Non è bastato l’affaire Karim Benzema. L’attaccante francese, scappato in fretta e furia dall’Al-Ittihad, si è presentato all’Al-Hilal con una sontuosa tripletta e poi si è infortunato. Giusto il tempo di far infuriare Cristiano Ronaldo, già piuttosto infastidito dal mercato, a suo giudizio piuttosto povero rispetto a quello dei rivali, dell’Al-Nassr, al punto da portare il cinque volte Pallone d’Oro a scioperare. Sembrava la combinazione perfetta per la squadra di Riad, allenata da Simone Inzaghi, che però in tutto questo è riuscita a dilapidare un tesoretto clamoroso in classifica. A fine gennaio, complice lo scontro diretto vinto con il risultato di 3-1, l’Al-Hilal aveva un vantaggio di cinque punti sulla squadra di CR7 e sull’Al-Ahli.
Il calo di rendimento
Un mese dopo, Inzaghi le insegue entrambe: l’Al-Nassr è scappato al primo posto, a +3 sui rivali cittadini, ma anche l’Al-Ahli (formazione di Gedda, il bomber è l’inglese Ivan Toney, squalificato per scommesse in Premier nel 2023, tra le stelle ci sono Kessié e Mahrez) è riuscito a effettuare il sorpasso. Dal primo al terzo posto in sei partite, per lo più pareggiate: non sono infatti le sconfitte ad aver frenato la formazione di Inzaghi, tuttora imbattuta in campionato, quanto i quattro segni “x” nelle ultime sei uscite. Un rendimento in controtendenza rispetto al mercato invernale dell’Al-Hilal, quello che ha fatto arrabbiare Ronaldo non solo per l’ingaggio del suo ex compagno d’attacco ai tempi del Real Madrid, ma anche di Pablo Marí dalla Fiorentina, nonché di talenti come Kader Meité (arrivato per 30 milioni di euro dal Rennes) e Saimon Bouabré (affare da 23 milioni dai sauditi del Neom). Il crollo verticale, secondo fonti saudite, avrebbe addirittura messo in discussione la panchina di Inzaghi, che dopo l’addio all’Inter ha firmato un biennale da 26 milioni di euro a stagione.
Inzaghi contro Mancini
In realtà, complice l’oneroso contratto, la sua posizione non dovrebbe essere traballante, anche perché l’Al-Hilal è in corsa per tutti gli obiettivi: questa sera cercherà il rilancio in campionato in casa dell’Al-Shabab, a inizio marzo giocherà gli ottavi di finale della Champions League asiatica con l’Al-Sadd, formazione di Doha allenata da Roberto Mancini, e qualche settimana più tardi sfiderà l’Al-Ahli in semifinale di King’s Cup, l’equivalente locale della nostra Coppa Italia. Il triplete, insomma, è ancora possibile. Un po’ come quello accarezzato nella scorsa stagione dai tifosi dell’Inter, che in questi giorni si consolano per l’eliminazione in Champions League pensando a un campionato praticamente già vinto da Chivu, e magari anche guardando le imprese del loro ex allenatore, protagonista di un ciclo di quattro anni da grandi speranze e qualche trofeo in meno. Al netto del giudizio che ciascun sostenitore interista ha di Inzaghi - chi ne sottolinea le difficoltà e il grande calcio, chi le poche vittorie con la squadra più forte -, la fuga a pochi giorni dal ko di Monaco di Baviera non è piaciuta a nessuno, nella Milano nerazzurra. Il trionfo con il Manchester City al Mondiale per club, poche settimane dopo, pareva il miglior avvio possibile per l’avventura saudita di Simone. A Riad, però, sembra tornato in Serie A.