Darwin Nunez-Juve, ritorno di fiamma: perché piace a Spalletti, primi sondaggi e possibile formula

L’attaccante uruguaiano era già stato seguito in passato e ora rientra tra gli obiettivi bianconeri. Passato dal Liverpool all’Al Hilal un anno fa, ora è intenzionato a rientrare in Europa: tutti i dettagli

TORINO - Quando, nel giugno del 2022, si completò il suo trasferimento al Liverpool, nelle casse del Benfica entrarono la bellezza di 100 milioni e poco conta che fossero divisi in 75 di cash immediato e in 25 di bonus: comunque una montagna di soldi che certificavano come il personaggio in questione venisse ritenuto uno degli attaccanti predestinati del decennio che andava a cominciare. In realtà, poi, Darwin Nuñez ha mantenuto solo in parte le attese che gravavano su di lui, mantenendo un rendimento ondivago con una partenza incoraggiante nella prima stagione, una crescita confortante nella seconda e, invece, una crisi nella terza quando si è ritrovato ai margini delle scelte di Arne Slot e ha finito per giocare solo scampoli di partita senza riuscire ad andare in doppia cifra tanto per i gol segnati (sette) quanto per gli assist. L’epilogo inglese lo convinse a lasciare la Premier per accettare le offerte arabe: a luglio del 2025 l’Al Hilal ha versato 65 milioni al Liverpool e si assicurato l’uruguaiano che, comunque, era e resta tra gli attaccanti più monitorati in virtù delle sue caratteristiche fisiche e tecniche.

Juve, interesse per Nunez: la situazione

Scortato da un fisico di tutto rispetto, Nuñez può giocare sia da punta centrale sia da esterno d’attacco su entrambe le fasce: una duttilità che gli consente di fare coppia anche con un altro centravanti. Un profilo, il suo, che tra i club italiani interessava già prima che l’attaccante decidesse di optare per i petroldollari della Saudi League: subito il Napoli, poi il Milan e infine la Juventus hanno sondato le disponibilità dell’uruguaiano, senza ovviamente poter opporsi alla sontuosa offerta degli arabi che gli hanno proposto un ingaggio di 400 mila sterline (poco più di 450 mila euro) la settimana, che corrispondono a oltre 23 milioni l’anno, una cifra mostruosa. Che, però, adesso Nuñez è disposto a rivedere radicalmente pur di ritornare in Europa lasciando un’Arabia Saudita davvero troppo vicina al centro del mirino delle guerra in Iran e, soprattutto, la squadra allenata da Simone Inzaghi in cui gli spazi di impiego si sono drasticamente ristretti dopo l’arrivo di Benzema, come testimonia il fatto che Nuñez sia stato escluso dalla lista per la seconda parte del campionato.

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Spalletti-Nunez: un amore che può sbocciare

La Juve lo tiene ancora d’occhio perché, appunto, le potenzialità fisiche e tecniche ci sono tutte, così come l’esperienza in campionati di alto livello: da quello tattico e tecnico del Portogallo a quello fisico e intenso della Premier League: l’ambientamento in Serie A non dovrebbe costituire un problema. E poi c’è la questione caratteriale, quella su cui giustamente preme molto Luciano Spalletti per dotare la nuova Juve di una scorza adeguata e già indurita. Nuñez, a tal proposito, non pare davvero una mammoletta e anzi si inserisce alla perfezione nel solco della tradizione uruguaiana. Prova ne sia la reazione con cui, nella Copa America del 2024, non si tirò indietro di fronte ai tifosi colombiani e accetto di misurarsi in una furiosa rissa per difendere la propria famiglia sugli spalti.

La fattibilità dell'operazione

Qualche sondaggio c’è già stato, sia per capire la disponibilità dell’attaccante, sia per se il club saudita sia propenso ad accettare una formula di cessione che non sia troppo gravosa per il club bianconero, magari con un prestito oneroso e una dilazione per il riscatto definitivo. Anche questo aspetto, però, è ovviamente subordinato al piazzamento finale in campionato: la qualificazione alla Champions League, infatti, fa tutta la differenza del mondo sia in termini economici sia per l’appeal del club che può così garantire il palcoscenico della massima competizione. E capire, così, se dai contatti preliminari si potrà passare alla concretezza delle firme.

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TORINO - Quando, nel giugno del 2022, si completò il suo trasferimento al Liverpool, nelle casse del Benfica entrarono la bellezza di 100 milioni e poco conta che fossero divisi in 75 di cash immediato e in 25 di bonus: comunque una montagna di soldi che certificavano come il personaggio in questione venisse ritenuto uno degli attaccanti predestinati del decennio che andava a cominciare. In realtà, poi, Darwin Nuñez ha mantenuto solo in parte le attese che gravavano su di lui, mantenendo un rendimento ondivago con una partenza incoraggiante nella prima stagione, una crescita confortante nella seconda e, invece, una crisi nella terza quando si è ritrovato ai margini delle scelte di Arne Slot e ha finito per giocare solo scampoli di partita senza riuscire ad andare in doppia cifra tanto per i gol segnati (sette) quanto per gli assist. L’epilogo inglese lo convinse a lasciare la Premier per accettare le offerte arabe: a luglio del 2025 l’Al Hilal ha versato 65 milioni al Liverpool e si assicurato l’uruguaiano che, comunque, era e resta tra gli attaccanti più monitorati in virtù delle sue caratteristiche fisiche e tecniche.

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