Gruppo stanco e rischio infortuni alto: Inter, l’allarme è scattato

Campionato e Champions non aspettano: domenica c’è la Roma, mercoledì la trasferta a Barcellona

Il (sogno) Triplete non c’è più. L’Inter in otto giorni è passata dall’entusiasmo per l’approdo alla semifinale di Champions contro il Barcellona, all’incubo dello “zero tituli”. La squadra è stanca, il pericolo infortuni è dietro l’angolo per l’80% dei giocatori in rosa, logorati da 51 partite in stagione (alle quali aggiungere, per molti, 8 con le rispettive nazionali). Il morale è sotto i tacchi dopo le due sconfitte consecutive con Bologna e Milan che hanno rispettivamente riaperto il campionato (col Napoli ora in posizione di forza in virtù di un calendario sulla carta più agevole) e sbarrato le porte all’accesso della finale di Coppa Italia (con i rossoneri che avevano già tolto ai cugini la Supercoppa italiana a gennaio rimontando da 0-2 a 3-2).

Ritrovare la bussola

L’Inter in quest’annata aveva sempre risposto a una caduta con una vittoria. Era capitato cinque volte su cinque. Questa volta no. Nel derby è arrivato il secondo ko consecutivo, evento che non capitava da oltre due anni, quando fra il 19 marzo e il primo aprile 2023 i nerazzurri persero in campionato contro Juventus e Fiorentina. «Non siamo abituati, sono due sconfitte consecutive, dobbiamo essere bravi a ripartire nel modo giusto», ha dichiarato Simone Inzaghi nella notte post Milan. Già, ora il tecnico dovrà essere abile a far ritrovare la bussola ai suoi. E chissà che, per assurdo, essersi tolti il peso dalle spalle del Triplete non possa liberare psicologicamente alcuni giocatori.

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I problemi dell'Inter

Però i problemi dell’Inter sono diversi. Quello fisico, già elencato, è indubbiamente il principale, perché ripetersi in campionato e sognare la rivincita in finale di Champions dopo quella persa nel 2023 a Istanbul, sono stimoli che dovrebbero bastare per cancellare le scorie mentali del pesante tracollo contro il Milan. La Coppa Italia è andata, il Triplete pure. Ora il focus deve tornare rapidamente sul campionato, con la gara con la Roma di domenica pomeriggio dopo il tira e molla di martedì a causa dei funerali del Papa in programma sabato, giorno originale previsto per il match con i giallorossi. Poi, dopo tre giorni la trasferta a Barcellona decisiva per dare un’indicazione sul possibile esito della semifinale. L’allarme in casa nerazzurra è scattato, Inzaghi ora deve trovare la chiave per evitare che il castello si sgretoli. La stagione, a bocce ferme, non potrà che essere giudicata positivamente dal club che avrà un importante ritorno economico. In più la squadra è comunque rimasta in corsa su tutti i fronti fino al 23 aprile. È chiaro, però, che terminare senza un trofeo, macchierebbe tutto. L’amarezza sarebbe forte, così come potrebbe rivelarsi complicata la ripartenza fra fine luglio e inizio agosto dopo l’ulteriore impegno del Mondiale per club.

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Nervosismo in casa Inter

E poi c'è anche da gestire un crescente nervosismo che si sta allargando dentro alla squadra. Il finale di Bologna, con l'1-0 di Orsolini arrivato dopo due rimesse laterali contestate, ha surriscaldato gli animi. L'Inter la scorsa annata sapeva canalizzare l'eccessiva carica agonistica che poteva emergere in alcuni momenti nell'obiettivo seconda stella. Un traguardo che ha indirizzato tutta la stagione. Adesso il nervosismo sembra essere un sinonimo di paura. Anche l'episodio andato in scena nel finale del derby è sintomatico. Inzaghi che si scaglia contro il quarto uomo Aureliano per chiedere di non dare recupero, deluso per il risultato e infastidito probabilmente dagli "olé" dei tifosi rossoneri: «Non voglio il recupero eh! Non mi prendere per il c... non lo voglio, non lo voglio!». L'arbitro Doveri lo ha accontentato, andando forse oltre i suoi "poteri", ma con Roma e Barcellona servirà ritrovare la strada maestra. In tutti i sensi.

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Il (sogno) Triplete non c’è più. L’Inter in otto giorni è passata dall’entusiasmo per l’approdo alla semifinale di Champions contro il Barcellona, all’incubo dello “zero tituli”. La squadra è stanca, il pericolo infortuni è dietro l’angolo per l’80% dei giocatori in rosa, logorati da 51 partite in stagione (alle quali aggiungere, per molti, 8 con le rispettive nazionali). Il morale è sotto i tacchi dopo le due sconfitte consecutive con Bologna e Milan che hanno rispettivamente riaperto il campionato (col Napoli ora in posizione di forza in virtù di un calendario sulla carta più agevole) e sbarrato le porte all’accesso della finale di Coppa Italia (con i rossoneri che avevano già tolto ai cugini la Supercoppa italiana a gennaio rimontando da 0-2 a 3-2).

Ritrovare la bussola

L’Inter in quest’annata aveva sempre risposto a una caduta con una vittoria. Era capitato cinque volte su cinque. Questa volta no. Nel derby è arrivato il secondo ko consecutivo, evento che non capitava da oltre due anni, quando fra il 19 marzo e il primo aprile 2023 i nerazzurri persero in campionato contro Juventus e Fiorentina. «Non siamo abituati, sono due sconfitte consecutive, dobbiamo essere bravi a ripartire nel modo giusto», ha dichiarato Simone Inzaghi nella notte post Milan. Già, ora il tecnico dovrà essere abile a far ritrovare la bussola ai suoi. E chissà che, per assurdo, essersi tolti il peso dalle spalle del Triplete non possa liberare psicologicamente alcuni giocatori.

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