
Un successo bagnato dalle lacrime e 3 punti che riaprono la speranza salvezza nel giorno più buio. La Fiorentina batte il Bologna in un Dall’Ara riservato al ricordo del presidente Rocco Commisso, scomparso il 16 gennaio 2026 nella sua New York all'età di 76 anni. La sua Viola, che neppure due anni fa aveva pianto l’altro paisà Joe Barone, ha trovato la forza per conquistare una vittoria che va ben oltre il campo, donando agli uomini di Paolo Vanoli - costretto a seguire i suoi dalla tribuna causa squalifica - una ragione in più per rialzarsi da una crisi che ai nastri di partenza era inimmaginabile. La classifica vede ora Moise Keane e compagni tirarsi fuori dalla zona retrocessione con una rinnovata quota di 17 punti che valgono il quartultimo posto con un ritardo di 3 lunghezze dal Genoa, che a Parma ha raccolto 1 punto, e a pari merito con il Lecce, atteso a San Siro dal Milan alle ore 20.45. Al termine della gara, il tecnico della Viola ha fatto il punto sul risultato e sul momento storico e stagionale della squadra: "È stata una partita importante anche se abbiamo perso non solo un Presidente ma un grande uomo, sono giorni molto particolari e tristi e siamo vicini al loro dolore - ha dichiarato ai microfoni Dazn - . Quello che potevamo fare era mettere in campo unione, sacrificio, quello che lui ci ha insegnato: mi ha sempre trasferito un messaggio d’unione le volte in cui l’ho sentito al telefono. Dovevamo fare una partita degna di quello che ci ha lasciato, per lui e la famiglia. I risultati nascono dalle ottime prestazioni che abbiamo fatto, siamo sempre stati bravi a credere in quello che si faceva. Abbiamo fatto un grandissimo primo tempo, sullo 0-2 poi dovevamo essere più bravi a gestire ma la condotta è nata anche un po’ dalla paura dei punti persi nelle partite precedenti. Abbiamo un’altra finale ora contro il Cagliari, che ha battuto la Juve. La partita dalla tribuna? E’ più difficile viverla dall’alto, meno male che è passata, forse il mio vice ha portato bene dai. Non lo devo dire troppo sennò poi i calciatori ci credono e mi cacciano di sopra".
Vanoli: "Commisso ci ha dato tanto"
"Sono stati due giorni non facili. Ci lascia una persona, un uomo e un presidente che ha dato tanto - ha aggiunto in conferenza stampa - . Non l'ho conosciuto personalmente ma le volte che ci siamo sentiti al telefono mi ha trasmesso i valori del combattere per uscire insieme da questo momento. Mando le condoglianze alla famiglia. Per quanto riguarda la partita, abbiamo fatto un grandissimo primo tempo sbagliando davvero poco. Il secondo tempo doveva essere gestito meglio: dobbiamo migliorare ancora nella ferocia della riconquista della palla. Spero che questa vittoria rappresenti un ulteriore step di crescita. Penso che questa Fiorentina è da un po' di tempo che sta giocando bene, ma purtroppo i risultati condizionano il peso delle prestazioni. Noi non possiamo permetterci di rilassarci, questo mi urta parecchio. Chi entra deve essere in grado di dare una spinta ulteriore. Comunque ho detto ai ragazzi che si inizia a vedere la luce, ma fino alla fine saremo lì e bisogna lavorare a testa bassa senza proclami. I cali nel finale? Sicuramente è una questione psicologica. Abbiamo perso 4 punti con Lazio e Milan al 90esimo. Penso che in questi casi subentri la paura".
Vanoli: "Ora sappiamo lottare"
"Da quando sono arrivato io sono cambiati gli obiettivi di questa squadra e per cambiare la testa dei giocatori serve pazienza. Ora stiamo capendo come si lotta per portare punti a casa ad ogni costo, ma dobbiamo ancora migliorare. Solomon e Brescianini? Stanno bene. Brescianini l'ho visto bene, ma ho preferito dare continuità a Ndour e Mandragora. Solomon è un giocatore che ha giocato poco e non posso perderlo in prospettiva futura. Sta lavorando forte e penso che presto sarà pronto per darci una mano nei nove minuti. Anche Gosens deve entrare ancora in condizione: a volte mi arrabbio con lui perché arriva cotto a fine partita e gli dico di fare qualche sgroppata in meno. Kean? Moise ha avuto un problema alla caviglia e poi siamo riusciti a recuperarlo, ma dopo l'ultima partita gli si è gonfiata molto e abbiamo optato per un percorso per guarirlo al cento per cento. Lui vorrebbe sempre giocare ma a furia di giocare senza allenarsi il rischio era di perdere la condizione. Lo valuteremo giorno per giorno".