De Rossi, il tabù Genoa a Firenze e la frase su Juve e Inter: "Dal 1977? Strano perché..."

L'allenatore parla in conferenza in vista della sfida contro la Fiorentina: "Servirà tutto per gli stimoli"

Il Genoa, con il punto conquistato a Bergamo e la sconfitta della Cremonese, ha conquistato l'aritmetica salvezza e con essa è arrivato anche il rinnovo di De Rossi. Lo stesso allenatore ha parlato in conferenza nell'antivigilia della sfida contro la Fiorentina al Franchi: "Gli stimoli devono trovarli da soli i calciatori". Il tecnico rossoblù ha toccato diversi temi, tra cui anche la condizione del gruppo in vista di questo finale di campionato. 

De Rossi, conferenza Fiorentina-Genoa

De Rossi spiega l'importanza della partita: "La partita del Genoa è sempre importante. Un giocatore di calcio forte tira fuori gli stimoli da quello che ha dentro. Facciamo tante partitelle in allenamento. Se giocassimo solo quando abbiamo paura di fallire sarebbe grave". Sul bilancio: "Siamo cresciuti dal punto di vista dell'interpretazione. In allenamento ci sono giocatori che hanno cambiato il chip come Ekhator. Si allena da grande mentre prima più da giovane aggregato alla prima squadra. Quello che non è migliorata mai è l’intensità dei giocatori perché è stata sempre altissima. Lo staff precedente penso che avesse una cultura dal lavoro molto seria perché non trovi una squadra così pronta. L'unica cosa migliorata poi è la classifica".

Le condizioni della squadra

L'allenatore poi ha continuato parlando delle condizioni della squadra: "Messias ha finito la stagione. Norton-Cuffy non ci sarà. Baldanzi sta bene, si sta allenando con noi da quattro giorni ma non vorrei portarlo perché voglio darli più allenamenti. La gara è importante ma non decisiva per noi e voglio che sia al 100%. Se fosse una partita decisiva per la salvezza lo avrei fatto giocare dall’inizio". E su Vanoli: "Paolo è un amico. Anche se poi è sempre stato il mio allenatore. È una persona di cui ho stima. Abbiamo trovato due grandi realtà, due belle piazze ed è giusto che stiano in Serie A". Sul rinnovo di Messias: "Parla poco ma quando lo fa è un riferimento per lo spogliatoio. È il giocatore più forte che abbiamo ma dal punto di vista fisico è un po’ fragile. Sono contentissimo di lui e di averlo conosciuto a livello umano".

© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Genoa

Salvezza e i miglioramenti di Ekhator

Sulla salvezza: "Non è cambiato una virgola. Siamo salvi da un pezzo ma quando è finita Cremonese-Lazio è caduta un po’ di tensione. E questo è bello. Alleno da poco e vivo per raggiungere gli obiettivi. Sono state belle le telefonate allo staff. Non deve mai essere un rapporto squilibrato". Su Ekhator: "Tutti i giocatori di calcio più giocano e più migliorano. Questo fa pensare che forse avrei potuto schierarlo prima. Colombo però ha fatto il suo e ci ha trascinato via da quelle posizioni di classifica. È l’emblema della nostra salvezza, non l'unico perché questa squadra è fatta di lottatori seri con un cuore grande. Vitinha è un giocatore unico, Ekuban ha quel tipo di esperienza che in certi momenti della partita ti serve. Lui ha avuto spazio e ne sta avendo di più non perché le partite possono sembrare meno importanti ma perché credo in lui".

Modulo e futuro dei calciatori

"Zatterstrom giocherà dall'inizio, vediamo poi se ci sarà qualche altra novità anche se il mio desiderio è di non mettere troppi giocatori che non hanno giocato assieme" ha sottolineato De Rossi in conferenza. Poi bacchetta sul modulo: "Giocare a quattro in difesa? Perché con Como e Sassuolo come giocavamo? Il calcio è molto fluido. A volte scegli di partire con dei giocatori che se vedi il foglio sembra non sia cambiato nulla dal punto di vista tattico. Faremo le scelte in base alla strategia di gara". Sulla gara di Firenze: "Il Genoa non vince dal 1977? Servirà tutto per gli stimoli. È una cosa singolare perché comunque di recente il Genoa ha vinto in casa della Juve e dell'Inter. Lo dirò ai calciatori ma deve essere la cornice della prestazione". Sul mercato dei giocatori: "L'entusiasmo di restare qui lo avevano già dentro i ragazzi. Non è merito mio ma della piazza, un posto speciale. Genova è una città fantastica e allo stadio c'è una grande atmosfera quando si entra in campo"

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Il Genoa, con il punto conquistato a Bergamo e la sconfitta della Cremonese, ha conquistato l'aritmetica salvezza e con essa è arrivato anche il rinnovo di De Rossi. Lo stesso allenatore ha parlato in conferenza nell'antivigilia della sfida contro la Fiorentina al Franchi: "Gli stimoli devono trovarli da soli i calciatori". Il tecnico rossoblù ha toccato diversi temi, tra cui anche la condizione del gruppo in vista di questo finale di campionato. 

De Rossi, conferenza Fiorentina-Genoa

De Rossi spiega l'importanza della partita: "La partita del Genoa è sempre importante. Un giocatore di calcio forte tira fuori gli stimoli da quello che ha dentro. Facciamo tante partitelle in allenamento. Se giocassimo solo quando abbiamo paura di fallire sarebbe grave". Sul bilancio: "Siamo cresciuti dal punto di vista dell'interpretazione. In allenamento ci sono giocatori che hanno cambiato il chip come Ekhator. Si allena da grande mentre prima più da giovane aggregato alla prima squadra. Quello che non è migliorata mai è l’intensità dei giocatori perché è stata sempre altissima. Lo staff precedente penso che avesse una cultura dal lavoro molto seria perché non trovi una squadra così pronta. L'unica cosa migliorata poi è la classifica".

Le condizioni della squadra

L'allenatore poi ha continuato parlando delle condizioni della squadra: "Messias ha finito la stagione. Norton-Cuffy non ci sarà. Baldanzi sta bene, si sta allenando con noi da quattro giorni ma non vorrei portarlo perché voglio darli più allenamenti. La gara è importante ma non decisiva per noi e voglio che sia al 100%. Se fosse una partita decisiva per la salvezza lo avrei fatto giocare dall’inizio". E su Vanoli: "Paolo è un amico. Anche se poi è sempre stato il mio allenatore. È una persona di cui ho stima. Abbiamo trovato due grandi realtà, due belle piazze ed è giusto che stiano in Serie A". Sul rinnovo di Messias: "Parla poco ma quando lo fa è un riferimento per lo spogliatoio. È il giocatore più forte che abbiamo ma dal punto di vista fisico è un po’ fragile. Sono contentissimo di lui e di averlo conosciuto a livello umano".

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Salvezza e i miglioramenti di Ekhator