Gattuso, via al piano Mondiale. Spauracchio Svezia: l’Italia punta sull’effetto Bombonera

Giovedì nel sorteggio di Zurigo la delegazione azzurra sarà composta dal ct e da Buffon. La Nazionale deve temere soprattutto se stessa

MILANO - Centoventotto giorni all’alba. Mancano più di quattro mesi al 26 marzo, quando la Nazionale si giocherà la semifinale dei play-off (prima tappa per conquistare un posto al Mondiale) e la mente di tutti nel club Italia è già focalizzata lì. Giovedì il ct Rino Gattuso e il ds Gigi Buffon saranno a Zurigo per la cerimonia del sorteggio (il via all’una del pomeriggio): non è dato a sapersi se le loro giacche saranno piene di cornetti portafortuna, ma di certo fondamentale sarà pescare bene e, soprattutto, avere la possibilità di giocarci pure l’eventuale finale in casa. In quel caso per l’atto conclusivo dovrebbe essere scelto l’Olimpico di Roma, anche considerando il fatto che dopo la prima partita è stato deciso di tornare a Coverciano (tra i due match ci sono cinque giorni, il secondo è infatti previsto il 31 marzo e Gattuso ha scelto di vivere la lunga vigilia nel centro sportivo della Nazionale). Per la gara che sicuramente giocheremo in casa, la sede in pole position resta Bergamo, poi - nell’ordine - ci sono Torino (lo Stadium bianconero) e Udine: l’idea è quella di giocare in un impianto “compatto” per creare “l’effetto Bombonera” intorno agli azzurri e - qui sta la novità emersa ieri - l’orientamento non cambierà anche nel caso in cui ci toccasse in sorte la Svezia che, rispetto alle altre possibili avversarie nel mazzo, è quella più pericolosa e pure quella dal curriculum migliore. In linea teorica la Federcalcio avrebbe la possibilità di monetizzare un’eventuale rivincita con gli svedesi (che ci avevano eliminati ai tempi di Ventura ct) ma la volontà è quella di prendere le scelte ritenute più funzionali al raggiungimento dell’obiettivo anche a costo di un piccolo sacrificio economico.

Italia, il punto sui playoff Mondiali

Stasera intanto dall’esito di Galles-Macedonia del Nord verrà fuori l’ultimo avversario nell’urna (i padroni di casa avranno l’obbligo di vincere, dato che i macedoni hanno dalla loro il vantaggio della differenza reti), mentre già fanno parte del rooster Irlanda del Nord e Romania, due nazionali che - per giunta da affrontare in casa - non possiamo temere. I nordirlandesi li abbiamo affrontati nelle qualificazioni a Qatar 2022 vincendo in casa con un 2-0 senza faticare (pratica risolta nel primo tempo grazie a Berardi e Immobile). Più datati i precedenti con la Romania ma, guardando a quanto combinato dalla squadra allenata da Mircea Lucescu nel girone di qualificazione, risultano evidenti le difficoltà di rendimento in trasferta: i romeni hanno infatti perso in Bosnia (3-1) e Austria (2-1), pareggiato a Cipro (2-2) e vinto solo a San Marino. Diverso il discorso per la Svezia: vero è che il girone eliminatorio per loro è stato un pianto, però hanno appena cambiato ct (ingaggiando Graham Potter) e hanno in attacco due talenti come Gyökeres e Isak che, se si accendono, possono fare male a chiunque.

 

© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Italia

Italia a caccia del Mondiale: su cosa deve lavorare Gattuso

Gattuso avrà molto smart-working da fare nei prossimi mesi, dovrà ritagliarsi del tempo con i suoi ragazzi organizzando cene e momenti di convivialità ("Andremo a berci un caffè o un tè e a mangiarci una fetta di crostata"), viaggerà molto (andrà in Arabia da Mateo Retegui, non soltanto in concomitanza con la Supercoppa e a Londra per radunare la colonia azzurra in Premier) e guarderà tante partite. Già, problema è che quella con la Norvegia ha aperto ferite che sembravano ormai rimarginate. A San Siro, nonostante in campo ci fossero ben sei giocatori diversi rispetto a Oslo, è finita allo stesso modo: quando la Norvegia ha accelerato, ha fatto il vuoto. Questo probabilmente porterà a prendere coscienza del nostro reale valore: siamo una Nazionale di medio livello che però deve giocoforza convivere con il peso delle responsabilità dato dall’essere l’Italia. Qualcosa, sull’argomento, l’ha detto anche Gattuso nella lunga notte di San Siro analizzando il perché del pesantissimo ko arrivato contro la Norvegia: "Abbiamo tanta pesantezza addosso anche per quei due Mondiali dove non siamo andati... Voglio vedere giocatori che ci credono fortemente e non si abbattono alla prima difficoltà. Bisogna migliorare l’aspetto mentale, non perdere la tranquillità nel corso delle partite". Il che è più facile da dire che da mettere in pratica, come ha sottolineato lo stesso Gattuso: "Perché avvengono questi black-out? Mi è successo da allenatore e, prima ancora, da giocatore. Le sconfitte ti rimangono dentro e alla prima difficoltà i problemi tornano fuori, ma così non vai da nessuna parte". Già e di certo non aiuterà trovarsi in questo infinito limbo lungo quattro mesi che sfocerà nelle due partite più importanti negli ultimi quattro anni per una Nazione intera: alzi la mano chi non rischierebbe di rimanere schiacciato da un peso tanto grande.

© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Italia

MILANO - Centoventotto giorni all’alba. Mancano più di quattro mesi al 26 marzo, quando la Nazionale si giocherà la semifinale dei play-off (prima tappa per conquistare un posto al Mondiale) e la mente di tutti nel club Italia è già focalizzata lì. Giovedì il ct Rino Gattuso e il ds Gigi Buffon saranno a Zurigo per la cerimonia del sorteggio (il via all’una del pomeriggio): non è dato a sapersi se le loro giacche saranno piene di cornetti portafortuna, ma di certo fondamentale sarà pescare bene e, soprattutto, avere la possibilità di giocarci pure l’eventuale finale in casa. In quel caso per l’atto conclusivo dovrebbe essere scelto l’Olimpico di Roma, anche considerando il fatto che dopo la prima partita è stato deciso di tornare a Coverciano (tra i due match ci sono cinque giorni, il secondo è infatti previsto il 31 marzo e Gattuso ha scelto di vivere la lunga vigilia nel centro sportivo della Nazionale). Per la gara che sicuramente giocheremo in casa, la sede in pole position resta Bergamo, poi - nell’ordine - ci sono Torino (lo Stadium bianconero) e Udine: l’idea è quella di giocare in un impianto “compatto” per creare “l’effetto Bombonera” intorno agli azzurri e - qui sta la novità emersa ieri - l’orientamento non cambierà anche nel caso in cui ci toccasse in sorte la Svezia che, rispetto alle altre possibili avversarie nel mazzo, è quella più pericolosa e pure quella dal curriculum migliore. In linea teorica la Federcalcio avrebbe la possibilità di monetizzare un’eventuale rivincita con gli svedesi (che ci avevano eliminati ai tempi di Ventura ct) ma la volontà è quella di prendere le scelte ritenute più funzionali al raggiungimento dell’obiettivo anche a costo di un piccolo sacrificio economico.

Italia, il punto sui playoff Mondiali

Stasera intanto dall’esito di Galles-Macedonia del Nord verrà fuori l’ultimo avversario nell’urna (i padroni di casa avranno l’obbligo di vincere, dato che i macedoni hanno dalla loro il vantaggio della differenza reti), mentre già fanno parte del rooster Irlanda del Nord e Romania, due nazionali che - per giunta da affrontare in casa - non possiamo temere. I nordirlandesi li abbiamo affrontati nelle qualificazioni a Qatar 2022 vincendo in casa con un 2-0 senza faticare (pratica risolta nel primo tempo grazie a Berardi e Immobile). Più datati i precedenti con la Romania ma, guardando a quanto combinato dalla squadra allenata da Mircea Lucescu nel girone di qualificazione, risultano evidenti le difficoltà di rendimento in trasferta: i romeni hanno infatti perso in Bosnia (3-1) e Austria (2-1), pareggiato a Cipro (2-2) e vinto solo a San Marino. Diverso il discorso per la Svezia: vero è che il girone eliminatorio per loro è stato un pianto, però hanno appena cambiato ct (ingaggiando Graham Potter) e hanno in attacco due talenti come Gyökeres e Isak che, se si accendono, possono fare male a chiunque.

 

© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Italia
1
Gattuso, via al piano Mondiale. Spauracchio Svezia: l’Italia punta sull’effetto Bombonera
2
Italia a caccia del Mondiale: su cosa deve lavorare Gattuso