Calciomercato Inter, per Mkhitaryan il futuro si tingerà ancora di nerazzurro

Dei 5 giocatori in scadenza è l’unico che può rinnovare: nonostante l’età, resta un perno della squadra di Chivu: tanto che il club e l'allenatore valutano un prolungamento

MILANO - Cinque personaggi in cerca d’autore, ma il lieto fine lo vede Henrikh Mkhitaryan. A poco più di quattro mesi dal fatidico 30 giugno 2026, la truppa di giocatori dell’Inter il cui futuro, contratto alla mano, è da scrivere sarebbe in realtà più folta. Ci sarebbero anche Manuel Akanji, in prestito con obbligo di riscatto condizionato dal Manchester City, e Raffaele Di Gennaro: la conferma del difensore svizzero, anche senza scudetto, è però data per scontata in viale della Liberazione. Quanto al terzo portiere, che spesso negli ultimi anni ha rinnovato a ridosso della scadenza, si tratta con tutta evidenza di un discorso a sé.

L'importanza di Mkhitaryan

Rimangono, appunto, cinque pilastri dell’Inter negli ultimi anni: Yann Sommer, Francesco Acerbi, Stefan De Vrij, Matteo Darmian e appunto Mkhitaryan. Per quel che filtra dal club nerazzurro, anche un po’ a sorpresa visto che non è nemmeno il più giovane del lotto - nessuno, intendiamoci, rientra precisamente nell’identikit del calciatore perfetto stilato da Oaktree -, è l’armeno che continua a correre come un treno che potrebbe restare. Nulla di deciso, ma per i primi quattro, seppur ognuno con la sua situazione, risuona la musichetta da fine ciclo. Nel caso di Mkhitaryan, invece, la dirigenza sta quantomeno valutando, assecondando l’uso che ne sta facendo in stagione Cristian Chivu: non è un caso che, al netto di Sommer, sia il più schierato dal tecnico romeno fra i giocatori fin qui citati. Con l’arrivo dell’ex difensore in panchina, Mkhitaryan sta ovviamente giocando meno rispetto a quanto avveniva con il suo predecessore Simone Inzaghi: c’entrano l’innesto di Petar Sucic e la riscoperta di Piotr Zielinski, oltre all’età che avanza e alle rotazioni di un centrocampo che non si può più mandare a memoria come avveniva in passato. Però lo scacchista di Erevan rimane un perno dell’Inter: in campionato ha giocato dall’inizio undici delle venti partite in cui è stato a disposizione (un mesetto lo ha saltato per un infortunio muscolare), ha segnato e sfornato assist. Stesso discorso in Champions League, dove è a tre su sei tra le gare in cui era disponibile, e non casualmente è stato titolare nei big match con il Liverpool e a Dortmund. Lo aiutano, oltre a una carriera che non ha bisogno di presentazioni, un’intelligenza tattica fuori dal comune e la capacità di ricoprire tutti i ruoli del centrocampo: con il Torino in Coppa Italia, per esempio, Chivu lo ha impiegato da regista, e il professore della mediana ha risposto presente. Ma non solo: anche se finora l'allenatore non ha dato seguito ai propositi iniziali di tentare il 3-4-2-1, anche in questo schieramento Miki potrebbe tornare utile come sotto punta, visto che per anni ha ricoperto quel ruolo in palcoscenici di alto livello.

Inter ultima tappa

Tutte indicazioni che spingono i vertici interisti, come detto, a riflettere sulla possibilità di mettere sul piatto un prolungamento. Da parte sua, Henrikh sembra non pensarci più di tanto e godersi il momento. Ha più volte dichiarato che, una volta conclusa l’avventura con la maglia nerazzurra, non ha intenzione di tentarne altre, magari esotiche: «Non voglio abbassare il livello, non tornerò a giocare in Armenia e mete come l'Arabia non mi interessano», spiegò a giugno. Dopo l’Inter, ha tutta l’intenzione di smettere. Non è detto che avvenga alla fine di questa stagione. 

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