Perin, addio Juve per l'ultima sfida: quella speranza fallita e chi arriva al posto suo

Il secondo portiere bianconero sempre più vicino a lasciare la Vecchia Signora per un ritorno alle origini. Dalle gerarchie di Motta a Spalletti al richiamo dell'amico in Nazionale

TORINO - Basterebbe l’incipit di Guasto d’amore di Bresh, la traccia che da tre anni a questa parte accompagna l’ingresso in campo dei giocatori rossoblù al Ferraris, per spiegare lo stato d’animo del portierone bianconero. Sì, perché i primi amori, per quanto complessi, puri, intensi e contraddittori, non si dimenticano mai. “Ti fanno tremare la pancia e vibrare la voce”. Mattia Perin non è rimasto per nulla indifferente di fronte a quel vento salmastro che, giusto un mese e mezzo fa, ha iniziato a soffiare da Genova. Anzi, ha finito per acuire quei pensieri che sono soliti albergare nei calciatori sulla via del tramonto.

Perin, l'ultima sfida

Quelli più ambiziosi e sfrontati, decisi a ritagliarsi finali di carriera adrenalinici, entusiasmanti. Un’ultima sfida, prima di lasciare questo sport con la giusta dose di appagamento, senza rimpianti. Le lancette scorrono veloci: il suo contratto in bianconero scadrà nel giugno del 2027 e, al momento, non sembrano esserci gli estremi per un eventuale prolungamento di contratto. E allora ogni proposta assume un peso diverso: va valutata, con attenzione, senza venire meno al rispetto per il club in cui da ragazzi si è diventati uomini e vincenti.

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Juve-Perin: è caccia al sostituto

Il Genoa, con l’arrivo di Daniele De Rossi, ha scelto di apporre una cesura netta con il recente passato, avviando un progetto che ha nella valorizzazione dei giovani le sue radici più profonde. E chi meglio di Perin - a detta di Spalletti, il tipico “influencer da spogliatoio, per via della sua leadership dentro e fuori dal campo - può instradarli in questo nuovo capitolo del club? Non è un caso, infatti, che a spendersi in prima linea per il suo ritorno in rossoblù sia proprio chi per anni ha avuto modo di condividerci lo spogliatoio della Nazionale, De Rossi. Tra di loro c’è sempre stata stima, fiducia, rispetto, oltre a una grande amicizia: tutti ingredienti che starebbero facendo tentennare - e non poco - Perin.

Cura Spalletti

Specie ora che il clima della Continassa - dopo anni turbolenti - sta iniziando a rasserenarsi grazie alla cura Spalletti. Il tecnico bianconero lo ritiene fondamentale per gli equilibri dello spogliatoio, ma questo non significa che abbia in mente di mettere in piedi di settimana in settimana una staffetta per difendere la porta (sulla falsa riga della gestione Motta). Le gerarchie sono chiare: il titolare è e resta Di Gregorio. Dettaglio non da poco per uno come Perin, che da anni - dopo aver fatto il vice di Szczesny - sperava di poter diventare il numero 1 (a tutti gli effetti) della Juventus.

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Juve, chi può arrivare al posto di Perin

Il club bianconero pare disposto ad assecondare i desideri del portiere azzurro, ma solo se nelle prossime settimane riuscirà a trovare sul mercato un’alternativa degna. Anche perché il rischio di trovarsi con la porta sguarnita - complice l’infortunio di Pinsoglio - è dietro l’angolo. In questo senso, sono da registrare i primi contatti con la Lazio per il cartellino di Christos Mandas che, chiuso nelle gerarchie da Provedel, desidererebbe cambiare aria.

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TORINO - Basterebbe l’incipit di Guasto d’amore di Bresh, la traccia che da tre anni a questa parte accompagna l’ingresso in campo dei giocatori rossoblù al Ferraris, per spiegare lo stato d’animo del portierone bianconero. Sì, perché i primi amori, per quanto complessi, puri, intensi e contraddittori, non si dimenticano mai. “Ti fanno tremare la pancia e vibrare la voce”. Mattia Perin non è rimasto per nulla indifferente di fronte a quel vento salmastro che, giusto un mese e mezzo fa, ha iniziato a soffiare da Genova. Anzi, ha finito per acuire quei pensieri che sono soliti albergare nei calciatori sulla via del tramonto.

Perin, l'ultima sfida

Quelli più ambiziosi e sfrontati, decisi a ritagliarsi finali di carriera adrenalinici, entusiasmanti. Un’ultima sfida, prima di lasciare questo sport con la giusta dose di appagamento, senza rimpianti. Le lancette scorrono veloci: il suo contratto in bianconero scadrà nel giugno del 2027 e, al momento, non sembrano esserci gli estremi per un eventuale prolungamento di contratto. E allora ogni proposta assume un peso diverso: va valutata, con attenzione, senza venire meno al rispetto per il club in cui da ragazzi si è diventati uomini e vincenti.

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