Concorso in frode sportiva. Questa è l'accusa fatta dalla Procura di Milano a Gianluca Rocchi, che secondo i pm avrebbe pilotato alcune designazioni arbitrali e interferito sulle decisioni del VAR. Un'indagine lunga e che ha portato all'autosospensione del designatore e che ha scosso tutto il mondo arbitrale. Ma questa è soltanto la punta dell'iceberg dei problemi che affliggono il calcio italiano e che hanno portato la Nazionale a non qualificarsi ai Mondiali per tre edizioni consecutive. Proprio questi temi sono stati il fulcro di un'inchiesta di Report, che andrà in onda domenica 31 maggio alle 20:30 ma che è stato presentato con alcune anticipazioni pubblicate sui social.
La testimonianza dell'ex arbitro De Meo: "Un sistema che si autoprotegge"
Report ha intervistato Pasquale De Meo, ex arbitro in campo dal 2013 al 2024. "Quello che ho potuto constatare io personalmente, ma anche a livello di percezione di molti colleghi, è di una disparità di trattamento tra alcuni colleghi e altri - ha rivelato -. Io ho avvertito proprio questo, cioè un sistema che si autoprotegge. Rocchi si sentiva blindato dal sistema". Poi sulle famose bussate nella sala VAR di Lissone, ha aggiunto: "Posso dire che c'erano delle voci nell'ambiente arbitrale, frequenti e ripetute, dove si parlava dell'utilizzo di segni convenzionali durante lo svolgimento delle gare, appunto al centro VAR. Si parlava di bussate, segno di mano alta, pugno chiuso, per indicare intervento, non intervento…".