Pagina 2 | Clamoroso David, spunta il Milan: Spalletti chiaro e l'addio alla Juve non è utopia

TORINO - Rigido, sfiduciato, muove il corpo con ordine ma senza convinzione, come se da ogni scatto dipendesse una fetta del suo futuro alla Juventus. Di Jonathan David, il centravanti feroce abituato da anni e anni a trascinare il Lilla in Ligue 1 come in Champions, resta soltanto il contorno. La postura, l’intensità, qualche movimento corretto… Ma dentro di lui il fuoco ha lasciato spazio a una fredda incertezza. Fisicamente è integro, si muove bene, per poi sciogliersi letteralmente sotto porta. Ormai pare evidente che il problema non coincida con l’adattamento al nostro calcio o ai dettami tattici di Tudor - prima - e Spalletti - poi. Non c’è con la testa, e lo dimostrano le tante occasioni sprecate fin qui sotto porta.

David-Vlahovic, è cambiato tutto

La più grossa, contro il Milan all’Allianz, quando ha ciccato malamente il pallone a due metri da Maignan. Senza dimenticare gli errori contro Villarreal, Como, Lazio, Sporting e Torino. Il canovaccio è sempre lo stesso: sia che subentri o che parta dal primo, in un modo o nell’altro, si ritrova sui piedi (o sulla testa) il pallone scaccia crisi, senza mai riuscire a sbloccarsi. Un solo gol fin qui, alla prima di campionato contro il Parma. Sembrava il preludio di una stagione prolifica, dove avrebbe accompagnato all’uscita (a suon di gol) l’esubero numero uno della Juventus: Dusan Vlahovic. Assurdo - e del tutto impronosticabile, se si considerano i risvolti estivi del rapporto tra il serbo e la società - il fatto che si accaduto esattamente l’opposto.

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Spalletti, le parole su David

David si è spento e la società ha ricominciato ad interrogarsi sul futuro dell’ex Viola, per capire se valga la pena intavolare una trattativa per il suo rinnovo. Anche perché Spalletti è stato chiaro a margine del derby definendo il canadese - in maniera neanche troppo implicita - come l’alter ego di Vlahovic: "David dentro l’area di rigore ha qualità: è un calciatore da quei minuti lì, quando le squadre avversarie si chiudono". La Juventus, fin qui, non ha mai aperto all’eventuale cessione dell’ex Lilla. Ma se è vero che il progetto tecnico di Spalletti - come ha rivelato la stessa società - sarà a lungo termine, non è da escludere che il club possa tornare sui suoi passi rinunciando a David per poter offrire a Luciano un profilo più compatibile con il suo gioco.

Da Allegri alla Premier

Una cosa è certa: gli estimatori del canadese non mancano. A cominciare da Chelsea e Tottenham, che hanno preso informazioni su di lui nelle scorse settimane, passando poi per il Milan. David piace molto ad Allegri, al contrario di Gimenez, ancora a secco in campionato nonostante le 8 chance da titolare ricevute dall’inizio della stagione. L’ex tecnico bianconero, in estate, aveva espresso le sue perplessità sul centravanti messicano, chiedendo l’innesto di un profilo (Vlahovic) che avesse dimestichezza con il campionato. Alla fine, Gimenez è rimasto e i rossoneri hanno scelto di scommettere su Nkunku, tuttora in difficoltà dopo il rientro dal lungo infortunio.

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Juve, la possibile formula

Da qui l’interesse nei confronti di David, specie se la Juventus dovesse aprire a una formula temporanea con un ipotetico prestito con diritto di riscatto. Per il momento è solo un’idea strettamente legata al futuro del Bebote: se il Milan non riuscirà a piazzarlo a gennaio è infatti da escludere che possa arrivare un altro attaccante. In tutto questo, per il momento, la Juventus sembra confidare in una rinascita imminente del canadese, che nei prossimi giorni sarà impegnato con la nazionale per l’amichevole contro l’Ecuador. Ma le promesse, nel calcio, valgono quanto la fiducia di un allenatore: poco, se non arrivano i gol. E così, tra un Canada che chiama e un Milan che osserva, David si ritrova sospeso, in attesa di ritrovare se stesso.

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Spalletti, le parole su David

David si è spento e la società ha ricominciato ad interrogarsi sul futuro dell’ex Viola, per capire se valga la pena intavolare una trattativa per il suo rinnovo. Anche perché Spalletti è stato chiaro a margine del derby definendo il canadese - in maniera neanche troppo implicita - come l’alter ego di Vlahovic: "David dentro l’area di rigore ha qualità: è un calciatore da quei minuti lì, quando le squadre avversarie si chiudono". La Juventus, fin qui, non ha mai aperto all’eventuale cessione dell’ex Lilla. Ma se è vero che il progetto tecnico di Spalletti - come ha rivelato la stessa società - sarà a lungo termine, non è da escludere che il club possa tornare sui suoi passi rinunciando a David per poter offrire a Luciano un profilo più compatibile con il suo gioco.

Da Allegri alla Premier

Una cosa è certa: gli estimatori del canadese non mancano. A cominciare da Chelsea e Tottenham, che hanno preso informazioni su di lui nelle scorse settimane, passando poi per il Milan. David piace molto ad Allegri, al contrario di Gimenez, ancora a secco in campionato nonostante le 8 chance da titolare ricevute dall’inizio della stagione. L’ex tecnico bianconero, in estate, aveva espresso le sue perplessità sul centravanti messicano, chiedendo l’innesto di un profilo (Vlahovic) che avesse dimestichezza con il campionato. Alla fine, Gimenez è rimasto e i rossoneri hanno scelto di scommettere su Nkunku, tuttora in difficoltà dopo il rientro dal lungo infortunio.

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