Pagina 3 | Inter-Juve, la farsa del VIDEOCALCIO in mondovisione: fatela finita, la regola VAR va cambiata ora!

Al di là del risultato di questa partita, il regolamento del VAR deve cambiare. Che questa partita faccia giurisprudenza, come purtroppo spesso accade quando gioca la Juventus. Hanno trasformato il gioco del calcio nel VIDEOCALCIO, nella dittatura dell'arbitraggio protagonista, allora si abbia il coraggio di andare fino in fondo e di utilizzare la tecnologia come giudice supremo per ogni episodio controverso: basta con le pantomime e le prese in giro, il VAR viene usato per qualsiasi cosa avvenga in campo, spesso male e tante volte anche malissimo e allora che venga usato anche per le ammonizioni perché lo scandalo mondiale avvenuto in Inter-Juve e visto in tutto il mondo non debba più essere impunito. L'entusiasmo, la felicità dell'urlo di Bastoni nel vedere la sua simulazione premiata da La Penna e il suo esultare con i compagni di squadra ne rivelano l'abitudine, la gioia nel vedere questo comportamento gratificato dalle direzioni di gara, altro effetto collaterale della deriva malata in cui in Italia stanno precipitando il gioco più bello del mondo. Il 28 febbraio si riunirà l'IFAB per introdurre il VAR sulla seconda ammonizione, la regola entrerà in vigore dal Mondiale.

Detto questo: la vince l'Inter all'ultimo respiro pur giocando doppiamente agevolata, contro una grandissima Juventus capace di lottare fino all'ultimo con l'uomo in meno, di mettere in difficoltà la capolista, di riacciuffare il pari nonostante i problemi incredibili della rosa: David e Openda sono due errori di mercato di Comolli che si stanno pagando a prezzo carissimo non solo alla voce stipendi e bilanci, Di Gregorio è l'ultimo lascito della gestione scellerata Giuntoli-Motta. Una volta si diceva che non potevi sbagliare l'attaccante e che la spina dorsale della squadra era portiere, difensore, centrocampista e attaccante: la Juve ha sbagliato l'attaccante e gli mancano due quarti della spina dorsale. E nonostante questo Cambiaso esce dalla crisi e dalla sfortuna dimostrando di essere un giocatore di pallone e degno della Juve al netto degli attacchi, Locatelli si prende la scena come mai, McKennie ormai è sempre più top player. Non basta per vincere e neanche per pareggiare, ma questa sconfitta è solo causa, ancora una volta, di un regolamento e di un comportamento arbitrale improponibile come professionalità ad alti livelli. 

 

 

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Inter avanti, Di Gregorio imbarazzante. Cambiaso, gol scaccia-crisi per il pari Juve

Partita che si apre con Bastoni che si prende un giallo e La Penna che quasi si scusa per averglielo mostrato. Inter in vantaggio senza tirare in porta: innesca tutto David che vanifica un'azione di disimpegno con un tocco di sufficienza, l'Inter ringrazia e trova la deviazione di Cambiaso sul tiro-cross di Luis Henrique, la palla ballonzola lenta verso Di Gregorio che è già è goffamente a terra e senza alcun senso logico, di coordinazione motoria, decide di tentare la respinta con il piede più lontano dal pallone lisciandolo. Incredibile. Reazione Juve con McKennie di testa, Conceicao alto e infine il pari meno di dieci minuti dopo: Kalulu per il cross di McKennie, David liscia solissimo la deviazione decisiva, la palla scorre sul secondo palo dove Cambiaso si vendica di Luis Henrique anticipandolo per l'1-1. Tutto aperto, Sommer respinge il tiro a giro di Yildiz e si salva sul retropassaggio sciagurato di Barella, dall'altra Bremer salva a porta vuota sul tocco di Zielinski a superare Di Gregorio che poi viene graziato da Lautaro. Nel mentre Kalulu viene ammonito per un intervento su Barella che sembra andare giù senza essere toccato.

Bastoni simula per far espellere Kalulu, La Penna lo premia e il VAR deve restare spento

Nel finale di tempo succede di tutto: Thuram svetta di testa ma colpisce centrale trovando Di Gregorio, poi la ribattuta nerazzurra con Bastoni colpisce entrambi i pali interni della porta juventina danzando sulla linea senza entrare. Sul contropiede bianconero Miretti corona l'ennesima prestazione non da Juve sbagliando un facile passaggio, Bastoni arriva in anticipo su Kalulu e poi si tuffa per guadagnare fallo e secondo giallo dell'avversario, la simulazione è evidente a tutti tranne che a La Penna che caccia lo juventino che giustamente impazzisce per la scorrettezza dell'avversario. Eh, ma qui il VAR per qualche delirante cavillo del regolamento non può intervenire, per cui Juve in 10 tutto il secondo tempo nonostante la scorrettezza antisportiva dell'interista sia sotto gli occhi di tutti. Scorrettezza che sarebbe costata anche l'espulsione per doppio giallo a Bastoni, danno e beffa per la Juventus che stavolta non sta zitta, Spalletti, Comolli e Chiellini furiosi con La Penna scendendo negli spogliatoi.

