Malagò svela il retroscena: "Se ti vengono a trovare società anche prima della partita con la Bosnia..."

L'ex presidente del CONI è intervenuto sul palco dell'evento "Il foglio a San Siro" in merito alla questione relativa alla sua candidatura

"Io candidato alla Figc? Non si può dire assolutamente, è ovvio che uno riflette come sto facendo in questi giorni. Perchè se ti vengono a trovare delle società, anche prima della partita contro la Bosnia, che in pochi giorni diventano 19. Vuol dire che c'è un discorso da prendere in considerazione". Lo ha detto Giovanni Malagò nel corso dell'evento 'Il Foglio a San Siro', a proposito della crisi del calcio italiano e la futura governance della Figc. "Il passo successivo è interpellare le altre componenti, ieri ho incontrato le componenti tecniche allenatori e giocatori. Poi è previsto incontri a breve gli altri presidenti, come è doveroso, ma ho già parlato al telefono con tutti. Le intenzioni sono propositive, se dovessi andare avanti a mettere già un programma dovrei ascoltare suggerimenti per evitare dinamiche di stallo. Le cose si possono fare a colpi d'ascia o cercando di convincere, con credibilità", ha aggiunto. "Io al momento non ho impegni con me stesso, vedremo se le cose vadano avanti. Ma non ho impegni con nessuno, poi è normale che nel un ex calciatore possa avere un valore aggiunto da mettere in campo", ha spiegato.

Malagò: "Il sistema và rivisto, non stravolto. Binaghi..."

"Serve un cambio di sistema? E' condivisibile, se rimane tutto inalterato non penso che una persona possa incidere come si aspettano un po' tutti" ha proseguito Giovanni Malagò, il quale ha poi aggiunto: "Indubbiamente il sistema vada rivisto, non credo stravolto, perchè non credo che tutte le persone che ci sono state abbiano fatto solo del male", ha detto. "Sono troppo simpatico e ho avuto l'occasione otto anni fa? Sotto il profilo tecnico non so cosa si riferisce, ma quando il Comitato Olimpico commissaria una federazione dipende dalla tipicità del commissariamento. Se non ci sono irregolarità amministrative, il mancato funzionamento dei campionati o il mancato rispetto degli espletamenti della giustizia sportiva, non è che puoi cambiare gli aspetti statutari senza passare da una assemblea straordinaria con la condivisione delle componenti. Poi ringrazio Binaghi perchè è una delle prime volte nella vita che mi ha fatto un complimento, almeno che sono simpatico. Io penso che le cose si possono fare bene anche senza essere antipatico", ha replicato alle parole del presidente della Fitp.

"Indispensabile che la politica si occupi di sport e calcio"

"E' indispensabile che la politica si occupi di sport e soprattutto in questo momento che si occupi di calcio" ha affermato Giovanni Malagò nel corso dell'evento 'Il Foglio a San Siro', a proposito della crisi del calcio italiano e la futura governance della Figc. "Poi un conto è che se ne occupi, un altro è che occupi. Questo è il punto centrale della questione", ha aggiunto. "Io ministro? Ho letto, ma non commento. Io ho lavorato benissimo con tutto questo governo, poi ognuno può pensare quello che vuole", ha dichiarato.

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Petrucci: "Abete o Malagò? Mi piace Carnevali"

"Lavorare con la politica? Non lo penso io, lo pensa il buonsenso e il realismo. Oggi se non si va d'accordo con il governo non si va avanti da nessuna parte. Oggi c'è una autonomia dello sport affievolita, perchè non si possono promettere cose che non si possono fare. Noi e il calcio siamo gli unici due sport professionistici, per cui quello che va a loro va a noi. La richiesta al governo è il decreto crescita. Perchè ad altri settori è stato dato, perchè sono state concesse facilitazioni al cinema che è uno spettacolo proprio come calcio e basket. Io presidente Figc? Qualche idea ce l'ho, ma sono stato confermato al basket. Abete o Malagò? A me piace molto Giovanni Carnevali del Sassuolo". Lo ha detto Gianni Petrucci, presidente della Federbasket, a proposito della crisi del calcio italiano e la futura governance della Figc.

