Pagina 3 | Rocchi indagato, si autosospende! "Arbitri graditi all'Inter" e "pressioni al Var", terremoto Serie A

"In merito alla vicenda odierna, in accordo con l'Aia e per il bene del gruppo CAN che deve poter operare nella massima serenità, ho deciso di autosospendermi, con decorrenza immediata, dal ruolo di responsabile Can". L'annuncio di Gianluca Rocchi arriva con una dichiarazione all'ANSA. "Questa scelta, sofferta, difficile ma condivisa con la mia  famiglia  - prosegue il designatore arbitrale, indagato dalla procura di Milano per concorso in frode sportiva -, vuole permettere un corretto decorso della fase giudiziale, da cui sono certo uscirò indenne e più forte di prima".

Le parole del legale di Rocchi

"Conosco il signor Rocchi da anni, è una persona seria e corretta". Lo afferma all'ANSA l'avvocato Antonio D'Avirro, del foro di Firenze, che difende Gianluca Rocchi, designatore arbitrale indagato per concorso un frode sportiva. Rocchi ha ricevuto nelle scorse ore dalla Procura di Milano un invito a comparire per il 30 aprile. "Al momento non posso fare dichiarazioni, perché devo studiare le carte - aggiunge il legale -. Posso però dire che il mio assistito, con cui ho parlato, contesta quel che gli viene addebitato nell'invito a comparire".

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Il designatore degli arbitri di Serie A e B, Gianluca Rocchi, è indagato dalla Procura di Milano per concorso in frode sportiva. L'avviso di garanzia sarebbe arrivato ieri, con le indagini che coinvolgono in prima persona il designatore arbitrale in merito ad alcuni episodi evidenziati nel corso della stagione 2024/2025. Per uno dei casi contestati è già arrivata l'archiviazione da parte della giustizia sportiva, mentre per quanto riguarda l'altro sono stati resi noti gli audio integrali della squadra arbitrale ad Open Var. Gli episodi su cui è stata posta la lente d'ingrandimento su quello che sarebbe un vero e proprio scandalo sportivo, fanno riferimento al match tra Udinese e Parma dello scorso anno - terminato a favore dei bianconeri col punteggio di 1-0 e rete di Thauvin su calcio di rigore - e Inter-Verona, risalente invece all'8 gennaio 2024, finita al centro delle polemiche per il clamoroso fallo di Bastoni non fischiato su Duda. Stando a quanto riportato da LaPresse, Rocchi ha confidato di non sentirsi preoccupato dai possibili risvolti dell'indagine: "Sono sereno e vado avanti". E ancora: "Questa mattina ho ricevuto un avviso di garanzia - ha dichiarato ai microfoni dell'Ansa - . Sono sicuro di aver agito sempre correttamente ed ho piena fiducia nella magistratura". Nel mentre, l'interrogatorio di garanzia del designatore è stato fissato alle ore 10 di giovedì 30 aprile.

Rocchi nella bufera: Udinese-Parma e quel rigore...

Uno dei diversi episodi che hanno portato all'accusa nei confronti di Gianluca Rocchi è la partita tra Udinese e Parma andata in scena al Bluenergy Stadium a marzo del 2025. Il focus è su un potenziale calcio di rigore in favore della squadra di Runjaic, in merito al quale l'arbitro Daniele Paterna non sembrava assolutamente intenzionato a concedere il penalty. A testimoniarlo l'audio integrale reso noto ad Open Var: “Non mi sembra fuori dalla sagoma, guarda la posizione del braccio, mi sembra sul corpo” le sue parole all'inizio.

