"Darei un dito per tornare a giocare. È stata una figata giocare a calcio. Rivivere quelle sensazioni non ha prezzo". Chiaro e diretto. A dirlo è Alessandro Nesta nell'intervista su Dazn a Giorgia's Secret. L'ex difensore si racconta a 360 gradi tra il passato da calciatore e il presente da allenatore. Dopo l'esperienza col Monza in Serie A è rimasto senza allenare in attesa di un'occasione per ripartire. Intanto gira per gli stadi e osserva il calcio da un'altra prospettiva.
Lo stile di gioco e i rimpianti di Nesta
Sul suo stile di gioco: "Non sono mai stato cattivo e non lo sarò mai. L'unica volta che ho provato a entrare duro… mi sono rotto tutto. Sono dovuto diventare forte mentalmente. Ho raggiunto grandi livelli da giovane e devi crescere velocemente per saper gestire la pressione". Sui momenti difficili della carriera: "La prima volta che ho pensato di smettere è stato quando mi sono fidanzato a 14 anni. Scopri un mondo diverso perché giocare a calcio a 14 anni è un sacrificio, tutti i giorni vai a giocare mentre dopo è una figata. Poi ci sono stati gli infortuni, soprattutto quello alla schiena. Pensavo di smettere ma poi alla fine sono riuscito a ripartire". Sui rimpianti: "Nel calcio non li ho. Io credo nel destino perché tutto torna e devi farti trovare pronto. A me è capitato sempre". Sul rapporto con Seedorf: "Siamo talmente amici che posso permettermi di dirlo. Con Clarence abbiamo rischiato di picchiarci, almeno tre volte. Lui ha un carattere molto forte e ci siamo scontrati. Poi siamo diventati amici per la pelle".