MILANO - Chissà se Javier Zanetti, che è buon amico papà Pablo (insieme hanno giocato in Nazionale l’Olimpiade di Atlanta nel 1996 e il Mondiale di Francia ’98), ha mai raccontato a Nico perché nel 2001, dopo aver parlato con Jorge Valdano, aveva detto no al Real Madrid. “Mi offrivano un contratto molto più importante di quello che avevo all’Inter. Io però, oltre ai soldi, consideravo la famiglia, il rapporto con i tifosi e il fatto che volessi lasciare il segno a Milano. E ho pensato: “Se vado al Real, sono uno dei tanti”. Avrei vinto sicuramente qualcosa, ma io volevo farlo qui”. Lo ha raccontato proprio a Tuttosport, Pupi. E l’idea che a Madrid sarebbe “uno dei tanti”, mentre a Milano potrebbe diventare la stella più luminosa del firmamento nerazzurro, potrebbe essere un buon motivo per far sì che Nico Paz possa spingere per andare all’Inter una volta ritornato a Madrid. Il Real - ormai è cosa certa - entro il 30 giugno verserà 10 milioni al Como per riportarlo alla base. Solo allora si aprirà la vera partita e l’Inter è appesa alle volontà di José Mourinho. Idolo del popolo tifoso ma non esattamente amichevole nelle ultime dichiarazioni verso i nerazzurri. Questo però non fa testo. Perché Mourinho a Madrid avrà l’obbligo di vincere e ogni ragionamento che farà sui giocatori che faranno parte della rosa sarà fatto pro domo sua.
Nico Paz volano per il marketing
L’Inter non deve aspettarsi favori (perché non li riceverà) ma - qualora il portoghese dovesse puntare su altri giocatori (e nel ruolo di Nico Paz, il Real ha abbondanza di alternative anche più pronte rispetto all’argentino) - dovrà mettersi nelle condizioni di sfruttare l’assist. Già perché per il fondo Oaktree l’acquisto di Nico Paz chiuderebbe un file aperto un’estate fa quando era emersa la volontà da parte della proprietà di ingaggiare un giocatore che potesse fare da volano al marketing. Il prescelto era un altro Nico, Williams (la trattativa si arenò ai sondaggi) ma il profilo - talento giovane, di prospettiva con un ingaggio sostenibile - è del tutto simile a quanto incarna Paz. Non è dato a sapersi se l’argomento sia stato trattato nella cena di ieri alla Fondazione Prada per festeggiare il “double” a cui hanno partecipato - su invito della proprietà -, squadra, staff tecnico, dirigenti e responsabili delle varie aree all’interno del club, certo è che da tempo il nome dell’argentino aleggia nei corridoi della sede di viale della Liberazione. In tal senso non spaventa l’eventuale richiesta che potrebbe fare il Real Madrid: difficile che il cartellino sia valutato meno di 60 milioni a meno che Florentino Perez non voglia tenersi un diritto di “recompra” anche con i nerazzurri.
San Siro come il Bernabeu
La strategia avrebbe un senso perché passare dall’ovattata atmosfera di Como a San Siro nerazzurro potrebbe essere utile per testare anche l’impatto che avrebbe il rendimento di Paz in un contesto del tutto simile a quello che propone il Santiago Bernabéu. Avere un talento in leasing non sarebbe certo il massimo per l’Inter, ma comunque pure questa opzione sarebbe vagliata con grande attenzione anche perché Nico Paz è quanto cerca Chivu per dare nuove linee di gioco a un’Inter che dovrebbe approdare al 3-4-2-1. A questo scopo è sempre caldissimo il nome di Koné che la Roma sacrificherà comunque sull’altare del fair-play finanziario (40 milioni la valutazione del cartellino). Quasi superfluo sottolineare che con quei due giocatori in più nel motore l’Inter si presenterebbe saldamente in pole position nella corsa allo scudetto che verrà. Perché è vero che Chivu dovrà fare più strada in Champions League anche per aiutare i conti societari, ma il campionato resterà comunque il primo obiettivo nella testa del presidente Marotta.
