"Locatelli basso un errore": Gattuso, l'Italia da Mondiale, la Bosnia. E fa tre nomi lasciati a casa

Il ct degli Azzurri ha fatto il punto sul successo contro la selezione di O'Neill che tiene la Nazionale in corsa per la Coppa del Mondo 2026
"Locatelli basso un errore": Gattuso, l'Italia da Mondiale, la Bosnia. E fa tre nomi lasciati a casa

"C'è stato da faticare e ci hanno pure sorpreso. Nel primo tempo dovevamo fare meglio, ma c'è stata concentrazione. Siamo stati molto bravi, non era scontato. Eravamo lenti, ma nel secondo tempo abbiamo dato più ritmo e ci andiamo a giocare questa finale". Così Rino Gattuso commenta il successo al primo round degli spareggi validi per le qualificazioni ai Mondiali 2026. Un appuntamento a cui di certo non ci si aspettava di arrivare, non almeno per la terza volta consecutiva, ma che comunque ha conosciuto un esito che tiene gli Azzurri in corsa per la Coppa del Mondo. Allo Stadio di Bergamo, a cui il ct aveva conferito l'incarico di dodicesimo uomo in campo, l'Italia ha superato l'Irlanda del Nord con il finale di 2-0. Un risultato che porta le firme di Tonali (56') e Kean (80') e che consente alla Nazionale di giocarsi l'ultimo e decisivo set il 31 marzo contro la Bosnia di Dzeko e Muharemovic, a sua volta uscita vincitrice dalla sfida con il Galles decisa ai calci di rigore. Queste le parole di Gattuso: "Sappiamo che è difficile e cerchiamo di recuperare bene - ha dichiarato ai microfoni Rai - . La finale in trasferta? La pressione la sentono anche gli altri. Adesso ci godiamo questo, da domani concentrati su quello che dobbiamo fare. Ci voleva, ringraziamo Bergamo. Adesso andiamo a giocare questa finale".

Gattuso: "Bernardeschi meritava di esserci"

"Dobbiamo ringraziare i ragazzi, sento solo grandissime responsabilità e devo dire che nel primo tempo abbiamo fatto tantissima fatica, ma lo sapevamo. Nessuno ci mette i tappeti rossi, a questi livello non contano i campionati dove giocano i calciatori - ha aggiunto a Sky - . Erano avvelenati, hanno provato a palleggiare ma il nostro errore più grosso è stato quando Locatelli si è abbassato per costruire, eravamo troppo piatti. Quando poi hai varietà per la distribuzione dei palloni vengono fuori prestazioni come quelle del secondo tempo. Anche le scelte che ho fatto le ho basate su quello che pensavo. Non volevo perdere energie. Ho lasciato a casa tantissimi giocatori che meritavano, come Orsolini, Bernardeschi e Zaniolo, ma l'importante è parlare tutti la stessa lingua. Gruppo unito? Bastoni oggi non doveva scendere in campo al 99%, Mancini si è allenato con dolore. Vicario era oggi allo stadio, così come Di Lorenzo e Zaccagni. Non ho chiesto nulla a nessuno, ma sono voluti venire e dimostrano grande attaccamento. Vogliamo migliorare, questo è vero, ma oggi la palla scottava e devo ringraziare i tifosi che ci hanno dato una grande mano. Non ho sentito mai fischi, solo applausi e incitamento".

Gattuso: "Non volevo sbraitare"

"Cosa cambio per la finale? Vediamo, abbiamo cinque giorni. Andremo a Coverciano, a casa nostra. E vedremo. Oggi con i 5 cambi hai il 50% di possibilità di cambiare le partite. Abbiamo ragazzi vivi, non mi lamento di nulla. Dispiace per la batosta presa con la Norvegia, potevamo perdere ma non in quel modo. Al primo episodio ci scioglievamo con neve al sole ma oggi non è andata così. Ci abbiamo lavorato e io non volevo mettere pressione urlando e sbraitando. L'ho gestita bene anche io". Così invece in conferenza stampa: "La Bosnia? Giocano 4-4-2, giocatori d'esperienza. Stadio caldo, è una squadra con tanti giocatori esperti. Il Galles era totalmente diverso. Sanno chiudersi bene, si appoggiano sugli attaccanti. Sarà un'altra gara difficilissima, come quella di stasera. La gara di stasera? Nel primo tempo al di là della pressione abbiamo sbagliato anche noi. Dovevamo cercare di più i due attaccanti, giocavamo solo su Politano e su Dimarco una volta ogni tanto. Ci hanno un po' sorpreso, hanno palleggiato molto più rispetto alle attese. Nel primo tempo oltre alla pressione il problema è stato di mentalità e tattico, eravamo troppo prevedibili. Cosa ho detto nello spogliatoio? Nel primo tempo sono stato tranquillo, molto tranquillo. Nell'intervallo abbiamo spiegato bene che dovevamo cercare i due attaccanti e non abbassarci in quel modo. Queste sono gare in cui senti la tensione, ti giochi tanto".

