MILANO - I destini azzurri sono divisi da due linee parallele. Una rimanda alle convocazioni di Silvio Baldini per gli ultimi due impegni stagionali della Nazionale, che mercoledì 3 giugno allo Stade de Luxembourg affronterà il Lussemburgo e domenica 7 sarà di scena al Pankritio Stadium di Heraklion (Creta) contro la Grecia. L’altra riguarda la scelta del nuovo commissario tecnico a cui, seppure sotto traccia, sta lavorando Giovanni Malagò essendo saldamente in testa nella corsa alla presidenza federale. Dopo l’esonero dal Milan, Massimiliano Allegri non è entrato nella corsa giudicando troppo intricata la situazione a latitudini azzurre. I papabili, al netto delle suggestioni legate a Claudio Ranieri, rimangono due: Roberto Mancini e Antonio Conte.
Mancini e Conte in corsa per il ruolo di ct dell'Italia
Sono due “uomini liberi”: Conte ha salutato il Napoli, mentre il Mancio ha un gentlemen’s agreement con i qatarioti dell’Al-Sadd che gli permetterebbe di dimettersi, rescindendo il contratto, qualora chiamasse la Nazionale. Dato non secondario il fatto che Mancini, pur di coronare il sogno di tornare in Nazionale dopo il burrascoso addio nell’agosto 2023, sia disposto a lasciare gli 8 milioni che gli arabi gli garantirebbero per le prossime due stagioni. Un segnale di “pentimento” per lavare la ferita di quello clamoroso strappo. Tra l’altro - fattore non certo secondario nella partita a scacchi per la panchina azzurra - Mancini accetterebbe un contratto a parametri federali (2 milioni a stagione) per 4 anni, avendo come stella polare il Mondiale 2030. Qui sorge la domanda: sarebbe disposto Conte a fare altrettanto? Nella conferenza di addio al Napoli era stato proprio lui - tirando in ballo Guardiola - a estrarre dal cilindro la questione dei bilanci federali, evidentemente provati dalla mancata qualificazione mondiale. In tal senso fa fede il precedente azzurro di Conte, il cui ingaggio fu in parte pagato dallo sponsor tecnico.
I convocati di Silvio Baldini
Il nuovo ct ripartirà dalla Nations League, il compito di chiudere con dignità un’annata segnata dalla mancata qualificazione mondiale spetta a Baldini, ct a interim (dopo le due amichevoli di inizio giugno tornerà a occuparsi di Under 21). L’allenatore - come preannunciato - ha pescato tra i giovani: nel gruppo che si ritroverà giovedì sera a Coverciano ci sono 4 ragazzi classe 2008, 3 classe 2006, 7 classe 2005 e 9 classe 2004 per un’età media di 20 anni e 6 mesi. A guidare la truppa - dove 8 sono i giocatori pescati dalla Serie B -, capitan Donnarumma più 4 giocatori già convocati da Spalletti o Gattuso (Comuzzo, Palestra, Pisilli e Pio Esposito). In lista pure i tre talenti strappati dal Borussia Dortmund ai nostri settori giovanili, ovvero Mane, Reggiani e Inacio.
Portieri: Giovanni Daffara (Avellino), Gianluigi Donnarumma (Manchester City), Lorenzo Palmisani (Frosinone)
Difensori: Honest Ahanor (Atalanta), Davide Bartesaghi (Milan), Fabio Chiarodia (Borussia Monchengladbach), Pietro Comuzzo (Fiorentina), *Costantino Favasuli (Catanzaro), Filippo Mane (Borussia Dortmund), Marco Palestra (Cagliari), Luca Reggiani (Borussia Dortmund)
Centrocampisti: Matteo Dagasso (Venezia), Giacomo Faticanti (Juventus), Luca Lipani (Sassuolo), Cher Ndour (Fiorentina), Niccolò Pisilli (Roma), Lorenzo Venturino (Roma)
Attaccanti: Francesco Camarda (Lecce), Luigi Cherubini (Sampdoria), Jeff Ekhator (Genoa), Francesco Pio Esposito (Inter), Seydou Fini (Frosinone), Samuele Inacio (Borussia Dortmund), Luca Koleosho (Paris FC)
*Autorizzato a raggiungere il raduno il 30 maggio, terminati i propri impegni con il club di appartenenza
