Chivu verso Inter-Bodo: “Ma quale vergogna? Orgoglioso di Bastoni, settimana di me**a dopo la Juve!”

L'allenatore nerazzurro ha presentato il ritorno dei playoff di Champions: "Non cambia nulla, io non ascoltavo mai". E sull'assenza di Lautaro e il possibile ritorno di Dumfries...

Vigilia europea per l’Inter, chiamata a ribaltare il 3-1 dell’andata contro il Bodo/Glimt e a riprendersi il proprio cammino in Champions. A San Siro serviranno equilibrio, personalità e concretezza per riaprire il discorso qualificazione. In conferenza stampa Cristian Chivu ha chiesto fiducia e lucidità: niente obblighi, ma il dovere di crederci senza smarrire identità e autostima. Accanto a lui Federico Dimarco ha ribadito l’ambizione nerazzurra: servirà una gara offensiva ma attenta, perché contro una squadra organizzata e intensa ogni dettaglio può fare la differenza.

Inter-Bodo/Glimt, conferenza Chivu

"Cosa ci ha insegnato la gara d'andata? Quello che già sapevamo prima. Che non sarebbe stata facile, avremmo dovuto adattarci meglio al clima partita. Non siamo stati in grado di farlo, ma sapevamo della forza della squadra. Non era un caso quanto fatto nel girone. Sapevamo potessero metterci in difficoltà, purtroppo non siamo stati all'altezza in alcuni momenti. Speriamo domani non accada di nuovo" - ha spiegato Chivun in conferenza.

Sull'assenza di Lautaro: "Inciderà? Abbiamo tanti leader, tutti quelli che scendono in campo danno il loro apporto. Lo fanno bene da inizio stagione, si sentono in fiducia. Sanno tutti che il loro contributo è fondamentale. Mi prendo la nostra leadership, la voglia, fame e l’umiltà di questi mesi. Speriamo di continuare a marciare con questi fondamenti". Sulla partita: "Se può incidere il fattore psicologico? Noi non abbiamo l’obbligo, ma il dovere. Dobbiamo entrare in campo fiduciosi, sapendo che se c’è una squadra che può ribaltare un risultato del genere, siamo noi. Non dobbiamo perdere equilibrio, fiducia e autostima. Una gara può durare anche 120 minuti più rigori, dobbiamo essere pronti dall’inizio. Non bisogna avere la disperazione di fare gol all’inizio, facendoci poi magari sorprendere". Poi ha continuato: "Se il vantaggio sul Milan può dare una mano? Sappiamo che abbiamo perso 3-1 all'andata, non c'entra nulla il campionato. Dobbiamo fare di tutto per essere competitivi. Se vogliamo avere la possibilità di passare il turno, dobbiamo essere la nostra miglior versione, senza pensare ad altro".

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"Non esiste la vergogna. Bello ritrovare l'erba"

Sarebbe vergognoso farsi eliminare da questa squadra? A questa domanda Chivu ha risposto in modo secco: "Nel calcio non c’è nulla di vergognoso. Bisogna accettare il lavoro dell’avversario, con rispetto. Abbiamo gran rispetto dal Bodo, addirittura facciamo anche i complimenti per quello che hanno fatto. Quando si hanno idee sane e giuste si può portare avanti un progetto. Settimana scorsa sono stati più bravi di noi, tutto qui".

Poi ha proseguito: "Se abbiamo un piano partita diverso? Non dobbiamo stravolgere niente nel piano gara. Dobbiamo ovviamente recuperare un risultato, ma non ci possiamo permettere di perdere fiducia e autostima. Una partita dura 90'. Possiamo anche subire gol, ma non vuol dire nulla: si continuerebbe nel caso a cercare la rimonta. Bisogna trovare la maturità e la serenità nell'affrontare determinare cose. Si deve trovare la concretezza, la personalità, l'organizzazione, l'equilibrio. Serve anche il valore individuale di questi giocatori. In una partita di calcio c'è bisogno di tanti ingredienti per raggiungere l'obiettivo. Quanto sarà importante San Siro? L'importante è che i ragazzi ritrovino l’erba (l'andata si era giocata su sintetico, ride, ndr)". Tematica, questa, a cui poi ha risposto piccato in conferenza il tecnico del Bodo, Knutsen.

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"Non ascoltavo gli allenatori, pensavo ad altro"

"Se un allenatore può incidere sulla rimonta? Io ero uno che non ascoltava l’allenatore, né prima, né dopo. Mi affidavo ai miei pensieri, alla mia responsabilità e fiducia. Ero più preoccupato di essere all’altezza dei miei compagni, non potevo e non volevo deluderli: questo era il mio primo pensiero. Se avessi ascoltato i consigli dell’allenatore avrei ottenuto qualcosina in più, ma siccome ero testardo ho solo pensato ai compagni e a me per non deludere le loro aspettative. Non c’è bisogno di motivarli, sanno quanto è importante. Hanno visto in Norvegia che la partita è a rischio, ma se c’è una squadra che può ribaltare un risultato del genere, siamo noi. Il Bodo è una squadra organizzata, fa buone cose e con intensità e determinazione. Dobbiamo aggiungere qualcosina in più rispetto a quello che fanno loro" - ha spiegato Chivu.