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Gattuso: "In campo con i migliori"

"Anche la scelta di venire qui, di scegliere uno stadio più piccoli, ma se oggi eravamo in uno stadio di 70-80mila persone qualche fischio in più lo sentivamo. E' stato fondamentale il fatto di non far sentire più pressione ai miei ragazzi. Gli acciaccati? Bastoni non si allenava da quasi tre settimane, bisogna solo ringraziarlo. L'ho tolto anche perché era stato ammonito. C'è solo Scamacca con piccoli problemi, ma credo sarà dei nostri anche lui. Ci sono piccoli acciacchi, ma i giocatori sono a disposizione. Stasera torniamo a Coverciano, ci mettiamo lì e lavoriamo. Bisogna recuperare energie, non dobbiamo inventarci nulla e recuperare al meglio. Abbiamo fatto un passettino, ora dobbiamo scalare l'Everest. Ci giochiamo tanto. Il formicolio oggi lo avevamo tutti, anche io Buffon e il presidente. Fantasmi sì, ma ora ci manca l'ultima partita per completare l'opera. Retegui ? Metteremo in campo la squadra migliore. Cinque cambi è quasi il 50%, la corsa più importante è mettere la squadra migliore in campo e fare meno danni è possibil".

Gattuso: "Tonali? Una sua chiamata mi ha sorpreso"

"Retegui ha combattuto, ha avuto una occasione e poteva fare gol. Per me rimane un ragazzo e un calciatore eccezionale come tutti gli altri, poi sta a me decidere e valutare chi far partire dal primo minuto. La tazza di Tonali con la mia foto? Se la portava a Coverciano mi preoccupavo... Conosco la storia, quando andò al Milan mi chiamò per chiedermi se poteva prendere la mia numero 8, una chiamata che mi sorprese. Io ero al Napoli, provai a portarlo da me ma il Milan fu più bravo. Negli anni il rapporto tra noi è proseguito, c'è stata sempre stima reciproca. E' un giocatore completo, io sapevo fare solo una cosa mentre lui sa fare più cose. In Bosnia sarà un'altra partita, noi dobbiamo arrivarci con la condizione giusta e con la giusta mentalità. Ogni gara ha la sua storia. Oggi la priorità non era giocare bene, ma portare la vittoria a casa. La posta in palio era alta, ci sta giocare col freno a mano tirato. Bastava un piazzato sbagliato e ci facevano secchi, invece siamo stati sul pezzo e bravi. Non mi importava la prestazione, ma non mi importa nemmeno in Bosnia".

Gattuso: "Ora mettiamoci l'elmetto"

"Dobbiamo saper annusare il pericolo e stasera l'abbiamo fatto bene. Cosa lascia questa vittoria? Nella mia carriera poco, fossero andate male le cose sarebbe stato un macigno. Invece a livello di squadra entusiasmo e voglia. Vedere Di Lorenzo che si allena stamattina e poi viene qui, oppure Vicario col gruppo. Vedere Zaccagni, Gabbia e altri giocatori che mi hanno chiamato. Questa per me è una vittoria perché so che per tantissimi anni è stata la forza di tutti noi, il fatto di avere gruppi che stavano bene insieme. Non siamo stati mai i più forti, a far la differenza è stata una squadra solida con una buona mentalità. Il merito è dei ragazzi e questo atteggiamento mi riempie di gioia. Cosa ho pensato quando è finita la partita? Ho chiesto a Buffon, Bonucci e Riccio cosa stavano facendo gli altri... Ora dobbiamo metterci l'elmetto, mentalmente essere pronti per raggiungere il nostro obiettivo. L'obiettivo che sogniamo tutti quanti, sia io che i miei giocatori. Sappiamo che dobbiamo andare a fare questa impresa".

