiale

Alla scoperta della Pro League: maxi investimenti per attrarre i fenomeni europei e sudamercani e rendere il campionato locale "tra i 5 più competitivi del pianeta"

Raffaele R. RiversoRaffaele R. Riverso

Pubblicato il 08.07.2023, 15:24

5 min

Saudi Pro League, il valore

Ed è per questa ragione che il paragone con i cinque tornei top è ancora più impietoso. La Liga (4,76 miliardi) e la Serie A (4,58) valgono dieci volte la Pro League saudita, lontanissima anche da Bundesliga (4,01) e Ligue 1 (3,36). Attualmente il talento della Jupiler Pro League belga (824 milioni) vale quasi il doppio e la Bundesliga austriaca qualche milione in meno (394), ma soltanto perché è composta da 12 club. Per intercettare le necessità dei grandi calciatori, Mohammed bin Salman ha affidato la gestione del proprio giocattolo a Garry Cook ex Manchester City, Nike e Ufc. Il piano dell’ex Ceo dei Citizens consiste nel potenziare le quattro squadre più famose (Al Nassr, Al Ittihad, Al Hilal e l’Al Ahli) attraverso l’ingaggio di tre stranieri ciascuno mentre le altre 14 squadre si contenderanno gli altri otto stranieri messi in preventivo. È questo il primo step del «piano» a cui faceva riferimento proprio Cristiano Ronaldo e, ora, per realizzarlo il principe ereditario, dopo aver rinunciato al Mondiale 2030, avrà quattro anni in più di tempo, sebbene, di solito, la pazienza non sia una buona compagna di viaggio del capitale.

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