"Faccio come Buffon ha fatto con me, ed ecco che penso di Yamal": Szczesny a ruota libera

L'ex portiere bianconero, la leggenda, il talento: a Barcellona lampi di passato e di futuro nell'intervista

"Spero che non debbano vedermi perché voglio che Joan si riprenda in fretta dal suo infortunio. So qual è il mio ruolo in questa stagione e, per me, il mio più grande successo sarà che Joan Garcia faccia una stagione fantastica e di successo, quindi da parte mia non c'è competizione, nessuna rivalità tra noi. Cerco solo di supportarlo nel miglior modo possibile. Posso giocare, ma spero che torni il prima possibile. Questo non significa che sono pigro e non ho voglia di giocare. Mi piace giocare, ma spero solo che torni presto". Ha parlato così Wojciech 'Tek' Szczesny ai microfoni di Mundo Deportivo, in merito all'attuale situazione relativa ai portieri in casa Barcellona. Il prossimo 26 ottobre al 'Santiago Bernabeu' è, infatti, in programma 'El Clasico' tra Real Madrid e Barcellona, e tra i pali potrebbe toccare proprio all'ex portiere della Juventus, qualora il suo compagno di reparto non dovesse riuscire a recuperare in tempo per la partita.

Szczesny: "Joan è già tra i migliori al mondo, ma voglio aiutarlo"

"Ha praticamente tutto. Non voglio parlarne troppo bene perché ha ancora molto lavoro da fare, ma dal punto di vista fisico è già tra i migliori al mondo. Certo, poi bisogna essere mentalmente nella posizione giusta per essere concentrati ogni partita, ogni tre giorni. È un'esperienza nuova per lui perché è molto più facile giocare sabato dopo sabato... La mentalità è un'abilità diversa per concentrarsi ogni tre giorni e giocare 60 partite al massimo livello, ma Joan è intelligente, è molto calmo, quindi sono sicuro che ci riuscirà e farà una stagione fantastica. E mi assicurerò che sia ancora più calmo perché penso che in questo ruolo, sotto forte pressione, la calma sia una delle qualità più importanti per un portiere." Szczesny ha poi proseguito parlando della propria carriera: "Sono molto contento di quello che ho fatto nella mia carriera, e quindi posso tranquillamente accettare di essere di aiuto a un portiere che è appena agli inizi. Poi, cerco di dimostrare per un altro anno di essere al massimo livello. Quando ne ho l'opportunità o c'è un'emergenza come questa, dove tutti sono infortunati, gioco, sono felice di giocare e do il massimo. Ma, come ho detto, gli obiettivi si stabiliscono all'inizio della stagione. Ora voglio fare questo, voglio vincere questo trofeo, quello...Il mio obiettivo più grande è aiutare Joan, e cerco solo di farlo nel miglior modo possibile. Con tutta la pressione che deriva dal giocare per un club come il Barcellona, non credo che abbia bisogno della pressione di un veterano che cerca di competere da dietro."

"Buffon il mio idolo, da lui ho imparato tanto"

"Non sono mai competitivo. Competitivo non è una bella parola. Sono tutti miei buoni amici, e quando giocavo, mi sostenevano, e quando giocavano loro, ero felice per loro. Avere Buffon con me... Era il mio idolo da bambino, e guardarlo allenarsi ogni giorno, come si comportava in campo, come si comportava fuori dal campo, come parlava con i suoi compagni di squadra, è stata un'esperienza di enorme apprendimento per me. Ed è stato probabilmente quello da cui ho imparato di più. Con lui, non c'era competizione e ci sostenevamo a vicenda." Il portiere del Barcellona ha parlato anche del suo ruolo di chioccia nei confronti del suo compagno di reparto: "Fare con Joan ciò che Buffon ha fatto con me? Un po' sì. Credo che, dopo aver avuto la fortuna di avere qualcuno che era il meglio per me, mi senta in dovere di ricambiare Joan. Probabilmente non potrà imparare da me tanto quanto io posso imparare da Gigi, ma il processo è abbastanza simile."

© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Barcellona

"Joan Garcia? Voglio trasmettergli esperienza"

'Tek' ha preso in considerazione anche l'apporto che può fornire a Joan Garcia, ritenendolo un portiere già pronto: "Fisicamente, non posso insegnargli molto. È un portiere migliore di me. Tuttavia, a volte in allenamento, ci sono dettagli sul posizionamento o altre cose, ma non posso insegnargli molto. È un portiere fantastico. Quello che ho io che lui non ha è l'esperienza, e voglio trasmettergliela. Se il club ha deciso di rinnovarmi il contratto sapendo che sarei arrivato, è probabilmente per questo che credono che io possa aiutarlo a diventare un portiere migliore, quindi cercherò di fare proprio questo."