Poi ha continuato: "Se fare più gol inciderà nella preparazione? Le statistiche dicono che facciamo più di due gol a partita. Abbiamo fatto belle partite, segnato, raggiunto buoni livelli. La partita non può essere preparata per questo diversamente dalle altre, non posso pretendere qualcosa in più. Dobbiamo cercare di evitare errori dell’andata, semplificando alcune richieste e la proposta in campo. Il contesto era talmente strano, in un campo in cui non eravamo abituati a starci. Subentra anche la paura di non infortunarsi, va gestita e non sottovalutata. So come la pensano i giocatori, difficile fargli cambiare idea. Dobbiamo essere consapevoli di cosa siamo e cosa possiamo fare".

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L'elogio a Bastoni dopo il caos

"Se il caso Bastoni inciderà ancora? Abbiamo avuto una brutta settimana, dopo la Juve non è stato facile giocare in quelle condizioni, ma sono orgoglioso di quello che ha fatto il ragazzo in campo. Non era facile fare quella partita, senza farsi influenzare. Ora siamo concentrati però sul futuro e sulla prossima gara che dobbiamo affrontare domani sera" - ha spiegato Chivu, mettendo da parte una volta per tutte la grave simulazione e l'esultanza del difensore dopo il rosso a Kalulu in Inter-Juve.

La conferenza di Dimarco

"Come sarà la partita? Sarà molto offensiva ovviamente, siamo sotto di due gol. Dovremo stare attenti alle loro ripartenze, in questa Champions League sono state fatali in molte partite" - ha detto Dimarco in conferenza. Poi ha proseguito: "Se è più difficile pensare di fare due o tre gol o non subirne? Noi dobbiamo prima di tutto pensare a farli, poi vedremo l'andamento della partita. Il primo pensiero credo comunque sarà quello di rimontare prima possibile". Poi su Chivu: "Com'è essere allenati da un ex calciatore? Bello. Mi ha dato lui tanti consigli da inizio anno". Sull'obiettivo rimonta nerazzura e qualificazione mondiale con la Nazionale: "Abbiamo l’obbligo di provarci, siamo l’Inter. Dobbiamo fare una partita da Inter come ne abbiamo fatte tante in questi anni in Champions. Vale lo stesso discorso per la Nazionale, manchiamo da due mondiali e abbiamo l’obbligo di provarci". Su Pio Esposito: "Fai fatica ad arrabbiarti con lui, è talmente buono e lavora bene. Non molla di un centimetro, quello che sta facendo è tutto meritato. Siamo felici di averlo con noi". Poi sul Bodo: "Dove li collocherei in Serie A? Sono una squadra con dei valori, è molto organizzata. Non vinci per caso contro City e Atletico". Sul calcio norvegese: "La nazionale è cresciuta molto, ha giocatori di spessore. Onestamente non seguo il campionato norvegese, ma visto il percorso fatto dal Bodo credo si sia alzato il livello".

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Le parole di Chivu a Sky

Il tecnico anche in tv non si è sbilanciato sul rientro di Dumfries: "Ci sarà? Vedremo...". Poi ha proseguito: "Come si scende in campo in una sfida del genere? Con la stessa serenità e tranquillità che cerchiamo di avere a fine stagione. Non cambia niente, bisogna essere consapevoli di poter vincere e non pensare alla pressione di dover fare 2-3 gol per passare il turno. Servirà serenità per capire i momenti, ma anche consapevolezza di poter ribaltare la sfida di andata e grande attenzione perché il Bodo è pericoloso in transizione. Cosa ha lasciato la gara di andata? Una sconfitta, tanta amarezza perché potevamo e dovevamo fare meglio. Abbiamo pensato subito alla gara di sabato e da sabato sera pensiamo a questa, dobbiamo ritrovare energie ma siamo un gruppo e una squadra in grado di ribaltare il risultato. Siamo tutti fiduciosi. Se il campionato può dare serenità e qualcosa in più anche nella sfida di domani? Stiamo cercando di costruire partita per partita, prenderne una alla volta senza pianificazioni e senza guardare alle prossime sfide. Siamo pronti, sia dal punto di vista fisico e mentale, sono sicuro che il gruppo saprà gestire al meglio tutte le partite da qui in avanti. Cosa non dobbiamo fare? A me interessa l'approccio, voglio essere la miglior versione di noi stessi. Dobbiamo essere pronti da tutti i punti di vista sapendo che la partita potrebbe durare anche 120 minuti più i rigori".

