Sei o sette acquisti. Da lì non si scappa. Né vuole farlo la Juventus, che (almeno) su questo trova una linea condivisa da più persone, su più livelli. E cioè: se non sarà rivoluzione, poco ci manca. A prescindere, parecchi cambiamenti previsti, e in tutti i ruoli. Dalla difesa - il centrale resta un tema, come l’idea di dare un altro colore alla fascia sinistra - al centrocampo, passando per il centravanti. Quanti fogli, sulla scrivania di Comolli. Per cui è pure giusto procedere per gradi, un po’ come sta facendo lui. Intanto il portiere, con un’assicurazione totale come Alisson. Quindi gli uomini che gli giocheranno davanti: servirà un centrale forte, di piede destro, che sia in grado sicuramente di tenere ma allo stesso tempo di far partire in maniera chiara l’azione.
Spalletti e la lontana idea Bernardo Silva
Buoni piedi, ecco. Com’è necessario averne in mezzo al campo, dove Spalletti, dopo aver soltanto annusato la possibilità di poter allenare Bernardo Silva, continua a chiedere un giocatore di talento tra le linee. Uno a cui affidare il pallone nei momenti decisivi. Uno che non ha paura di inventare la giocata. Che lo faccia coi tempi giusti, poi. Cerchio ristrettissimo, in particolare se le possibilità economiche non sono da Arabia Saudita o da club di Premier League. Dunque? Lavorare di fantasia, com’è stato fatto su Brahim Diaz: un dieci, tutto sommato. Con gol nelle gambe. Capacità nello stretto. Intuizioni giuste. Più o meno le stesse che la Juve dovrà avere sul reparto centravanti, a prescindere da quello che accadrà con Dusan Vlahovic. Qui non si può più sbagliare e l’idea è pressoché la stessa di un po’ di settimane fa: rinunciare - per nulla a malincuore - a David e Openda per portare a casa almeno un pezzo da novanta.
Juve, Kolo Muani pallino fisso
Così è considerato anche Randal Kolo Muani, a proposito del punto di partenza, cioè delle poche cose (o giocatori) su cui effettivamente le parti possono trovare facilmente un compromesso. Per quello che ha dimostrato a Torino, quella di Kolo è ritenuta un’occasione di mercato. In fondo, 30 milioni di euro di richiesta - dopo l’esperienza al Tottenham è di ritorno al Psg, che non vuole realizzare alcuna minusvalenza -, un ingaggio inferiore a quello di David, giusto un paio d’anni in più rispetto allo stesso canadese. Una sola certezza: non sarà il tira e molla (poi mollato) di un anno fa.
WHATSAPP TUTTOSPORT: clicca qui e iscriviti ora al nuovo canale, resta aggiornato LIVE