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"Rocchi ha bussato più volte"

L'arbitro cambierà poi idea dopo essersi girato per un secondo, affermando prontamente: "È rigore. Fabio, ti consiglio on field review per possibile calcio di rigore” è la comunicazione arrivata al fischietto in campo Fabio Maresca, il quale procederà poi ad assegnare il penalty all'Udinese, trasformato quindi da Thauvin. Ciò che fa indubbiamente storcere il naso è proprio la motivazione che si cela dietro il suo repentino cambio di opinione che, stando a quanto citato nell'esposto, sembrerebbe essere la seguente:“Si alza rapidamente (Rocchi, ndr) dalla postazione per ‘bussare’ più volte sul vetro della stanza di Paterna Var e Sozza Avar per richiamare la loro attenzione e che a loro volta chiameranno l’arbitro per un on field review”. Si ipotizza dunque un intervento dall'esterno per indurre il Var Paterna a richiamare l'arbitro Maresca e far concedere il rigore all'Udinese, violando il protocollo Var che prevede la totale autonomia delle sale Var e alterando così la competizione sportiva.

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Inter-Verona e la gomitata di Bastoni

Tra le partite finite sotto accusa c'è anche quella dell'Inter contro gli scaligeri risalente a due anni fa. In quell'occasione a non essere punita fu un'evidente gomitata di Bastoni sul centrocampista del Verona, Duda, avvenuta a palla lontana pochi istanti prima del gol di Frattesi. "C'è a terra qualcuno. No, aspetta. Fischia, fischia, ma fischia santo cielo. Voglio vedere che è successo. Parte tutto da qua, magari si vede il giocatore che cade, lascio questa camera", afferma Nasca, a cui segue la repilica di Fabbri: “Ho detto che lui (Duda, ndr) si è alzato, mi ha guardato e poi si è rimesso giù. Si alza, mi guarda e poi si rimette giù, questa è furbizia!".

Quindi in sala Var si rianalizza il contatto: "Fammelo rivedere tutto. Bandiere, qualcosa? No, nessuna bandierina. Vai, vai, vai, vai. Adesso fammi rivedere. Qui è tutto regolare. Fammi rivedere il tiro. Buona, vai, dai veloce. Regolare. Fammi rivedere un attimo solo. Michael, sono Gigi: gol regolare, gol regolare”. Ad OpenVar fu poi sottolineato dalla classe arbitrare come la rete fosse in realtà da annullare, ammettendo un chiaro errore di valutazione nel corso dell'incontro. Ad ogni modo, l'indagine prosegue spedita, con l'esigenza di capire se si tratta di errori isolati o di qualcosa di più grande...

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I 3 capi d'imputazione: "Scelse arbitri graditi all'Inter"

Nello specifico, sono 3 i capi di imputazione pendenti su Rocchi, che stando agli atti della Procura "in concorso con più persone presso lo stadio San Siro, durante la gara di Coppa Italia ‘combinava’ la designazione del direttore di gara per la partita di campionato di serie A Bologna-Inter (20 aprile 2025) nella persona di Andrea Colombo, siccome ‘arbitro’ gradito alla squadra ospite, l’Inter, impegnata nella lotta alla corsa scudetto, ormai alle battute finali della stagione calcistica". E ancora, scrive il pm Maurizio Ascione: "quale designatore in concorso con più persone presso lo stadio San Siro, durante la gara di andata di Coppa Italia (2 aprile 2025), ‘combinava’ o ‘schermava’ la designazione del direttore di gara Daniele Doveri, ponendolo alla direzione della semifinale del torneo (23 aprile 2025) onde assicurare poi all’Inter direzioni di gara diverse dal ‘poco gradito’ Doveri per la eventuale successiva finale di Coppa Italia e per il resto delle partite del campionato di serie A” che erano di “maggiore interesse per la squadra milanese". Infine, sul caso Udinese-Parma, "in qualità di supervisore Var, in concorso con altre persone, durante lo svolgimento della partita condizionava l’addetto Var Daniele Paterna inducendolo all'On Field Review il direttore di gara Fabio Maresca ai fini dell’assegnazione del calcio di rigore a favore della squadra friulana, sebbene Paterna fosse di diverso avviso".

Secondo fonti Figc, la procura federale ha chiesto stamattina gli atti al pm milanese, prima ancora della sollecitazione della Procura generale del Coni (la massima autorità inquirente dello sport). Le stesse fonti spiegano che l'archiviazione riguardava l'unico punto dell'esposto arrivato in procura - Udinese-Parma - e avvenne con l'ok della Procura Coni. Ma non gli altri due (le designazioni di due gare dell’Inter).