"Il comportamento di Yamal? Nulla di sbagliato"

“Lamine deve semplicemente divertirsi. A 18 anni pensi in modo diverso rispetto a quando ne hai più di 30. Con le sue qualità e il suo talento, se mantiene la passione e la professionalità, non c’è nulla che gli impedisca di diventare il miglior giocatore del mondo”. Wojciech 'Tek' Szczesny ai microfoni di Mundo Deportivo ha analizzato anche la situazione di Lamine Yamal, numero 10 del Barcellona, difendendolo anche dalle critiche mosse nei confronti del giovane talento spagnolo: "Il comportamento di Lamine? Non ci vedo nulla di sbagliato. È un ragazzo aperto, che ama godersi la vita. Tutti abbiamo avuto 18 anni, e a quell’età è normale sbagliare e imparare dai propri errori. Non serve qualcuno che ti dica sempre cosa fare: bisogna vivere la propria vita”.

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"Spero che non debbano vedermi perché voglio che Joan si riprenda in fretta dal suo infortunio. So qual è il mio ruolo in questa stagione e, per me, il mio più grande successo sarà che Joan Garcia faccia una stagione fantastica e di successo, quindi da parte mia non c'è competizione, nessuna rivalità tra noi. Cerco solo di supportarlo nel miglior modo possibile. Posso giocare, ma spero che torni il prima possibile. Questo non significa che sono pigro e non ho voglia di giocare. Mi piace giocare, ma spero solo che torni presto". Ha parlato così Wojciech 'Tek' Szczesny ai microfoni di Mundo Deportivo, in merito all'attuale situazione relativa ai portieri in casa Barcellona. Il prossimo 26 ottobre al 'Santiago Bernabeu' è, infatti, in programma 'El Clasico' tra Real Madrid e Barcellona, e tra i pali potrebbe toccare proprio all'ex portiere della Juventus, qualora il suo compagno di reparto non dovesse riuscire a recuperare in tempo per la partita.

Szczesny: "Joan è già tra i migliori al mondo, ma voglio aiutarlo"

"Ha praticamente tutto. Non voglio parlarne troppo bene perché ha ancora molto lavoro da fare, ma dal punto di vista fisico è già tra i migliori al mondo. Certo, poi bisogna essere mentalmente nella posizione giusta per essere concentrati ogni partita, ogni tre giorni. È un'esperienza nuova per lui perché è molto più facile giocare sabato dopo sabato... La mentalità è un'abilità diversa per concentrarsi ogni tre giorni e giocare 60 partite al massimo livello, ma Joan è intelligente, è molto calmo, quindi sono sicuro che ci riuscirà e farà una stagione fantastica. E mi assicurerò che sia ancora più calmo perché penso che in questo ruolo, sotto forte pressione, la calma sia una delle qualità più importanti per un portiere." Szczesny ha poi proseguito parlando della propria carriera: "Sono molto contento di quello che ho fatto nella mia carriera, e quindi posso tranquillamente accettare di essere di aiuto a un portiere che è appena agli inizi. Poi, cerco di dimostrare per un altro anno di essere al massimo livello. Quando ne ho l'opportunità o c'è un'emergenza come questa, dove tutti sono infortunati, gioco, sono felice di giocare e do il massimo. Ma, come ho detto, gli obiettivi si stabiliscono all'inizio della stagione. Ora voglio fare questo, voglio vincere questo trofeo, quello...Il mio obiettivo più grande è aiutare Joan, e cerco solo di farlo nel miglior modo possibile. Con tutta la pressione che deriva dal giocare per un club come il Barcellona, non credo che abbia bisogno della pressione di un veterano che cerca di competere da dietro."

"Buffon il mio idolo, da lui ho imparato tanto"

"Non sono mai competitivo. Competitivo non è una bella parola. Sono tutti miei buoni amici, e quando giocavo, mi sostenevano, e quando giocavano loro, ero felice per loro. Avere Buffon con me... Era il mio idolo da bambino, e guardarlo allenarsi ogni giorno, come si comportava in campo, come si comportava fuori dal campo, come parlava con i suoi compagni di squadra, è stata un'esperienza di enorme apprendimento per me. Ed è stato probabilmente quello da cui ho imparato di più. Con lui, non c'era competizione e ci sostenevamo a vicenda." Il portiere del Barcellona ha parlato anche del suo ruolo di chioccia nei confronti del suo compagno di reparto: "Fare con Joan ciò che Buffon ha fatto con me? Un po' sì. Credo che, dopo aver avuto la fortuna di avere qualcuno che era il meglio per me, mi senta in dovere di ricambiare Joan. Probabilmente non potrà imparare da me tanto quanto io posso imparare da Gigi, ma il processo è abbastanza simile."

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