Fabregas: "Como in Europa, si deve godere! Non siamo Milan, Inter o Juve: siamo umili..."

Il tecnico ha fatto il punto sulla trasferta al Bentegodi, dove i lariani hanno conquistato lo storico traguardo 2 anni dopo la promozione

"Molto contento e orgoglioso oggi. Oggi, due anni fa, eravamo promossi in A e oggi conquistiamo l'Europa. E' cresciuta la squadra, la società, i tifosi... è inspiegabile. Tra vent'anni fa ricorderemo questo questo giorno. Oggi con i social tutto va veloce, c'è pressione". Queste le parole di Cesc Fabregas, intervenuto al termine della trasferta di Verona, dove il Como è riuscito ad aprire le porte dell'Europa grazie al gol di Douvikas (71') che oltre a valere la certezza di un posto alle prossime campagne internazionali, mantiene in corsa il lariani per la qualificazione alla Champions League. La classifica vede infatti Nico Paz e compagni salire a quota 65 punti con un ritardo di 2 lunghezze dal Milan, che alle 20.45 ospiterà l'Atalanta e 3 dalla Juve, uscita vincitrice dalla trasferta di Lecce: quanto alle altre concorrenti, la Roma sarà invece impegnata alle 18 al Tardini. L'agenda di Fabregas prevede ora il ritorno al Sinigaglia, dove domenica 17 riceverà il Parma di Carlos Cuesta. Così il tecnico ha commentato il finale al Bentegodi, dove gli ospiti hanno festeggiato lo storico traguardo invadendo l'intervista con cori e gavettoni: "Si deve godere: non ricordo quanti trofei ho vinto, ma c'è molto di più - ha dichiarato ai microfoni Dazn - . Si ricorda la celebrazione, ora mancano due partite e vedremo se possiamo volare più in alto. Ci sono diverse partite durante la stagione, non possiamo sempre portare avanti il nostro modo di giocare. Tanti tifosi oggi mi hanno mandato dei messaggi di quando eravamo in Serie D. Non siamo il Milan, l'Inter, la Juventus o il Napoli, siamo una squadra umile e vogliamo goderci il momento. Cosa guarderò tra Arsenal e Clasico? Ho un aereo alle 17:30 non so se lo andrò a prendere per andare a vedere il Clasico, decido tra mezz'oretta".

Fabregas: "Non siamo Juve, Inter o Milan"

"È un giorno per ricordare tante cose e tanta gente, questo percorso è incredibile. Festeggiamo due anni dalla promozione in A, dopo due anni festeggiamo l'Europa - ha aggiunto in conferenza stampa - . Se pensate che questo sia normale beh, non lo è. Non è mai successo nella storia del Como. Tanta gente mi manda le foto di quando seguiva la squadra in Serie D in giro per l'Italia, lo dedico a tutti loro. Un giorno d'orgoglio per il club, la città, lo staff, i giocatori, la società. Un valore incredibile per quello fatto.

Da domani cominceremo a pensare al fatto se potremo andare più in alto o meno. Oggi non voglio parlare della partita. Voglio parlare solo della storia. Oggi ha vinto il Como, non ricordo niente della prestazione di oggi, festeggio, sono orgoglioso, parliamo del futuro, pensiamo alle prossime partite. Vediamo quando giocheremo la prossima, cosa di cui non sappiamo nulla ancora oggi e che mi sempre incredibile. Da domani inizialmo a pensare al Parma. Ho visto che quando pensi troppo lontano non arrivi mai. Per questo non parlavo mai di Europa: oggi sei al top, domani sei un fallito se non ci arrivi. Non siamo la Juventus, l'Inter, il Milan, stiamo crescendo e niente di più".

© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Como

Fabregas: "Vogliamo volare ancora più in alto"

"Ovviamente c'era un progetto dietro, un'idea. C'è molta gente che ha collaborato per tutto questo. Ricordo gente come Gabrielloni, Cerri, tutti loro che hanno fatto parte di tutto questo. Ludi, il presidente, tutti. Me lo godo e so che da domani verremo di nuovo giudicati per ciò che faremo. Ma ciò che abbiamo fatto è pesantissimo. Se il risultato è stato bugiardo? Non voglio mancare di rispetto al Verona, ma non parlo della partita, solo perché mi hanno massacrato. Oggi parlo solo della storia del Como. Obiettivo non richiesto dalla società? Parlare degli altri non è bello. Non fa per me comparare. Conosco tantissimi direttori sportivi in Italia e penso che l'idea sia giusta. Ci sono tantissime altre leghe che hanno più forza di noi in Italia. Però noi continuiamo con la nostra idea, chiara. Sono d'accordo che l'obiettivo non fosse andare in Europa, così come non era arrivare decimi l'anno scorso. Dobbiamo essere sereni, la prossima stagione sarà incredibilmente dura, ci saranno tantissime partite in più. L'obiettivo sarà diverso, ma non vogliamo cadere nell'errore fatto da altre squadre di fare una grandissima stagione e poi l'anno dopo fare risultati che non vorremmo. Oggi voglio festeggiare e da domani volare più in alto possibile".

