L'amicizia Schenone-Rocchi, dal campo alla dirigenza Inter. E il "grazie" di Marotta torna virale

Il club referee manager nerazzurro al centro del caos arbitri dopo le ultime novità sul designatore: com'è nata e proseguita la collaborazione tra i due

Nell'inchiesta arbitri c'è un nuovo nome che balza agli occhi di tutti. Si tratta di Giorgio Schenone, oggi club referee manager dell'Inter. Il 2 aprile 2025, in occasione della semifinale d'andata di Coppa Italia a San Siro tra Inter e Milan, Gianluca Rocchi sarebbe stato intercettato in una telefonata con altri esponenti del mondo arbitrale e sarebbe uscito fuori il nome del dirigente nerazzurro, proprio nell'ottica delle discusse designazioni "pilotate" di Colombo per Bologna-Inter di Serie A e di Doveri per la semifinale di ritorno di Coppa. 

Schenone e l'Inter

Nel pieno del caos arbitrale che scuote la Serie A, il sistema calcio torna dunque ad interrogarsi sui rapporti tra club e classe arbitrale. Le dimissioni del designatore hanno acceso i riflettori su dinamiche rimaste a lungo in secondo piano. In questo clima si inseriscono le vecchie parole di Gian Piero Gasperini, che ha denunciato la presenza nei club di ex arbitri capaci di "insegnare" ai giocatori come sfruttare regolamento e VAR. Parole che spingono a guardare con attenzione a diverse società di Serie A.

Tra queste (a maggior ragione dopo le ultime novità) l’Inter e la figura di Giorgio Schenone, oggi referee manager e legato negli anni passati a Rocchi come colleghi.

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I rapporti tra Rocchi e Schenone

I rapporti tra Giorgio Schenone e l'ex designatore arbitrale Gianluca Rocchi nascono da una lunga collaborazione sul campo, quando entrambi facevano parte dell’organico della CAN (Commissione Arbitrale Nazionale):

  • Collaborazione sul campo (arbitro e assistente): Schenone ha svolto per anni il ruolo di assistente arbitrale ad alto livello, militando nella CAN A-B dal 2009 al 2020. In questo periodo è stato spesso designato nelle terne guidate da Rocchi. I due hanno condiviso la direzione di numerose partite di rilievo in Serie A e anche esperienze internazionali: Rocchi, arbitro Élite UEFA, si è infatti avvalso frequentemente di Schenone come assistente nelle competizioni europee. Questo ha contribuito a costruire un solido rapporto di fiducia tecnica e professionale.
  • Il passaggio ai ruoli dirigenziali: Con il ritiro dall’attività arbitrale nel 2020, i loro percorsi si sono separati, pur restando entrambi nel mondo del calcio professionistico. Rocchi ha intrapreso un percorso istituzionale, diventando prima consulente per le relazioni della FIGC e poi, dal 2021, designatore della CAN A e B. Schenone, invece, ha avviato una carriera dirigenziale nei club, arrivando a ricoprire il ruolo di Club Referee Manager dell’Inter.
  • Le dinamiche attuali (club vs designatore): Il loro rapporto ora è stato di natura esclusivamente istituzionale e professionale. Nel suo ruolo all’Inter, Schenone rappresenta un punto di raccordo tra il club e l’AIA, la cui area tecnica era guidata proprio da Rocchi, prima delle dimissioni dei giorni scorsi. Tra i suoi compiti principali rientrano la spiegazione delle decisioni arbitrali alla squadra e allo staff tecnico, l’analisi degli episodi VAR e il mantenimento di un dialogo costruttivo con l’organo tecnico arbitrale.

E lo stesso Marotta lo aveva ringraziato apertamente per il suo lavoro, legato anche alle poche ammonizioni prese dell'Inter, grazie proprio ai consiglio di Schenone...

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Quando Marotta ringraziava Schenone e Rocchi

Alla fine del calciomercato estivo del 2024, Marotta aveva parlato così di Schenone allo Sheraton Milan San Siro accanto a Rocchi: "Colgo l'occasione per ringraziare il mondo arbitrale, fatto principalmente di volontariato. Bisogna capire l'importanza del ruolo del dirigente, non a caso tutte le squadre si stanno adeguando con la figura del referee manager, che ha il ruolo preciso di inculcare nella mente di tutti i tesserati il significato vero dello sport. Una volta c'era la 'Coppa disciplina', ora non c'è più. Nella passata stagione noi siamo stati la squadra con meno ammonizioni grazie al lavoro di Giorgio Schenone. Dare spazio alla comunicazione significa limitare l'ignoranza sul regolamento di gioco. Qualsiasi forma di protesta che vediamo nei campi di Serie A viene trasformata in violenza nei campi dilettantistici. L'obiettivo è educare i nostri tesserati al rispetto dell'avversario. Ringrazio Rocchi per quello che fa".

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Nell'inchiesta arbitri c'è un nuovo nome che balza agli occhi di tutti. Si tratta di Giorgio Schenone, oggi club referee manager dell'Inter. Il 2 aprile 2025, in occasione della semifinale d'andata di Coppa Italia a San Siro tra Inter e Milan, Gianluca Rocchi sarebbe stato intercettato in una telefonata con altri esponenti del mondo arbitrale e sarebbe uscito fuori il nome del dirigente nerazzurro, proprio nell'ottica delle discusse designazioni "pilotate" di Colombo per Bologna-Inter di Serie A e di Doveri per la semifinale di ritorno di Coppa. 

Schenone e l'Inter

Nel pieno del caos arbitrale che scuote la Serie A, il sistema calcio torna dunque ad interrogarsi sui rapporti tra club e classe arbitrale. Le dimissioni del designatore hanno acceso i riflettori su dinamiche rimaste a lungo in secondo piano. In questo clima si inseriscono le vecchie parole di Gian Piero Gasperini, che ha denunciato la presenza nei club di ex arbitri capaci di "insegnare" ai giocatori come sfruttare regolamento e VAR. Parole che spingono a guardare con attenzione a diverse società di Serie A.

Tra queste (a maggior ragione dopo le ultime novità) l’Inter e la figura di Giorgio Schenone, oggi referee manager e legato negli anni passati a Rocchi come colleghi.

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