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"C'è stato da faticare e ci hanno pure sorpreso. Nel primo tempo dovevamo fare meglio, ma c'è stata concentrazione. Siamo stati molto bravi, non era scontato. Eravamo lenti, ma nel secondo tempo abbiamo dato più ritmo e ci andiamo a giocare questa finale". Così Rino Gattuso commenta il successo al primo round degli spareggi validi per le qualificazioni ai Mondiali 2026. Un appuntamento a cui di certo non ci si aspettava di arrivare, non almeno per la terza volta consecutiva, ma che comunque ha conosciuto un esito che tiene gli Azzurri in corsa per la Coppa del Mondo. Allo Stadio di Bergamo, a cui il ct aveva conferito l'incarico di dodicesimo uomo in campo, l'Italia ha superato l'Irlanda del Nord con il finale di 2-0. Un risultato che porta le firme di Tonali (56') e Kean (80') e che consente alla Nazionale di giocarsi l'ultimo e decisivo set il 31 marzo contro la Bosnia di Dzeko e Muharemovic, a sua volta uscita vincitrice dalla sfida con il Galles decisa ai calci di rigore. Queste le parole di Gattuso: "Sappiamo che è difficile e cerchiamo di recuperare bene - ha dichiarato ai microfoni Rai - . La finale in trasferta? La pressione la sentono anche gli altri. Adesso ci godiamo questo, da domani concentrati su quello che dobbiamo fare. Ci voleva, ringraziamo Bergamo. Adesso andiamo a giocare questa finale".

Gattuso: "Bernardeschi meritava di esserci"

"Dobbiamo ringraziare i ragazzi, sento solo grandissime responsabilità e devo dire che nel primo tempo abbiamo fatto tantissima fatica, ma lo sapevamo. Nessuno ci mette i tappeti rossi, a questi livello non contano i campionati dove giocano i calciatori - ha aggiunto a Sky - . Erano avvelenati, hanno provato a palleggiare ma il nostro errore più grosso è stato quando Locatelli si è abbassato per costruire, eravamo troppo piatti. Quando poi hai varietà per la distribuzione dei palloni vengono fuori prestazioni come quelle del secondo tempo. Anche le scelte che ho fatto le ho basate su quello che pensavo. Non volevo perdere energie. Ho lasciato a casa tantissimi giocatori che meritavano, come Orsolini, Bernardeschi e Zaniolo, ma l'importante è parlare tutti la stessa lingua. Gruppo unito? Bastoni oggi non doveva scendere in campo al 99%, Mancini si è allenato con dolore. Vicario era oggi allo stadio, così come Di Lorenzo e Zaccagni. Non ho chiesto nulla a nessuno, ma sono voluti venire e dimostrano grande attaccamento. Vogliamo migliorare, questo è vero, ma oggi la palla scottava e devo ringraziare i tifosi che ci hanno dato una grande mano. Non ho sentito mai fischi, solo applausi e incitamento".

Gattuso: "Non volevo sbraitare"

"Cosa cambio per la finale? Vediamo, abbiamo cinque giorni. Andremo a Coverciano, a casa nostra. E vedremo. Oggi con i 5 cambi hai il 50% di possibilità di cambiare le partite. Abbiamo ragazzi vivi, non mi lamento di nulla. Dispiace per la batosta presa con la Norvegia, potevamo perdere ma non in quel modo. Al primo episodio ci scioglievamo con neve al sole ma oggi non è andata così. Ci abbiamo lavorato e io non volevo mettere pressione urlando e sbraitando. L'ho gestita bene anche io". Così invece in conferenza stampa: "La Bosnia? Giocano 4-4-2, giocatori d'esperienza. Stadio caldo, è una squadra con tanti giocatori esperti. Il Galles era totalmente diverso. Sanno chiudersi bene, si appoggiano sugli attaccanti. Sarà un'altra gara difficilissima, come quella di stasera. La gara di stasera? Nel primo tempo al di là della pressione abbiamo sbagliato anche noi. Dovevamo cercare di più i due attaccanti, giocavamo solo su Politano e su Dimarco una volta ogni tanto. Ci hanno un po' sorpreso, hanno palleggiato molto più rispetto alle attese. Nel primo tempo oltre alla pressione il problema è stato di mentalità e tattico, eravamo troppo prevedibili. Cosa ho detto nello spogliatoio? Nel primo tempo sono stato tranquillo, molto tranquillo. Nell'intervallo abbiamo spiegato bene che dovevamo cercare i due attaccanti e non abbassarci in quel modo. Queste sono gare in cui senti la tensione, ti giochi tanto".

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