“Qualcosa da dare e insegnare in questo mondo penso di averla, ma resto sempre sul pezzo. Anche perché uno più bravo di te lo trovi sempre. Per questo non bisogna mai smettere di voler migliorare e di imparare”. Ha l’umiltà e l’entusiasmo di un ragazzino Ariedo Braida, che oggi compie 80 anni. Il presente si chiama Ravenna col progetto di portare in alto la società giallorossa dopo aver scritto la storia del calcio da dirigente con Milan e Barcellona, con cui ha vinto tra le altre 6 Champions League, scovando e lanciando decine di campioni e numerosi Palloni d’Oro.
Dove trova ancora gli stimoli per correre sui campi a vedere partite? “Si chiama passione. È quella il motore di tutto e che mi permette di non sentire la fatica. La passione rende sopportabili i sacrifici. È un fuoco che ti travolge e porta a fare chilometri ogni giorno per andare ovunque a cercare nuovi giocatori”.
Un consiglio che darebbe a un giovane ds? “Di metterci tutto se stesso in quello che fa. Se fai questo lavoro in maniera svogliata, non avrai mai successo e soprattutto non troverai la forza per superare i tanti ostacoli che ci sono”.
Per 31 anni è stato direttore sportivo del Milan: cosa rappresenta per lei? “È tutto per me. Amo questo club. Sono milanista e lo sarò per sempre”.
