I saggi trasformano i problemi in opportunità. Ma ci vorrà tutta la saggezza di Spalletti e un pizzico di eroismo della squadra perché Juve-Galatasaray non assomigli a un enorme impiccio, oltretutto con il vago odore di fregatura. Perché se il Gala è quello dell’andata, servono tantissime energie per vincere la partita e, per dire, un bel 2-0, pulito, netto, rotondo, non servirebbe a un tubo e quelle energie sarebbero sottratte a Roma-Juve di domenica sera che, ragionando nel modo più cinico possibile, vale molto di più. Tuttavia i giocatori non sono solo muscoli e acido lattico. Anzi, spesso sono i fattori impalpabili a cambiare i destini (forti o deboli che siano) di una partita, di una stagione, di un periodo. È la testa che comanda tutto e Federica Brignone ci ha dato una lectio magistralis, partendo proprio dal J-Medical, dove hanno ritirato il concetto di impossibile prendendo come unità di misura la sua feroce volontà. Stasera la Juve deve giocare più o meno come Fede ha sciato nel Gigante: perfetta, sciolta e spensierata. Le imprese si compiono così, a progettarle ci si sente scemi, perché quattro gol, in questo periodo, per la Juve è più facile prenderli che farli. Eppure… Eppure, proprio perché deve uscire da questa pericolosa fase involutiva, la Juve deve sfruttare la partita di questa sera, l’impresa folle, per invertire la tendenza. Puntare in altissimo, tanto è gratis, e quello che arriva può comunque essere utile, se arriva nel modo giusto. Pretendere che la squadra di Spalletti passi il turno, ora, sarebbe folle e scarsamente lucido. Certo, a posteriori andrà completato il ragionamento su come e perché la Juve debba uscire con il Galatasaray, prendendo cinque schiaffi a Istanbul. Ma quando scenderanno in campo questa sera, rimontare tre gol è un Everest. Anche perché, per inciso, i turchi hanno più qualità in rosa.
