Euro 2016: il capolavoro senza stelle
In Francia è nata forse la versione più contiana di sempre della Nazionale. Pochi campioni e tantissima organizzazione. A parte Buffon e il blocco difensivo juventino in difesa, il resto era materiale da laboratorio calcistico, anche a causa dei ko di Verratti, Marchisio e De Rossi nel corso della manifestazione. Conte non ha mai guardato in faccia a nessuno: 'chi merita gioca', questa è stata la filosofia. Eder e Pellè sono diventati simboli di un calcio operaio ma efficace. Giaccherini si è trasformato in "Giaccherinho", emblema di un sistema che esalta chiunque entri nei meccanismi. Il giorno simbolo del suo gran lavoro fu quello contro la Spagna: Iniesta, Busquets e Fabregas ingabbiati. L’Italia ha dominato, sorpreso ed emozionato, andando oltre i propri limiti.

Poi è arrivata la Germania ai quarti, senza big a centrocampo. Zero alibi e una sconfitta ai rigori arrivata tra errori surreali e immagini entrate nella memoria collettiva: la rincorsa di Zaza, il rigore di Pellè. Ma è stata un’uscita a testa altissima.