 

 

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Bastoni e Conceicao fuori. Juve, tripla occasione

Ovviamente Chivu tiene fuori Bastoni per il secondo tempo, dentro Carlos Augusto. Cambia anche Spalletti, necessariamente: dentro Holm a fare il terzino al posto di Kalulu, fuori Conceicao evanescente. L'Inter ora fa la partita ma l'occasione pazzesca è della Juve, Cambiaso parte palla al piede e dribbla chiunque, tiro parato da Sommer che si ripete altre due volte su Miretti e McKennie nel giro di secondi, ma è del texano l'errore grande di non tirare sulla prima ribattuta a porta vuota e cercare invece l'assist per un immobile David. Giallo a Barella che esce per lasciare spazio a Calhanoglu. All'ora di gioco Spalletti cambia ancora, fuori gli improponibili Miretti e David per Koopmeiners e Cabal, Yildiz va a fare il falso nueve supportato da McKennie ormai attaccante per disperazione. Proprio McKennie in una sortita pazzesca in contropiede arriva in area senza riuscire a concludere, con Carlos Augusto a un millimetro da uno step on foot da rigore. Poco prima il doppio ingresso nerazzurro che risulterà decisivo, Diouf  per Sucic e soprattutto Pio Esposito per Luis Henrique.

Boga per Yildiz, segna Esposito. Openda non serve, Locatelli sì. Decide Zielinski

L'Inter bombarda la porta di Di Gregorio senza riuscire a segnare fino a un quarto d'ora dalla fine, poi Dimarco trova il colpo di testa vincente di Pio Esposito che porta avanti l'Inter. Spalletti butta dentro anche Openda per provare una reazione in dieci, rischiando il tutto per tutto, con i nerazzurri ad abbassare pericolosamente baricentro e ritmo: il belga come al solito è inutile, non serve, a tenere su la baracca sono sempre i soliti, McKennie ubiquo e Locatelli altrettanto. Proprio il capitano, consapevole della sterilità offensiva, decide di provare la sortita e arriva al diagonale dal limite dopo un triangolo con il compagno di squadra, Sommer sorpreso non ci arriva e il 2-2 è realtà a 7 minuti dal termine. Chivu lancia anche Bonny per Thuram, Calhanoglu ci prova da tutte le posizioni, Di Gregorio respinge un colpo di testa di Bisseck ma sul tiro di Zielinski riesce solo a fare la parata laser per la quale il suo idolo Handanovic viene ricordato dai tifosi interisti. La decide il polacco al 90' tra i veleni.

 

 

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Bastoni e Conceicao fuori. Juve, tripla occasione

Ovviamente Chivu tiene fuori Bastoni per il secondo tempo, dentro Carlos Augusto. Cambia anche Spalletti, necessariamente: dentro Holm a fare il terzino al posto di Kalulu, fuori Conceicao evanescente. L'Inter ora fa la partita ma l'occasione pazzesca è della Juve, Cambiaso parte palla al piede e dribbla chiunque, tiro parato da Sommer che si ripete altre due volte su Miretti e McKennie nel giro di secondi, ma è del texano l'errore grande di non tirare sulla prima ribattuta a porta vuota e cercare invece l'assist per un immobile David. Giallo a Barella che esce per lasciare spazio a Calhanoglu. All'ora di gioco Spalletti cambia ancora, fuori gli improponibili Miretti e David per Koopmeiners e Cabal, Yildiz va a fare il falso nueve supportato da McKennie ormai attaccante per disperazione. Proprio McKennie in una sortita pazzesca in contropiede arriva in area senza riuscire a concludere, con Carlos Augusto a un millimetro da uno step on foot da rigore. Poco prima il doppio ingresso nerazzurro che risulterà decisivo, Diouf  per Sucic e soprattutto Pio Esposito per Luis Henrique.

Boga per Yildiz, segna Esposito. Openda non serve, Locatelli sì. Decide Zielinski

L'Inter bombarda la porta di Di Gregorio senza riuscire a segnare fino a un quarto d'ora dalla fine, poi Dimarco trova il colpo di testa vincente di Pio Esposito che porta avanti l'Inter. Spalletti butta dentro anche Openda per provare una reazione in dieci, rischiando il tutto per tutto, con i nerazzurri ad abbassare pericolosamente baricentro e ritmo: il belga come al solito è inutile, non serve, a tenere su la baracca sono sempre i soliti, McKennie ubiquo e Locatelli altrettanto. Proprio il capitano, consapevole della sterilità offensiva, decide di provare la sortita e arriva al diagonale dal limite dopo un triangolo con il compagno di squadra, Sommer sorpreso non ci arriva e il 2-2 è realtà a 7 minuti dal termine. Chivu lancia anche Bonny per Thuram, Calhanoglu ci prova da tutte le posizioni, Di Gregorio respinge un colpo di testa di Bisseck ma sul tiro di Zielinski riesce solo a fare la parata laser per la quale il suo idolo Handanovic viene ricordato dai tifosi interisti. La decide il polacco al 90' tra i veleni.

 

 

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