Scaroni: "Malagò la scelta migliore"

"Malagò ha dedicato la sua vita allo sport, ha fatto in modo egregio il presidente del Coni. Senza di lui non avremmo mai avuto i Giochi Olimpici Invernali. Avere un uomo di sport, anche per ridare vigore alla nazionale, credo sia la scelta migliore e l'ho appoggiato convintamente". Così, invece, il presidente del Milan Paolo Scaroni.

Simonelli: "Scelta facile"

"Di fronte alle capacità manageriali di Malagò la scelta era facile, per i programmi li stiamo studiando e stiamo trovando una sintesi visto che ci sono esigenze diverse tra i vari club, ma quella che ci accomuna è far tornare in auge il calcio italiano e che ci possano essere giovani campioni italiani". Lo ha detto il presidente della Lega Serie A Ezio Simonelli. "Abbiamo accreditato Malagò come possibile candidato, mi auguriamo che accetti. Non avere la nazionale italiana è un danno enorme anche per la Serie A, visto che il nostro obiettivo è vendere i diritti negli Usa. Lo stage? Nessuno lo ha fatto, solo la Turchia ha interrotto il campionato per una giornata. Stiamo studiando dei meccanismi per fare in modo che le squadre abbiano più calciatori italiani, perchè ad oggi conviene più acquistare uno straniero rispetto ad un italiano", ha aggiunto Simonelli.

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Marotta: "Ampio consenso per Malagò"

Il presidente dell'Inter Beppe Marotta, sempre nel corso dell'evento 'Il Foglio a San Siro', ha dichiarato: "Su Malagò c'è stata una convergenza di 19 club su 20, con un ampio consenso. Il problema non è solo l'eliminazione della nazionale dai Mondiali, il malessere nel mondo del calcio c'è da tantissimi anni e bisogna distinguere tra il valore patrimoniale, nobile e sociale della nazionale dal comparto industriale che è il mondo professionistico. Le riforme erano necessarie prima, come sono necessarie oggi per un discorso di sostenibilità. Meno male che ci sono le proprietà straniere, come Oaktree e RedBird a Milano. Quindi è ora di fermarci e riflettere, l'esperienza sportiva di Malagò non la scopro io. Non sarà che l'interprete di un programma elettorale condiviso con la Serie A e da chi deciderà di appoggiarlo".

"Politica importante"

"La politica è importante perchè deve accompagnarci in questa missione difficile e che in alcune circostanze va sopra le nostre teste. Noi possiamo garantire la competenza, ma dal punto di vista legislativo la politica è fondamentale in un momento di grande emergenza. Non cerchiamo finanziamenti, ma un sistema legislativo che ci favorisca con defiscalizzazioni per chi investe nei settori giovanili si possono recuperare investimenti", ha concluso Marotta

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Abodi: "Figc? Non basta cambiare presidente"

"Il calcio è rimasto dove era, il resto dello sport si è evoluto, si è sviluppato, ha seminato e ora sta raccogliendo. Perchè le cose non accadono per caso. Tutte le discipline sono cresciute, non c'è più uno sport minore e tante discipline trovano spazio nei palmares internazionali. Il tennis è un emblema. Sul calcio abbiamo ormai detto tutto, la verità è che il sistema riesce a produrre le stesse situazioni che hanno permesso ad altri paesi di svilupparsi. Più che alla ricerca di un presidente dobbiamo andare alla ricerca di un assetto e di regole che consentano di prendere decisioni. Perchè se non siamo riusciti ad andare ai Mondiali è perchè non abbiamo saputo dare un senso al 98,7% con cui era stato eletto il presidente federale che ha fatto un passo indietro non perchè sia il responsabile esclusivo, ma perchè il sistema in tutte le sue componenti ha la responsabilità di non aver saputo fare passi avanti". Lo ha detto il ministro dello Sport e i Giovani Andrea Abodi.