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Sammarco: "Futuro? Sono pronto per la Serie A"

Anche Paolo Sammarco ha fatto il punto sulla prestazione dei suoi, attesi ora a San Siro per la sfida contro l'Inter in programma il 17 maggio. Queste le parole del tecnico degli Scaligeri: "Quando siamo entrati noi a febbraio la squadra era composta da dodici calciatori, cambiare uomini aiuta. E' evidente che se ci sono tutti questi punti in classifica con il Como le qualità vengono fuori. Rimpianto per i risultati? Si, anche se poi i punti non sono arrivati lo stesso. Futuro? Posso dire di avere dato tutto. Mi sono trovato in una situazione non facile: da subentrante e con la squadra ultima in classifica. Credo di poter stare in questa categoria, questa esperienza è formativa".

 

 

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"Molto contento e orgoglioso oggi. Oggi, due anni fa, eravamo promossi in A e oggi conquistiamo l'Europa. E' cresciuta la squadra, la società, i tifosi... è inspiegabile. Tra vent'anni fa ricorderemo questo questo giorno. Oggi con i social tutto va veloce, c'è pressione". Queste le parole di Cesc Fabregas, intervenuto al termine della trasferta di Verona, dove il Como è riuscito ad aprire le porte dell'Europa grazie al gol di Douvikas (71') che oltre a valere la certezza di un posto alle prossime campagne internazionali, mantiene in corsa il lariani per la qualificazione alla Champions League. La classifica vede infatti Nico Paz e compagni salire a quota 65 punti con un ritardo di 2 lunghezze dal Milan, che alle 20.45 ospiterà l'Atalanta e 3 dalla Juve, uscita vincitrice dalla trasferta di Lecce: quanto alle altre concorrenti, la Roma sarà invece impegnata alle 18 al Tardini. L'agenda di Fabregas prevede ora il ritorno al Sinigaglia, dove domenica 17 riceverà il Parma di Carlos Cuesta. Così il tecnico ha commentato il finale al Bentegodi, dove gli ospiti hanno festeggiato lo storico traguardo invadendo l'intervista con cori e gavettoni: "Si deve godere: non ricordo quanti trofei ho vinto, ma c'è molto di più - ha dichiarato ai microfoni Dazn - . Si ricorda la celebrazione, ora mancano due partite e vedremo se possiamo volare più in alto. Ci sono diverse partite durante la stagione, non possiamo sempre portare avanti il nostro modo di giocare. Tanti tifosi oggi mi hanno mandato dei messaggi di quando eravamo in Serie D. Non siamo il Milan, l'Inter, la Juventus o il Napoli, siamo una squadra umile e vogliamo goderci il momento. Cosa guarderò tra Arsenal e Clasico? Ho un aereo alle 17:30 non so se lo andrò a prendere per andare a vedere il Clasico, decido tra mezz'oretta".

Fabregas: "Non siamo Juve, Inter o Milan"

"È un giorno per ricordare tante cose e tanta gente, questo percorso è incredibile. Festeggiamo due anni dalla promozione in A, dopo due anni festeggiamo l'Europa - ha aggiunto in conferenza stampa - . Se pensate che questo sia normale beh, non lo è. Non è mai successo nella storia del Como. Tanta gente mi manda le foto di quando seguiva la squadra in Serie D in giro per l'Italia, lo dedico a tutti loro. Un giorno d'orgoglio per il club, la città, lo staff, i giocatori, la società. Un valore incredibile per quello fatto.

Da domani cominceremo a pensare al fatto se potremo andare più in alto o meno. Oggi non voglio parlare della partita. Voglio parlare solo della storia. Oggi ha vinto il Como, non ricordo niente della prestazione di oggi, festeggio, sono orgoglioso, parliamo del futuro, pensiamo alle prossime partite. Vediamo quando giocheremo la prossima, cosa di cui non sappiamo nulla ancora oggi e che mi sempre incredibile. Da domani inizialmo a pensare al Parma. Ho visto che quando pensi troppo lontano non arrivi mai. Per questo non parlavo mai di Europa: oggi sei al top, domani sei un fallito se non ci arrivi. Non siamo la Juventus, l'Inter, il Milan, stiamo crescendo e niente di più".

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