Qatar 2022, la birra proibita: il caso Mondiale che travolge la Fifa più dei diritti LGBT

Il dietrofront sulla vendita di alcolici negli stadi mette in seria difficoltà l'organo di governo del calcio per via di un accordo commerciale con Budweiser: i dettagli
Qatar 2022, la birra proibita: il caso Mondiale che travolge la Fifa più dei diritti LGBT

DOHA (Qatar) - Il Mondiale in Qatar, che partirà ufficialmente domenica con il match inaugurale tra i padroni di casa e l'Ecuador, si arricchisce di una nuova pesantissima polemica. Come riportato dal New York Times, infatti, la famiglia reale qatariota ha fatto un brusco dietrofront in merito alla vendita degli alcolici, vietandone severamente la distribuzione in tutti gli stadi della Coppa del Mondo. La netta presa di posizione da parte dei vertici del paese potrebbe dunque mettere in grave difficoltà la FIFA, che ora dovrà vedersela con Budweiser, a causa di un contratto pluriminario tra le parti ora più che mai compromesso, essendo proprio il celebre marchio di birra statunitense uno dei principali sponsor della competizione. Con un post pubblicato sul proprio profilo Twitter, Budweiser ha mostrato tutto il suo disappunto per il nuovo (e improvviso) stato dell'arte: "Beh, questo è imbarazzante...", recita il tweet dell'azienda. Sulla guida ufficiale della FIFA dedicata ai tifosi, tra l'altro, c’è scritto che "tutti i possessori dei biglietti avranno accesso ai prodotti Budweiser, Budweiser Zero e Coca-Cola all’interno del perimetro dello stadio" (per almeno tre ore prima delle partite e per un’ora dopo, ndr). Una promessa che ora, Infantino e soci, non potranno mantenere, a nemmeno 48 ore dall'inizio della competizione.

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FIFA-Budweiser: il Qatar compromette un accordo da 75 milioni 

Sempre secondo il New York Times, Budweiser era stata informata solamente all'ultimo momento di alcune disposizioni adoperate dalla FIFA in accordo con il governo qatariota, ma nonostante ciò il celebre marchio di birra aveva dimostrato la sua piena collaborazione per il trasferimento dei suoi punti vendita nei luoghi più indicati dal governo pur di riuscire a trovare un punto di incontro. Ad oggi, infatti, i visitatori del paese possono acquistare e consumare alcolici solo in luoghi prestabiliti come i ristoranti e gli alberghi. Sempre come riporta il quotidiano statunitense, Budweiser aveva siglato un contratto con la FIFA da 75 milioni per ottenere non solamente l'esclusiva di vendita del proprio prodotto, ma anche il diritto di fornirne in grandi quantità ai partner e a tutti i tifosi presenti nelle hospitality.

 

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