"Non ho alcuna voglia di commissariare"

"C'è la suggestione che il ministro possa fare tutto, ma a prescindere dalla responsabilità io non ho alcuna voglia di invadere. Sono infastidito da questa cantilena che la politica si deve occupare di sport, ma non deve occuparlo. Nessuno ha voglia di occupare niente. Non c'è nessuno che non abbia responsabilità, io mi prendo le mie e sono pronto a parlarne. Io non sono più nella condizione di attendere, ho 14 mesi per chiudere il mio mandato e non posso chiuderlo senza aver contribuito a trovare delle soluzioni a un tema che conosco molto bene e che è datato anche da prima del 2010. Io non ho alcuna voglia di commissariare perchè non posso, non ho alcuna voglia di forzare la mano perchè non voglio ma ho l'obbligo, per il ruolo che mi è stato affidato dal presidente Meloni, di contribuire ad una soluzione di sistema. Non posso essere passivo sperando che qualcosa sia diversa dalle altre, perchè la liturgia è lo stesso e corrisponde lo stesso risultato: nulla", ha spiegato Abodi.

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"Io candidato alla Figc? Non si può dire assolutamente, è ovvio che uno riflette come sto facendo in questi giorni. Perchè se ti vengono a trovare delle società, anche prima della partita contro la Bosnia, che in pochi giorni diventano 19. Vuol dire che c'è un discorso da prendere in considerazione". Lo ha detto Giovanni Malagò nel corso dell'evento 'Il Foglio a San Siro', a proposito della crisi del calcio italiano e la futura governance della Figc. "Il passo successivo è interpellare le altre componenti, ieri ho incontrato le componenti tecniche allenatori e giocatori. Poi è previsto incontri a breve gli altri presidenti, come è doveroso, ma ho già parlato al telefono con tutti. Le intenzioni sono propositive, se dovessi andare avanti a mettere già un programma dovrei ascoltare suggerimenti per evitare dinamiche di stallo. Le cose si possono fare a colpi d'ascia o cercando di convincere, con credibilità", ha aggiunto. "Io al momento non ho impegni con me stesso, vedremo se le cose vadano avanti. Ma non ho impegni con nessuno, poi è normale che nel un ex calciatore possa avere un valore aggiunto da mettere in campo", ha spiegato.

Malagò: "Il sistema và rivisto, non stravolto. Binaghi..."

"Serve un cambio di sistema? E' condivisibile, se rimane tutto inalterato non penso che una persona possa incidere come si aspettano un po' tutti" ha proseguito Giovanni Malagò, il quale ha poi aggiunto: "Indubbiamente il sistema vada rivisto, non credo stravolto, perchè non credo che tutte le persone che ci sono state abbiano fatto solo del male", ha detto. "Sono troppo simpatico e ho avuto l'occasione otto anni fa? Sotto il profilo tecnico non so cosa si riferisce, ma quando il Comitato Olimpico commissaria una federazione dipende dalla tipicità del commissariamento. Se non ci sono irregolarità amministrative, il mancato funzionamento dei campionati o il mancato rispetto degli espletamenti della giustizia sportiva, non è che puoi cambiare gli aspetti statutari senza passare da una assemblea straordinaria con la condivisione delle componenti. Poi ringrazio Binaghi perchè è una delle prime volte nella vita che mi ha fatto un complimento, almeno che sono simpatico. Io penso che le cose si possono fare bene anche senza essere antipatico", ha replicato alle parole del presidente della Fitp.

"Indispensabile che la politica si occupi di sport e calcio"

"E' indispensabile che la politica si occupi di sport e soprattutto in questo momento che si occupi di calcio" ha affermato Giovanni Malagò nel corso dell'evento 'Il Foglio a San Siro', a proposito della crisi del calcio italiano e la futura governance della Figc. "Poi un conto è che se ne occupi, un altro è che occupi. Questo è il punto centrale della questione", ha aggiunto. "Io ministro? Ho letto, ma non commento. Io ho lavorato benissimo con tutto questo governo, poi ognuno può pensare quello che vuole", ha dichiarato.

© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Italia
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Malagò svela il retroscena: "Se ti vengono a trovare società anche prima della partita con la Bosnia..."
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Marotta: "Ampio consenso per Malagò"
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Abodi: "Figc? Non basta cambiare presidente"