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Dimarco, le dichiarazioni a Sky

Rimonta possibile? Siamo l'Inter, abbiamo il dovere di provarci. Affrontiamo un avversario forte, con dei valori, non vince a caso con Atletico Madrid e Manchester City e poi all'andata contro di noi. Dovremo preparare la partita nel migliore dei modi" - ha spiegato Dimarco a Sky Sport. Poi sulle difficoltà dell'andata: "Il campo ha un po' influito ma non cerchiamo alibi. Quindi sappiamo che dovremo fare una partita offensiva per recuperare i gol e sappiamo che in Champions le gare sono difficili, specie contro una squadra organizzata come la loro". Sul più 10 in Serie A: "Se me lo aspettavo? No, ma se ripenso a cosa abbiamo passato un anno fa ne siamo usciti da grande squadra, con il lavoro nostro e del mister, dello staff. Non è da tutti. Eravamo in un momento di difficoltà e poi parlo per me personalmente. Sono contento: questo gruppo si merita tanto. E poi c'è da dire che tante squadre si sono rinforzate come noi e puntano ancora a vincere. Se sentiamo lo scudetto più vicino? In questo momento noi siamo a febbraio: mancano 12 partite e non sentiamo niente più vicino. Sono tanti i 10 punti di distacco ma mancano 12 gare, troppe". Poi ha concluso: "Un desiderio: scudetto, Champions o qualificazione Mondiale? Fammene scegliere due, dai. Scudetto e qualificazione Mondiale". 

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Le condizioni di Dumfries

Dal quartier generale nerazzurro arrivano segnali incoraggianti per Cristian Chivu: come riferito da Sky Sport, Dumfries è tornato ad allenarsi in gruppo dopo l’operazione alla caviglia sinistra e il lungo stop che lo tiene fuori da novembre. L’esterno olandese punta almeno a una convocazione e a un posto in panchina. Situazione più prudente per Calhanoglu, che alterna lavoro con i compagni a sedute personalizzate: resta da valutare un suo eventuale impiego contro il Genoa. Assente Lautaro Martinez, in attacco prende quota la coppia formata da Pio Esposito e Thuram.

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Vigilia europea per l’Inter, chiamata a ribaltare il 3-1 dell’andata contro il Bodo/Glimt e a riprendersi il proprio cammino in Champions. A San Siro serviranno equilibrio, personalità e concretezza per riaprire il discorso qualificazione. In conferenza stampa Cristian Chivu ha chiesto fiducia e lucidità: niente obblighi, ma il dovere di crederci senza smarrire identità e autostima. Accanto a lui Federico Dimarco ha ribadito l’ambizione nerazzurra: servirà una gara offensiva ma attenta, perché contro una squadra organizzata e intensa ogni dettaglio può fare la differenza.

Inter-Bodo/Glimt, conferenza Chivu

"Cosa ci ha insegnato la gara d'andata? Quello che già sapevamo prima. Che non sarebbe stata facile, avremmo dovuto adattarci meglio al clima partita. Non siamo stati in grado di farlo, ma sapevamo della forza della squadra. Non era un caso quanto fatto nel girone. Sapevamo potessero metterci in difficoltà, purtroppo non siamo stati all'altezza in alcuni momenti. Speriamo domani non accada di nuovo" - ha spiegato Chivun in conferenza.

Sull'assenza di Lautaro: "Inciderà? Abbiamo tanti leader, tutti quelli che scendono in campo danno il loro apporto. Lo fanno bene da inizio stagione, si sentono in fiducia. Sanno tutti che il loro contributo è fondamentale. Mi prendo la nostra leadership, la voglia, fame e l’umiltà di questi mesi. Speriamo di continuare a marciare con questi fondamenti". Sulla partita: "Se può incidere il fattore psicologico? Noi non abbiamo l’obbligo, ma il dovere. Dobbiamo entrare in campo fiduciosi, sapendo che se c’è una squadra che può ribaltare un risultato del genere, siamo noi. Non dobbiamo perdere equilibrio, fiducia e autostima. Una gara può durare anche 120 minuti più rigori, dobbiamo essere pronti dall’inizio. Non bisogna avere la disperazione di fare gol all’inizio, facendoci poi magari sorprendere". Poi ha continuato: "Se il vantaggio sul Milan può dare una mano? Sappiamo che abbiamo perso 3-1 all'andata, non c'entra nulla il campionato. Dobbiamo fare di tutto per essere competitivi. Se vogliamo avere la possibilità di passare il turno, dobbiamo essere la nostra miglior versione, senza pensare ad altro".

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