Pagina 3 | San Siro, ombre sulla vendita: tra gli indagati dirigenti e manager di Inter e Milan

Vendita di San Siro, arrivano sviluppi importanti dall'inchiesta coordinata dai pm Giovanna Cavalleri, Paolo Filippini e Giovanni Polizzi e affidata ai militari del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria della Gdf di Milano. Ipotizzata infatti la turbativa d'asta e la rivelazione del segreto di ufficio: si tratta di reati contestati non solo agli ex assessori comunali  Giancarlo Tancredi e Ada De Cesaris e a ex manager e consulenti di Inter e Milan, ma anche a Simona Collarini, ex responsabile del settore Rigenerazione urbana del Comune ed in quel momento responsabile unico del procedimento sullo stadio, e a Fabrizio Grena e Marta Spaini, consulenti rispettivamente di Inter e Milan.

Vendita San Siro, il punto

Sequestri dei cellulari e perquisizioni in corso nella giornata odierna si sono resi necessari a seguito degli sviluppi emersi dall’analisi di chat e email raccolte nella maxi inchiesta sulla gestione urbanistica di Milano, che la scorsa estate aveva portato ad alcuni arresti successivamente annullati dal Tribunale del Riesame e dalla Cassazione. Inoltre Tancredi, Malangone e De Cesaris risultano già essere coinvolti all'interno della stessa indagine sull’urbanistica. Il filone giudiziario relativo allo stadio è stato avviato dopo una serie di esposti presentati in Procura, tra cui quello sottoscritto dall’ex vicesindaco Luigi Corbani e dal promoter musicale Claudio Trotta, tra i fondatori del comitato Sì Meazza.

L'ipotesi al vaglio e gli indagati

L’ipotesi al vaglio degli inquirenti è che la vendita del Meazza a Inter e Milan, da cui il Comune ha incassato 197 milioni di euro, possa aver favorito interessi privati a discapito di quello pubblico. Il sospetto è che sia stata sfruttata la normativa sugli stadi per sostenere il progetto di sviluppo urbanistico dell’area e, di conseguenza, gli interessi di alcune società costruttrici.

Nell’ambito dell’indagine sulla vendita di San Siro sono in corso perquisizioni presso il Comune di Milano, alla M-I Stadio di Milan e Inter e nelle abitazioni di ex dirigenti e consulenti dei due club, oltre che degli ex assessori Giancarlo Tancredi e Ada De Cesaris e di Christian Malangone, direttore generale di Palazzo Marino. La Guardia di Finanza sta eseguendo un decreto del gip Roberto Crepaldi, che ha accolto un'istanza da parte dei pm. Tra gli indagati figurano anche Mark Van Huukslot e Giuseppe Bonomi, rispettivamente ex manager del club nerazzurro e presidente di Sport Life City (controllata del Milan), oltre ad Alessandro Antonello, ex ceo corporate dell’Inter.

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"Accordi informali e collusioni"

Secondo quanto riportato nelle imputazioni della Procura, ci sarebbero stati "accordi informali e collusioni" tra i 9 indagati dell'inchiesta milanese, quindi tra dirigenti del Comune di Milano e consulenti e manager di Milan e Inter, per "turbare" (quindi pilotare), tra il 2019 e il 2025, il "procedimento amministrativo diretto alla alienazione/valorizzazione della Grande funzione urbana (Gfu) 'San Siro'". E nello specifico anche la "determinazione del contenuto dell'avviso pubblico per la raccolta di manifestazioni di interesse relative" allo stadio Giuseppe Meazza e alle aree limitrofe, "adottato in data 24.3.2025".

"Condivisa la proposta di Delibera prima che..."

Tra l'altro Giancarlo Tancredi, che ricopriva il ruolo di assessore alla Rigenerazione urbana, e Christian Malangone, dg del Comune, tra il 4 e il 5 novembre del 2021, avrebbero condiviso, "in violazione dei doveri inerenti alle loro funzioni", con Ada De Cesaris, ex assessore, avvocata e "consulente" dell'Inter, la proposta "di delibera di Giunta numero 1379 del 5.11.2021 relativa alla dichiarazione di pubblico interesse, prima che fosse portata all'attenzione della Giunta comunale per la discussione, le eventuali  modifiche, l'approvazione e la successiva pubblicazione".

