MILANO - Fede, calcio e famiglia. Per un ragazzo umile, che secondo chi lo conosce dall’infanzia, non è cambiato di una virgola anche oggi che è titolare della Croazia e si sta ritagliando uno spazio importante all’Inter. Il primo gol con la maglia nerazzurra di Petar Sucic non solo ha chiuso la partita contro la Fiorentina ma - per come è arrivato, un mix di forza, tecnica, tenacia e classe, con quel tocco di suola prima della battuta vincente che ha scomodato paragoni importanti - ha palesato ancora con più forza quanto l’ex Dinamo Zagabria potrà essere importante per Cristian Chivu. E a proposito del tecnico rumeno, le parole di quest’ultimo su Sucic sono un’investitura importante: «Sono felice per Petar, è un centrocampista completo. E quando arriva in area ha qualità, tecnica e lucidità, finalmente le ha fatte vedere».
Le parole dell'ex tecnico
Descritto anche come una sorta di giovane-vecchio, Sucic ha 22 anni (compiuti poco giorni fa), ma per tutti di testa ne dimostra una trentina, per abnegazione e modo di comportarsi. Una caratteristica sempre insita nel ragazzo, parola di Almir Cehaja, l’allenatore di Sucic all’Nk Sport Prevent di Bugojno, in Bosnia Erzegovina, la città dove Petar è nato e ha mosso i primi passi da calciatore: «Sono stato molto contento del suo primo gol, gli faccio le congratulazioni, significa molto per lui. Quando lo vedo all’Inter, lo vedo realizzare i suoi sogni e godersi il gioco più bello del mondo. E come uno degli allenatori dell’inizio della sua carriera, sono orgoglioso e molto felice che stia ottenendo risultati come giocatore nerazzurro, che stia facendo tutto il possibile per rendere l’Inter la migliore squadra del mondo». Il tecnico trentacinquenne, che tra l’altro era stato ospite di Sucic a San Siro per la gara contro la Cremonese, realizzando il suo di sogno, dato che Cehaja è uno sfegatato tifoso dell’Inter e discuteva dei nerazzurri con Petar già dieci anni fa, scomoda paragoni importanti e ribadisce le qualità fuori dal campo del suo pupillo: «Per me ha molte somiglianze con Brozovic. Ma credo proprio che per l’Inter sarà una versione migliore. È una persona molta modesta, umile, un vero lavoratore, crede in se stesso e aiuta chiunque nei abbia bisogno. Sono fiero del nostro bambino del Nk Sport Prevent».
Idolo Modric, il nuovo Miky
Chiamato da tutti gli amici “Pero”, diminutivo del suo nome, Sucic ha sempre avuto come idolo incontrastato Luka Modric e pur sapendo che arrivare al livello dell’ex Real Madrid, oggi al Milan, sia praticamente impossibile, di lui colpiscono anche la voglia e la dedizione con cui si allena ad Appiano Gentile, dato che punta a tornare a casa ogni volta migliorato. Altre persone a lui vicino pensano che sia la versione moderna di Prosinecki – Perisic aveva dichiarato come il compagno di nazionale «potesse disimpegnarsi alla grande anche in difesa» -, visti i piedi più che educati e la visione di gioco, con la differenza che l’ex ct del Montenegro (esonerato proprio dopo lo 0-4 di settembre contro la Croazia) non correva così tanto e non macinava chilometri su chilometri come l’interista. Insomma, oggi a Milano possono stare tranquilli: Mkhitaryan si sarà pure infortunato, ma Sucic continuerà a fare di tutto per sostituirlo al meglio.
