Qualcuno lo chiamerebbe effetto candela. Sul più bello la fiamma della Dea che ardeva potente in inverno si è spenta, lasciando tutti al buio. All’Atalanta, infatti, per ben 8 volte negli ultimi 9 anni si erano abituati a giocare la Champions o l’Europa League; mentre nella prossima stagione rischiano di doversi accontentare della Conference nella migliore delle ipotesi. Se la Lazio dovesse vincere la Coppa Italia, i capitolini sarebbero di diritto qualificati per l’Europa League 26/27, con a quel punto la sesta classificata in Serie A “retrocessa” in Conference. Tradotto: i bergamaschi - che salvo tracolli clamorosi di una tra Como e Roma chiuderanno settimi - rimarrebbero beffati e soprattutto fuori dalle coppe.
Atalanta, senza Europa è un incubo
Un incubo che a Zingonia ha iniziato ad aggirarsi come uno spettro minaccioso dalla scorsa settimana, ovvero quando proprio la squadra di Sarri - fatalità del destino - ha estromesso i nerazzurri dalla Coppa Italia. Un’occasione, quella di acciuffare la finale di Roma, svanita sul più bello e nonostante la semifinale di ritorno giocata in casa. Epilogo amaro che ha deluso la dirigenza atalantina, che nutriva ben altre ambizioni per questa stagione. E in fondo ne aveva tutte le ragioni, anche alla luce dell’ottima rosa costruita. Le competitor per il quarto posto non hanno un organico così profondo e ricco di alternative come quello a disposizione di Palladino. Anche quest’ultimo, infatti, è finito sul banco degli imputati dopo l’ottimo avvio post Juric.
Palladino, dal campionato alle coppe: obiettivi sfumati
Strada facendo però il tecnico campano sembra essersi smarrito sul più bello, vedendo allontanarsi tutti i vari obiettivi stagionali. Certamente per l’ex Monza non era facile subentrare in corsa, ma - al di là delle notti trionfali di Coppa contro Dortmund e Juve - in campionato non è mai arrivato il definitivo salto di qualità (solo 2 vittorie nelle ultime 8 giornate), che avrebbe permesso alla Dea di giocarsi un piazzamento più importante fino all’ultima giornata. E invece a un mese dalla fine del campionato i bergamaschi sono inchiodati al settimo posto e costretti a tifare Inter in Coppa Italia per poter proseguire anche l’anno venturo il cammino europeo, seppur dalla porta di servizio della Conference.
Atalanta, riflessioni in corso sulla panchina: idea Motta
Tutti aspetti che stanno inducendo la proprietà a fare delle attente riflessioni sull’annata. A partire dal fatto se sia il caso o meno di ripartire da Raffaele Palladino, la cui conferma (con tanto di possibile rinnovo) sembrava quasi scontata due mesi fa. In caso di svolta in panchina stuzzica il nome di Thiago Motta. La preferenza del tecnico italo-brasiliano sarebbe rivolta più all’estero. Tanto che in questi mesi ha pure effettuato un corso intensivo di inglese per perfezionare la padronanza con quella che ormai incarna la lingua universale a livello internazionale. Uno step fondamentale per chi ambisce ad allenare in Premier League. Al tempo stesso però un’eventuale proposta della Dea verrebbe ascoltata con interesse da Thiago, che a Bergamo potrebbe trovare diversi calciatori ideali per sviluppare le sue idee di calcio. Ecco perché per Palladino è vietato sbagliare nelle prossime gare. Altrimenti la passione con la Dea rischia di spegnersi del tutto.
