Nicolò SchiraCerti amori regalano un’emozione per sempre. Momenti che restano impressi nella mente. Prendiamo in prestito le strofe di una celebre hit di un cantautore juventino doc come Eros Ramazzotti per fotografare il feeling speciale che lega Toni Rudiger a Luciano Spalletti e può giocare un ruolo determinante nel futuro del difensore in scadenza di contratto col Real Madrid il prossimo 30 giugno. Tanto che in questi anni il campione tedesco non ha mai nascosto la propria ammirazione e soprattutto riconoscenza nei confronti del tecnico di Certaldo, ovvero l’allenatore che gli ha cambiato la carriera. Ma andiamo con ordine e riavvolgiamo il nastro dei ricordi. Siamo nel gennaio 2016, quando per la prima volta le strade di Spalletti e Rudiger si incrociano.
Rudiger, dalla Roma al Chelsea
La Roma, dopo essere stata eliminata dallo Spezia in Coppa Italia, decide di esonerare Garcia per richiamare sulla panchina giallorossa Lucianone. All’epoca il tedesco era i calciatori maggiormente bersagliati dai fischi dell’Olimpico e dalle critiche della tifoseria romanista, ma con l’arrivo di Spalletti e la successiva cavalcata dal nono al terzo posto cambia tutto. Rudiger passa da bidone a totem difensivo nell’immaginario collettivo e la stagione successiva si impone come uno dei migliori giocatori del nostro campionato. Un boom che non passa inosservato e gli vale la chiamata del Chelsea, che scuce 35 milioni per portarlo a Stamford Bridge. Il primo step di una parabola sfolgorante che vede lo specialista tedesco diventare uno dei calciatori più vincenti al mondo.
Il Real e Haaland annullato
A Londra conquista Champions League, Mondiale per Club, Europa League, Coppa d’Inghilterra e Supercoppa Europea prima di approdare al Real Madrid, dove arricchisce ulteriormente il proprio palmares con un’altra Champions, 2 Supercoppe Europee, un Mondiale per Club, una Coppa Intercontinentale, 1 Liga, 1 Supercoppa di Spagna e 1 Copa del Rey. E il bello viene adesso. L’emergenza infortuni l’ha riportato tra i titolari e il Madrid, con Antonio al centro della difesa, ha sbattuto fuori dalla Champions il Manchester City. Un doppio successo griffato anche dalle prestazioni strepitose del centrale berlinese, che nella gara d’andata degli ottavi ha completamente annullato lo spauracchio Haaland. Tradotto: a 33 anni appena compiuti (lo scorso 3 marzo) Rudiger appare ancora integro e performante. Per questo qualcuno ora in casa Real si domanda, dopo averlo snobbato negli ultimi mesi, se non sia il caso di rinnovargli il contratto. Vedremo.
Comolli, l'agente e... Zhegrova
Intanto da un po’ di tempo a questa parte Toni ha deciso di allargare la propria gestione professionale, oltre al fratello Sahr Senesie, a uno degli agenti rampanti nel panorama del vecchio continente: quell’Hasan Cetinkaya che dalle parti della Continassa conoscono bene. È stato proprio il procuratore svedese a orchestrare l’estate scorsa lo sbarco sul pianeta Juve di Zhegrova grazie agli ottimi rapporti col ceo bianconero Damien Comolli. Eh già, anche la Juventus ha avviato i contatti per sondare il terreno con l’ex romanista e studiare la fattibilità di quello che sarebbe un colpaccio. Uno di quei rinforzi espressamente richiesti e graditi a Luciano Spalletti, che punta alla costruzione di “instant team” per riportare la Juve a lottare per lo scudetto.
Juve, cosa serve
Per riuscirci servono pochi innesti ma mirati. Gente abituata a vincere e che non avrebbe problemi d’alcun tipo nel reggere le pressioni che comporta indossare una maglia pesante come quella bianconera. Uno alla Rudiger, appunto. Il tedesco con Bremer andrebbe a comporre una coppia centrale spaziale, che almeno in Serie A non avrebbe eguali sulla carta. Ecco perché a Torino appaiono intrigati e stuzzicati da questa possibilità di mercato. Una pista che stanno provando ad esplorare, al netto delle sirene saudite che riecheggiano da mesi. Anche se la sensazione è che Toni sia ancora in grado di dire la sua ai massimi livelli europei.
Spalletti tifa Rudiger
Non a caso pure dalla Premier League qualche società ha già chiesto informazioni. Il primo a fare il tifo per rivederlo in Italia e soprattutto in bianconero sarebbe il suo papà calcistico. Dopo oltre dieci anni le strade del campione tedesco e di Luciano Spalletti potrebbero, finalmente, ricongiungersi. Un passo alla volta. Alla Continassa però stanno sondando questa pista per provare a capire se può davvero portare alla realizzazione di un’operazione d’altissimo livello. Con la Juve che potrebbe ragionare su un contratto biennale per soddisfare le richieste economiche di Rudiger, abituato in questi anni a Madrid a viaggiare su stipendi in doppia cifra.