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Così il ministro Abodi

Sulla piattaforma X anche il ministro per lo Sport Andrea Abodi è intervenuto sul caso Rocchi: "C’è solo un modo per tutelare il sistema sportivo in tutte le sue articolazioni e rispettare i tifosi, gli appassionati e gli innamorati dello sport, a partire dal calcio: trasparenza, tempestività e parità di trattamento quando si affrontano ipotesi di inosservanza delle norme sportive, tanto più quando hanno possibili risvolti penali. E farlo sempre e con chiunque ! Leggo, come tutti voi, i risvolti che stanno emergendo sull'indagine della Procura di Milano, partita dalla denuncia di un ex tesserato dell’Associazione Italiana Arbitri. Lasciando all'autorità giudiziaria il compito di svolger il proprio lavoro e senza voler entrare nel merito dell'operato del designatore della Can Rocchi, l'aspetto più grave che emerge è il modo in cui la stessa denuncia sia stata gestita all'interno del sistema calcistico. Finora, nessun riscontro pubblico, così come non sappiamo chi abbia ricevuto la denuncia e quale organo sia stato investito della questione per verificarne la sussistenza. Mi aspetto, quindi, di ricevere formalmente dal CONI , prima possibile, informazioni in merito alla vicenda. Nel caso in cui fossero accertate responsabilità, non potranno non esserci conseguenze".

La richiesta di Taucer

Il capo della Procura generale dello Sport, Ugo Taucer, ha appena chiesto a Giuseppe Chinè, responsabile della Procura della Federcalcio che archiviò gli atti trasmessi dall'Aia sulla vicenda per la quale oggi è stato indagato il designatore arbitrale Gianluca Rocchi, una relazione immediata.

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Rocchi si autosospende

"In merito alla vicenda odierna, in accordo con l'Aia e per il bene del gruppo CAN che deve poter operare nella massima serenità, ho deciso di autosospendermi, con decorrenza immediata, dal ruolo di responsabile Can". L'annuncio di Gianluca Rocchi arriva con una dichiarazione all'ANSA. "Questa scelta, sofferta, difficile ma condivisa con la mia  famiglia  - prosegue il designatore arbitrale, indagato dalla procura di Milano per concorso in frode sportiva -, vuole permettere un corretto decorso della fase giudiziale, da cui sono certo uscirò indenne e più forte di prima".  

Indagato Gervasoni

Il supervisore Var Andrea Gervasoni è indagato in "concorso con altre persone" per frode sportiva nell'inchiesta della Procura di Milano. Nell'avviso di garanzia letto dall'agenzia AGI che gli è stato notificato ieri sera, si legge che "durante lo svolgimento della partita Salernitana-Modena con la concessione del calcio di rigore a favore della squadra emiliana da parte del direttore di gara Antonio Giuia incalzava e sollecitava l'addetto Var Luigi Nasca affinche' questi richiamasse Giuia all''on field review' ai fini della decisione iniziale sull'episodio di gioco". I fatti risalgono all'8 marzo 2025.

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"Rocchi ha bussato più volte"

L'arbitro cambierà poi idea dopo essersi girato per un secondo, affermando prontamente: "È rigore. Fabio, ti consiglio on field review per possibile calcio di rigore” è la comunicazione arrivata al fischietto in campo Fabio Maresca, il quale procederà poi ad assegnare il penalty all'Udinese, trasformato quindi da Thauvin. Ciò che fa indubbiamente storcere il naso è proprio la motivazione che si cela dietro il suo repentino cambio di opinione che, stando a quanto citato nell'esposto, sembrerebbe essere la seguente:“Si alza rapidamente (Rocchi, ndr) dalla postazione per ‘bussare’ più volte sul vetro della stanza di Paterna Var e Sozza Avar per richiamare la loro attenzione e che a loro volta chiameranno l’arbitro per un on field review”. Si ipotizza dunque un intervento dall'esterno per indurre il Var Paterna a richiamare l'arbitro Maresca e far concedere il rigore all'Udinese, violando il protocollo Var che prevede la totale autonomia delle sale Var e alterando così la competizione sportiva.

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