Così "rivelavano notizie di ufficio le quali dovevano rimanere segrete". Secondo i pm sempre Tancredi avrebbe condiviso con Mark Van Huuksloot, ex manager del club nerazzurro, "la proposta di Delibera numero 28 del 19.01.2023 a conclusione del Dibattito pubblico prima che fosse portata all'attenzione della Giunta comunale per la discussione, le eventuali modifiche, l'approvazione e la successiva pubblicazione", sempre rivelando "notizie di ufficio le quali dovevano rimanere segrete".

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"San Siro, troppe zone d'ombra"

Alessandro Verri, capogruppo della Lega in Consiglio comunale a Milano, circa gli sviluppi dell'inchiesta della Procura milanese sulla vendita dello stadio Giuseppe Meazza, ha dichiarato: "Siamo garantisti e confidiamo che gli indagati abbiano modo di chiarire le proprie posizioni nelle sedi opportune. Non possiamo però non denunciare, come diciamo da tempo, le troppe zone d'ombra e una gestione amministrativa frettolosa nella vendita di San Siro".

E ancora: "La velocità con cui la delibera sulla vendita è stata portata in aula, senza concedere ai consiglieri comunali il tempo e lo spazio necessari per discutere gli emendamenti nel merito, è stata un segnale d'allarme che non abbiamo mai smesso di lanciare. La scelta di utilizzare uno strumento come l' 'emendamento tagliola' per stroncare il dibattito democratico in Consiglio dimostra che la priorità della maggioranza non era l'approfondimento dell'interesse collettivo, ma la blindatura di un percorso già tracciato".

"Qualcosa non ha funzionato". E il Comune...

Verri conclude: "Le indiscrezioni su scambi di messaggi che già anni fa mettevano in guardia sui rischi di favorire interessi privati rispetto a quelli pubblici non fanno che confermare i nostri dubbi di allora. L’Amministrazione ha scelto di tirare dritto, ignorando le perplessità delle opposizioni e di parte della città. Vedremo se, anche di fronte a questi nuovi scenari giudiziari, chi guida la città continuerà a ostentare la solita serenità o se finalmente ammetterà che sulla gestione di San Siro qualcosa non ha funzionato".

Intanto la conferenza stampa in merito alla fine dei lavori di restauro di Palazzo Marino, prevista per oggi martedì 31 marzo alle ore 11 presso la Sala Alessi, è stata rinviata a data da destinarsi. Ad annunciarlo è stato il comune di Milano in una nota, con la comunicazione giunta a seguito della notizia delle perquisizioni nell'ambito dell'indagine sulla vendita dello stadio San Siro.

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"San Siro, troppe zone d'ombra"

Alessandro Verri, capogruppo della Lega in Consiglio comunale a Milano, circa gli sviluppi dell'inchiesta della Procura milanese sulla vendita dello stadio Giuseppe Meazza, ha dichiarato: "Siamo garantisti e confidiamo che gli indagati abbiano modo di chiarire le proprie posizioni nelle sedi opportune. Non possiamo però non denunciare, come diciamo da tempo, le troppe zone d'ombra e una gestione amministrativa frettolosa nella vendita di San Siro".

E ancora: "La velocità con cui la delibera sulla vendita è stata portata in aula, senza concedere ai consiglieri comunali il tempo e lo spazio necessari per discutere gli emendamenti nel merito, è stata un segnale d'allarme che non abbiamo mai smesso di lanciare. La scelta di utilizzare uno strumento come l' 'emendamento tagliola' per stroncare il dibattito democratico in Consiglio dimostra che la priorità della maggioranza non era l'approfondimento dell'interesse collettivo, ma la blindatura di un percorso già tracciato".

"Qualcosa non ha funzionato". E il Comune...

Verri conclude: "Le indiscrezioni su scambi di messaggi che già anni fa mettevano in guardia sui rischi di favorire interessi privati rispetto a quelli pubblici non fanno che confermare i nostri dubbi di allora. L’Amministrazione ha scelto di tirare dritto, ignorando le perplessità delle opposizioni e di parte della città. Vedremo se, anche di fronte a questi nuovi scenari giudiziari, chi guida la città continuerà a ostentare la solita serenità o se finalmente ammetterà che sulla gestione di San Siro qualcosa non ha funzionato".

Intanto la conferenza stampa in merito alla fine dei lavori di restauro di Palazzo Marino, prevista per oggi martedì 31 marzo alle ore 11 presso la Sala Alessi, è stata rinviata a data da destinarsi. Ad annunciarlo è stato il comune di Milano in una nota, con la comunicazione giunta a seguito della notizia delle perquisizioni nell'ambito dell'indagine sulla vendita dello stadio San Siro.

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