Gravina: "Italia eroica, confermo Gattuso. Dimissioni? Sono abituato a sentire questa richiesta" 

Il presidente della Figc ha risposto sul terzo fallimento Mondiale degli Azzurri. Il secondo durante il suo mandato iniziato nel 2018
Gravina: "Italia eroica, confermo Gattuso. Dimissioni? Sono abituato a sentire questa richiesta" © © Roberto Garavaglia/ag. Aldo Liverani

Si riapre il capitolo fallimento dell'Italia. O molto probabilmente è un capitolo che non si è mai chiuso e che aggiunge alla storia della Nazionale quattro volte campione del mondo la resa di Zenica, dove gli Azzurri hanno ceduto alla Bosnia l'ultimo posto nel girone B del Mondiale 2026. Se le disfatte contro Svezia e Macedonia avevano gettato ombre titaniche sul terzo spareggio consecutivo della selezione di Rino Gattuso, il ko ai rigori contro la selezione di Sergej Barbarez sancisce un fallimento epocale che ripresenta un conto ancora più salato al calcio italiano, che da oltre un decennio e per ancora altri quattro anni non ha e non avrà nulla da offrire. A fare il punto sulla finale dei playoff - in grossa parte sabotata dall'inspiegabile intervento di Alessandro Bastoni al 41' e dalle altrettanto inspiegabili decisioni arbitrali - nonché sulle sorti politiche (e non solo tecniche) del calcio italiano è il presidente della Figc Gabriele Gravina"Lo stato d’animo è evidente - ha dichiarato in conferenza stampa - . Soprattuto per come il risultato è maturato. Complimenti ai ragazzi. Dispiace che molti non hanno potuto apprezzare l’atmosfera che abbiamo vissuto con loro in questi mesi per determinazione e orgoglio di dare una gioia ai nostri tifosi. Complimenti a Gattuso. È un grande allenatore. Ci sono stati equivoci sul suo futuro. Ho ho chiesto a lui e a Buffon di rimanere. La sconfitta è arrivata in un momento di grande sintonia. Tutti avete avete visto la partita. C’è poco da commentare. Gattuso ha definito eroici i ragazzi. Hanno dato tutto quello che potevano dare".

Gravina: "Convocato Consiglio Figc"

"Ci sono diverse valutazioni da fare. La parte tecnica la salvaguardo al cento per cento. La parte politica riguarda invece il Consiglio federale che ho convocato per la settimana prossima. Faremo delle valutazioni al nostro interno. Capisco la richiesta di dimissioni. Sono abituato a questo esercizio, ma le valutazioni spettano di diritto al Consiglio federale come previsto dalle norme". Parole che preparano il terreno al clamoroso scenario in cui un presidente Figc rinuncia alle dimissioni dopo due fallimenti Mondiali (il mandato di Gravina è iniziato nel 2018 dopo la prima disfatta contro la Svezia) considerata inverosimile l'eventualità che il Consiglio vada contro Gravina. E ancora. "Ci sono state alcune applicazioni e scelte che, come ha detto il mister, hanno lasciato alcune perplessità. Negli episodi forse meritava maggiore approfondimento. Qui c'è un mondo che va tracciato con lucidità e obiettività, senza momenti di delusione e amarezza. Settimana prossima faremo riflessioni molto più approfondite, perché la sua domanda richiede una risposta nella sede deputata. Si pensa che la Figc, come altre Federazioni, possono decidere e scegliere come costituire la squadra. Facciamo sintesi fra quello che mettiamo a disposizione del nostro campionato. Ci dedicheremo a questo tipo di riflessione. Voglio chiedere almeno un provvedimento utile richiesto, cioè se c'è stato un modo per affrontare la crescita del calcio italiano. Questo vale per il blocco di sistema, di norme e di regole, a livello nazionale e internazionale. Ho letto qualcuno di voi che ha parlato di responsabilità oggettiva e sono io. Mi sono sempre assunto le mie responsabilità, ma ci sono decisioni che non vanno a intaccare il grande lavoro e dignità di chi in questi mesi ha profuso energie. Gli arbitri è un tema internazionale, noi abbiamo avuto tre occasioni limpidissime e non siamo riusciti, anche in dieci, a chiudere la partita. Questo fa la differenza".

Buffon: "La stagione finisce a giugno"

Anche il capo delegazione della Nazionale Gigi Buffon ha risposto sul proprio futuro: "È un momento delicato e bisogna prendersi il proprio tempo, necessario, per fare le valutazioni corrette. La stagione sportiva finirà a giugno e fino a lì è corretto e doveroso dare la disponibilità alla Federazione, al presidente, a chi ha avuto fiducia in me. Se vi siete accorti che qualcosa sta migliorando ci fa piacere, ma l’obiettivo più grande era quello di andare al Mondiale. In questo momento è quello che fa male e rischia di far ragionare in maniera contorta e poco lucida. Mi fermo qua, fino a giugno ci siamo, poi per le altre valutazioni vediamo come si dipana la matassa".

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