Tudor, passo verso la Juve. E gli altri? Il borsino allenatori

Il tecnico croato era già il primo della lista dei possibili successori di Allegri: ora è anche l’unico a non essere legato da un contratto con un’altra società

Non è affatto detto che Igor Tudor sarà il prossimo allenatore della Juventus, sulla cui panchina è previsto - almeno da contratto - che per le prossime due stagioni rimanga Massimiliano Allegri. Di sicuro però il tecnico croato non è più l’allenatore dell’Olympique Marsiglia e questo rafforza ulteriormente la sua candidatura, che era già la più solida, a raccogliere l’eredità di Allegri qualora la società bianconera decidesse di anticipare la separazione dall’allenatore livornese. «Non ho firmato con nessun altro club», ha precisato Tudor ieri, durante la conferenza stampa in cui lui e il direttore sportivo Javier Ribalta, anche lui dal passato bianconero come il presidente Pablo Longoria, hanno annunciato ufficialmente la separazione con un anno di anticipo rispetto alla scadenza del contratto, fissata al 30 giugno 2024.

Tudor candidato forte

Precisazione d’obbligo, visto che da mesi Tudor è il candidato forte alla panchina bianconera in caso di addio tra la Juve e Allegri, una pole position confermata anche nei salotti del mercato francesi oltre che in quelli italiani. Tanto che ieri mattina l’Equipe parlava di contatti recenti tra i suoi agenti e la società bianconera. «Qui sono cresciuto e lascio il club in una situazione migliore di quella in cui lo avevo trovato - ha proseguito Tudor -. Ho dato il 100 per 100 di me stesso e abbiamo messo buone basi per il futuro. Lavorare al Marsiglia è come lavorare per due o tre anni in un altro club, stavo pensando da un po’ a questa decisione. Lascio per motivi personali e professionali».

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I possibili successori di Allegri

Un distacco che aggiunge un elemento ulteriore alla serie di fattori che hanno portato il quarantacinquenne allenatore croato in cima alla lista dei possibili successori di Allegri. Ovvero i risultati ottenuti nelle ultime stagioni - due salvezze da subentrante con l’Udinese nel 2018 e nel 2019; il sorprendente nono posto con il Verona nella scorsa stagione e il terzo nella Ligue 1 che si sta per chiudere, dopo aver anche impensierito il Paris Saint-Germain -; la conoscenza del calcio italiano e dell’ambiente bianconero, come giocatore prima (1998-2005) e collaboratore di Andrea Pirlo poi (dna juventino che rappresenta anche un biglietto da visita sempre gradito ai tifosi) e un ingaggio in linea con l’austerità del nuovo corso (2 milioni netti il suo stipendio al Marsiglia). A tutti questi elementi va ad aggiungersi, appunto, il fatto di essere libero da vincoli contrattuali e dunque di poter essere ingaggiato senza pagare clausole o liberatorie. Spese che la Juventus, che già in caso di cambio in panchina dovrebbe sommare l’ingaggio del nuovo tecnico ai 7,5 milioni netti di quello di Allegri (o al massimo a una corposa buonuscita) eviterebbe molto volentieri.

Sergio Conceicao-Juve

Per liberare Sergio Conceicao dal Porto con un anno di anticipo sulla scadenza del contratto, ad esempio, c’è una clausola da oltre 10 milioni (18 secondo alcune fonti). E c’è il Napoli che sta sondando il terreno per esplorare la possibilità di slegare il tecnico portoghese dal club di Pinto da Costa senza dover pagare quella somma. Molto più esperto di Tudor a livello internazionale (ha anche eliminato la Juve di Pirlo e del croato dalla Champions 2020-21), non ha mai allenato in Italia, ma ci ha giocato con Lazio, Parma e Inter. Un passato che probabilmente non entusiasmerebbe una parte dei tifosi bianconeri, i quali vi passerebbero però sopra senza problemi se i risultati fossero quelli giusti.

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Thiago Motta-Juve

Stesso discorso per l’ex pilastro del centrocampo interista Thiago Motta, due ottime stagioni alla guida di Spezia e Bologna. Anche lui ha un altro anno di contratto con la società emiliana, ma non è blindato da una clausola. Avrà a breve un incontro con il proprietario del club rossoblù Joey Saputo, al quale esprimerà il desiderio di maggiori risorse per la squadra. Anche lui, come Vincenzo Italiano, altro papabile bianconero, è sulla lista dei possibili successori di Luciano Spalletti al Napoli, ma la Juve non sarebbe seconda nelle sue preferenze.

Italiano-Juve

A proposito di Italiano, il tecnico viola è ovviamente concentrato sulla finale di Conference League che mercoledì vedrà la Fiorentina opposta al West Ham: «Le voci di mercato non sono né uno stimolo né un orgoglio. Non le sento, penso soltanto al Sassuolo e al West Ham». Poi però penserà anche al futuro e dopo due stagioni positive a Firenze, questa eccezionale se si concludesse con un trofeo europeo, è probabile che ritenga giunto il momento di mettersi alla prova con obiettivi più prestigiosi. Anche lui però ha ancora un anno di contratto e la Fiorentina per lasciarlo andare avrebbe probabilmente pretese più importanti di quelle del Bologna (con cui bisognerebbe comunque pur trattare) per Thiago Motta. Il fatto che per Tudor si debba trattare solo con i suoi agenti non basterebbe a fargli superare la concorrenza se il croato fosse indietro nelle preferenze bianconere, ma visto che è già in testa può essergli sicuramente d’aiuto per staccare i rivali e tagliare il traguardo. Ammesso, va ricordato, che una corsa alla panchina della Juventus ci sia: ma questo lo si saprà nel giro di una settimana, forse meno. 

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Non è affatto detto che Igor Tudor sarà il prossimo allenatore della Juventus, sulla cui panchina è previsto - almeno da contratto - che per le prossime due stagioni rimanga Massimiliano Allegri. Di sicuro però il tecnico croato non è più l’allenatore dell’Olympique Marsiglia e questo rafforza ulteriormente la sua candidatura, che era già la più solida, a raccogliere l’eredità di Allegri qualora la società bianconera decidesse di anticipare la separazione dall’allenatore livornese. «Non ho firmato con nessun altro club», ha precisato Tudor ieri, durante la conferenza stampa in cui lui e il direttore sportivo Javier Ribalta, anche lui dal passato bianconero come il presidente Pablo Longoria, hanno annunciato ufficialmente la separazione con un anno di anticipo rispetto alla scadenza del contratto, fissata al 30 giugno 2024.

Tudor candidato forte

Precisazione d’obbligo, visto che da mesi Tudor è il candidato forte alla panchina bianconera in caso di addio tra la Juve e Allegri, una pole position confermata anche nei salotti del mercato francesi oltre che in quelli italiani. Tanto che ieri mattina l’Equipe parlava di contatti recenti tra i suoi agenti e la società bianconera. «Qui sono cresciuto e lascio il club in una situazione migliore di quella in cui lo avevo trovato - ha proseguito Tudor -. Ho dato il 100 per 100 di me stesso e abbiamo messo buone basi per il futuro. Lavorare al Marsiglia è come lavorare per due o tre anni in un altro club, stavo pensando da un po’ a questa decisione. Lascio per motivi personali e professionali».

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