Non lo dice direttamente, ma lo fa capire: Capello e la grande verità sulla Juve

Dal campionato all’Italia di Gattuso, l’ex allenatore lancia l’allarme e il paragone viene naturale: “Il vero problema non è l'attacco”

La ventiduesima giornata di Serie A non è ancora terminata ma ha regalato già molti spunti di lettura interessanti. L'Inter nonostante il doppio svantaggio iniziale ha battuto il Pisa, la Juventus ha dominato sul Napoli, il Como ha fatto sei gol al Torino, mentre Milan e Roma hanno pareggiato. Intervenuto nel corso di 'Radio Anch'io Sport' su RadioUno, Fabio Capello ha quindi commentato i risultati di questo fine settimana di campionato.

Il commento di Capello su Milan-Roma

Sul pari tra Milan e Roma ha detto: "Ieri il Milan ha fatto un primo tempo rinunciatario, senza visione di gioco. Mi è piaciuta la Roma che ha creato tantissimo e poteva essere avanti di due-tre gol, le occasioni ne ha avute. Mi sembra una squadra che va per tentativi. E mi meraviglia che i due attaccanti senza palla sono passivi. È stato un Milan senza personalità, e senza quel carattere che si fa vedere in tutte le partite come una squadra convinta della propria forza mi sembra difficile che possa raggiungere l'Inter, che invece ha una personalità unica". 

Chivu o Fabregas, chi è l'allenatore del futuro?

"De Rossi con il Genoa è partito con grande attenzione - ha aggiunto Capello -. Ho visto la partita ieri, ha avuto la fortuna di trovarsi con l'uomo in più ma ha sfruttato al meglio la superiorità numerica. Ho visto una squadra con un certo ordine in campo e voglia di fare. La cosa più importante quando subentri è non cercare di fare subito la rivoluzione. Per fare qualcosa di importante bisogna lavorare gradualmente. De Rossi come Chivu, in questo senso: entrato lentamente in punta di piedi, senza voler fare cose stranissime, ma migliorare quello che aveva già trovato". E a proposito dell'allenatore dell'Inter: "Chivu-Fabregas, chi è l'allenatore del futuro? Due esempi diversi. Chivu è entrato nella testa dei giocatori, con decisione e senza fare tanto chiasso. Ha capito di avere una squadra già in possesso di un certo dna. Fabregas invece ha una squadra di giovani, più facile da plasmare e da convincere a fare certe cose. Il suo principale merito è la ricerca di giocatori di qualità. E quando hai qualità, puoi fare grandi cose. Due allenatori molto interessanti, mi piacerebbe vedere Fabregas gestire dei grandi campioni". 

© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Serie A

"Juve equilibrata, Napoli limitato dagli infortuni"

Capello ha poi analizzato la vittoria dei bianconeri di Spalletti e il momento di crisi della squadra di Conte: "La Juve mi è sembrata una squadra equilibrata, determinata, mentre il Napoli si ritrova con una rosa limitata a causa degli infortuni. È un momento molto difficile per Conte, i ragazzi in campo danno tutto ma lui si ritrova senza poter fare cambiamenti durante la partita. Napoli contro il Chelsea? In Europa sta deludendo, anche quando aveva tutti i giocatori a disposizione ha sbagliato tutte le partite, per l'Inter a Dortmund è un bel test per arrivare tra le prime otto. È una partita non semplice perchè c'è un ambiente particolare che trascina la squadra". 

"Pio Esposito ha visione ma non velocità"

Ma Capello non ha parlato soltanto di allenatori ma anche di giocatori e in particolare di Pio Esposito: "È un giocatore di qualità. Non ha grande velocità di gioco come sprint e profondità, ma ha una visione di gioco veramente eccelsa. Deve migliorare davanti alla porta, non con la testa ma quando calcia. Può far parte della Nazionale. Ricordiamoci sempre che l'azzurro è un salto molto importante. Ho visto giocatori bravi nel proprio club, come Roberto Mancini, che però poi in Nazionale non ha mai fatto la differenza. La cosa più difficile per Gattuso, comunque, non è l'attacco, ma la parte difensiva. In Italia non ci sono grandi difensori italiani". La BBC (Barzagli, Bonucci e Chiellini) che ha fatto le fortune della Juventus e che per due terzi ha fatto vincere l'Europeo all'Italia è ormai un ricordo lontano...

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La ventiduesima giornata di Serie A non è ancora terminata ma ha regalato già molti spunti di lettura interessanti. L'Inter nonostante il doppio svantaggio iniziale ha battuto il Pisa, la Juventus ha dominato sul Napoli, il Como ha fatto sei gol al Torino, mentre Milan e Roma hanno pareggiato. Intervenuto nel corso di 'Radio Anch'io Sport' su RadioUno, Fabio Capello ha quindi commentato i risultati di questo fine settimana di campionato.

Il commento di Capello su Milan-Roma

Sul pari tra Milan e Roma ha detto: "Ieri il Milan ha fatto un primo tempo rinunciatario, senza visione di gioco. Mi è piaciuta la Roma che ha creato tantissimo e poteva essere avanti di due-tre gol, le occasioni ne ha avute. Mi sembra una squadra che va per tentativi. E mi meraviglia che i due attaccanti senza palla sono passivi. È stato un Milan senza personalità, e senza quel carattere che si fa vedere in tutte le partite come una squadra convinta della propria forza mi sembra difficile che possa raggiungere l'Inter, che invece ha una personalità unica". 

Chivu o Fabregas, chi è l'allenatore del futuro?

"De Rossi con il Genoa è partito con grande attenzione - ha aggiunto Capello -. Ho visto la partita ieri, ha avuto la fortuna di trovarsi con l'uomo in più ma ha sfruttato al meglio la superiorità numerica. Ho visto una squadra con un certo ordine in campo e voglia di fare. La cosa più importante quando subentri è non cercare di fare subito la rivoluzione. Per fare qualcosa di importante bisogna lavorare gradualmente. De Rossi come Chivu, in questo senso: entrato lentamente in punta di piedi, senza voler fare cose stranissime, ma migliorare quello che aveva già trovato". E a proposito dell'allenatore dell'Inter: "Chivu-Fabregas, chi è l'allenatore del futuro? Due esempi diversi. Chivu è entrato nella testa dei giocatori, con decisione e senza fare tanto chiasso. Ha capito di avere una squadra già in possesso di un certo dna. Fabregas invece ha una squadra di giovani, più facile da plasmare e da convincere a fare certe cose. Il suo principale merito è la ricerca di giocatori di qualità. E quando hai qualità, puoi fare grandi cose. Due allenatori molto interessanti, mi piacerebbe vedere Fabregas gestire dei grandi campioni". 

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