Chivu sul velluto, è un’Inter mai vista: così neanche quando fu Triplete

Nella storia recente mai i nerazzurri avevano iniziato la stagione segnando così tanto

MILANO - Un attacco da record. L’Inter contro la Cremonese ha vinto nettamente, infilando così il 5° successo consecutivo dopo le sconfitte con Udinese e Juventus, ma soprattutto ha segnato ancora 4 gol. A conti fatti, mai nella sua storia recente l’Inter aveva cominciato la stagione segnando così tante reti. Prendendo in esame le prime sei giornate di campionato e le due gare di Champions, infatti, la squadra allenata da Cristian Chivu ha realizzato la bellezza di 22 gol, 17 in Serie A - di gran lunga il miglior attacco del campionato - e 5 in Champions. Nessuno, prima di lui, aveva ottenuto altrettanto. Solamente Simone Inzaghi, nella stagione ’21-22, la prima in nerazzurro quando aveva ereditato la squadra campione d’Italia da Antonio Conte, si era avvicinato alla cifra di oggi, con ben 20 reti in campionato (dunque tre in più dell’attuale ruolino di marcia), ma zero nelle prime due uscite in Champions (sconfitta a San Siro per 1-0 col Real Madrid e 0-0 a Kiev contro lo Shakhtar). Dunque, 22 a 20 per Chivu. Tutti gli altri allenatori, da quando l’Inter è tornata a frequentare la Champions - dalla stagione ’18-19 -, inseguono.

Inter, attacco da record: nessuno come Chivu

Inzaghi in altre tre stagioni, Conte in due (al massimo 17 gol nel ’20-21) e Luciano Spalletti in una (12 nel ’18-19). Ma andando pure indietro nel tempo, da quando la Coppa dei Campioni è diventata Champions nel 1992, nessuna Inter era mai stata così prolifica sotto porta come quella attuale di Chivu, neanche quella del Triplete. Andando nello specifico: Gigi Simoni nel ’98-99 arrivò a 17, Hector Cuper a 14 nel ’02-03 (e 11 nel ’03-04), Roberto Mancini a 19 nel ’04-05 (nelle successive tre annate 13, 13 e 16), Josè Mourinho a 12 nel ’08-09 e 13 nel ’09-10, mentre Rafa Benitez toccò quota 14 nel ’10-11 e la coppia Gasperini-Ranieri non superò 11 reti nell’avvio della stagione ’11-12, l’ultima che vide l’Inter impegnata in Champions prima del ritorno sei anni dopo con Spalletti.

Inter, non solo la ThuLa: ci sono anche Pio Esposito e Bonny

Come spiegare questa evoluzione offensiva della squadra di Chivu? Sicuramente il calendario ha offerto ai nerazzurri avversari non insuperabili. L'unico scontro diretto affrontato dall'Inter è stato a Torino contro la Juventus con Lautaro e compagni che hanno sì perso, ma segnato 3 reti e giocato probabilmente una delle migliori gare degli ultimi anni in casa dei bianconeri. E anche in Champions, in attesa delle ultime quattro partite di fuoco - Atlético Madrid, Liverpool, Arsenal e Borussia Dortmund -, la sorte ha offerto ai nerazzurri delle rivali malleabili. Però c'è sicuramente una crescita in questo senso da parte della squadra, merito del lavoro verticale di Chivu, che chiede ai suoi giocatori di puntare più velocemente la porta rispetto agli anni precedenti, ma anche del mercato che ha portato ad Appiano Gentile seconde linee con più gol nei piedi. Pio Esposito e Bonny, come dimostrato nelle ultime due gare di campionato, possono dare un grande apporto: il giovane azzurro ha trovato la prima rete in A a Cagliari; il francese, dopo il centro al debutto contro il Torino, ha steso la Cremonese con un gol e tre assist. E la coppia d'oro titolare, sta dando il suo solito contributo, se non di più. Thuram, ora infortunato, ha messo a segno 5 gol in 7 partite, il suo miglior inizio di stagione in carriera. Lautaro dopo tre partite in ombra, ha cominciato a segnare senza sosta: pure lui è arrivato a 5 reti in 7 presenze e ha raggiunto quota 158 in nerazzurro, quinto bomber interista di sempre. L'attacco ha già messo a referto 13 dei 22 gol e con questi ritmi potrebbe non essere così assurdo vedere a fine stagione i quattro elementi del reparto offensivo tutti in doppia cifra.

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