“Sono ingiocabili”: l’ex Inter guarda il Psg e parte l’involontaria gaffe

Le parole utilizzate, uguali a quelle di Mkhitaryan, risuonano a distanza di mesi dopo l'esordio al Mondiale per Club dei parigini e la vittoria sull'Atletico Madrid
“Sono ingiocabili”: l’ex Inter guarda il Psg e parte l’involontaria gaffe
© Ansa

Una parola. Una semplice espressione che, nel calcio, può diventare slogan, etichetta o - come in questo caso - boomerang. Andrea Ranocchia, intervenuto a Sportmediaset su Italia1, ha definito il Paris Saint-Germain “ingiocabile” dopo la netta vittoria per 4-0 sull’Atletico Madrid nel debutto del Mondiale per Club. Un’affermazione che ha acceso i social, ma che ha anche riportato alla memoria collettiva un altro episodio, con protagonisti altri colori e altri sogni svaniti. “In questo momento il PSG è la squadra più forte al mondo: sono ingiocabili…”, ha dichiarato l’ex difensore dell’Inter, oggi volto televisivo.

Psg-Atletico e la frase di Mkhitaryan

E in effetti, difficile dargli torto: i campioni d’Europa in carica, reduci dal clamoroso 5-0 rifilato all’Inter nella finale di Champions di Monaco di Baviera, sembrano vivere un momento di grazia calcistica. Contro i Colchoneros di Simeone, la squadra parigina ha dominato in lungo e in largo, in una partita che ha lasciato poche repliche, se non qualche lamentela arbitrale da parte spagnola.

Ma è bastato quel termine, “ingiocabili”, a risvegliare fantasmi e ironie tra i tifosi. Perché proprio quella parola era stata pronunciata anche da Henrikh Mkhitaryan, non molto tempo fa, il 30 gennaio scorso, al termine dell’ultima gara della fase a gironi della Champions League: “Agli ottavi Milan o Juventus? Abbiamo la testa al derby, ci sarà tempo per pensare contro chi giocheremo. Non ci interessa, siamo l’Inter. Se giochiamo il nostro gioco siamo ingiocabili. Mio pensiero!”.

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La reazione dei tifosi

Dichiarazioni rilasciate a Prime Video, che all’epoca galvanizzarono i sostenitori dell'Inter. Ma il campo, si sa, ha la memoria lunga e la voce più potente. La stagione dell’Inter, nonostante una corsa accanita su tre fronti, si è chiusa con zero titoli e tanta amarezza. E quella parola, “ingiocabili”, è tornata a farsi sentire come una beffa. Non è un caso che molti tifosi, dopo le parole di Ranocchia, abbiano ironizzato sui social: “Eh no! Gli INGIOCABILI per antonomasia sono I RAGAZZI DEL CINQUE A ZERO, dai, ormai è cosa arcinota! C’è un copyright da rispettare, oh!”, ha commentato un utente, mescolando sarcasmo e rassegnazione.

E così, tra entusiasmo parigino e sarcasmo interista, la parola “ingiocabili” è diventata il centro di un piccolo caso semantico e sportivo. Un termine che, nel calcio moderno, rischia di diventare tanto potente quanto pericoloso. Perché in uno sport dove tutto cambia nel giro di novanta minuti, definirsi “ingiocabili” può significare tutto. O niente. E se oggi il copyright sembra appartenere al Psg, domani potrebbe tornare nelle mani di qualcun altro. Sempre che il campo, giudice supremo, non decida diversamente.

 

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Una parola. Una semplice espressione che, nel calcio, può diventare slogan, etichetta o - come in questo caso - boomerang. Andrea Ranocchia, intervenuto a Sportmediaset su Italia1, ha definito il Paris Saint-Germain “ingiocabile” dopo la netta vittoria per 4-0 sull’Atletico Madrid nel debutto del Mondiale per Club. Un’affermazione che ha acceso i social, ma che ha anche riportato alla memoria collettiva un altro episodio, con protagonisti altri colori e altri sogni svaniti. “In questo momento il PSG è la squadra più forte al mondo: sono ingiocabili…”, ha dichiarato l’ex difensore dell’Inter, oggi volto televisivo.

Psg-Atletico e la frase di Mkhitaryan

E in effetti, difficile dargli torto: i campioni d’Europa in carica, reduci dal clamoroso 5-0 rifilato all’Inter nella finale di Champions di Monaco di Baviera, sembrano vivere un momento di grazia calcistica. Contro i Colchoneros di Simeone, la squadra parigina ha dominato in lungo e in largo, in una partita che ha lasciato poche repliche, se non qualche lamentela arbitrale da parte spagnola.

Ma è bastato quel termine, “ingiocabili”, a risvegliare fantasmi e ironie tra i tifosi. Perché proprio quella parola era stata pronunciata anche da Henrikh Mkhitaryan, non molto tempo fa, il 30 gennaio scorso, al termine dell’ultima gara della fase a gironi della Champions League: “Agli ottavi Milan o Juventus? Abbiamo la testa al derby, ci sarà tempo per pensare contro chi giocheremo. Non ci interessa, siamo l’Inter. Se giochiamo il nostro gioco siamo ingiocabili. Mio pensiero!”.

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