MILANO - L’Inter non si ferma e insiste per portare Marco Palestra a Milano. L’esterno di proprietà dell’Atalanta, a maggior ragione ora che si sta delineando la cessione di Denzel Dumfries al Real Madrid per 20 milioni (i club - forti di una solida alleanza - valutano una formula che prescinda dal pagamento della clausola in un’unica rata), è diventato con forza il primo obiettivo del club nerazzurro per questo mercato, passando davanti al centrocampista (più Curtis Jones di Manu Koné in questo momento), al difensore - Solet bloccato come prima alternativa ai titolari; se poi partirà uno fra Bisseck e Bastoni si cercherà un titolare, occhio ai romanisti Ndicka più dell'incedibile Mancini - e all'uomo di fantasia sulla trequarti e il portiere alternativo a Josep Martinez (Provedel rimane in pole).
Trattativa Inter-Atalanta: prima offerta respinta e nuovo rilancio in arrivo
Come noto, ci sono già stati contatti fra Inter e Atalanta, club notoriamente in buoni rapporti, nonostante la scorsa estate ci sia stato per alcuni giorni un cortocircuito sul fronte Lookman, incomprensioni nate però a causa degli agenti dell’attaccante nigeriano. Questa volta Marotta, Ausilio e i Percassi si stanno interfacciando in maniera diretta e l’Inter non ha avuto una chiusura da parte dell’Atalanta.
Certo, la Dea valuta tanto il suo prospetto reduce dall'ottima stagione al Cagliari e ha rispedito al mittente la prima offerta da 40 milioni più 5 di bonus. L’Inter però non si ferma ed è pronta a rilanciare. La società di Viale della Liberazione non toccherà con una proposta i 50 milioni che vorrebbe l’Atalanta che confida di scatenare un’asta grazie agli interessamenti di Newcastle e Manchester City, oltre a un sondaggio nelle scorse ore della Juventus, più a carattere esplorativo, però è probabile che fra base fissa, bonus e una contropartita, venga addirittura sfondato il muro dei 50 milioni. Anche perché pare che l’Atalanta abbia fissato in 52-53 il valore di partenza di Palestra.
Matteo Cocchi possibile contropartita: la strategia dell’Inter
Come scritto, però, l’Inter potrebbe anche superare quella cifra soprattutto con i bonus e un giocatore individuato dalle due parti in Matteo Cocchi, promettente terzino mancino dell’Under 23, già utilizzato da Chivu in prima squadra. Classe 2007, Cocchi piace all’Atalanta, particolarmente attenta ai giovani italiani. Nella ristrutturazione tattica che attuerà Sarri, che passerà dopo anni di 3-4-2-1 al 4-3-3, saranno utili giocatori di ruolo e l’Atalanta nelle ultime stagioni ha sempre avuto a sinistra laterali tutta fascia, come Bernasconi o Zappacosta (per rimanere all’ultima stagione), per non parlare di Zalewski sicuramente non schierabile nella linea di difesa. Per altro c’è un particolare che potrebbe essere significativo sull’individuazione di Cocchi come parziale contropartita in questa operazione. L’agente di Palestra, Alessandro Lucci, ieri era a Milano. Probabilmente ha avuto un contatto con l’Inter - che è pronta a offrire un quinquennale da 2,5 milioni all’azzurro -, ma anche con lo stesso Cocchi che potrebbe passare alla sua scuderia.
Palestra obiettivo numero uno: l’Inter non valuta alternative
Tornando ai 52-53 milioni di valore dati dall’Atalanta a Palestra, la cifra ricorda quella relativa al costo storico di Nicolò Barella sul bilancio dell’Inter, ovvero 52,2 milioni. L’Inter infatti nel 2019 strappò il centrocampista al Cagliari e a una ricca concorrenza con un’operazione strutturata fra prestito oneroso, obbligo di riscatto e numerosi bonus che nel corso degli anni hanno portato il prezzo finale a superare la fatidica quota di 50 milioni.
La trattativa dunque rimane calda, con l'Inter che insisterà, conscia anche della preferenza di Palestra che non vorrebbe lasciare l'Italia, oltre a essere stato più volte corteggiato dai giocatori italiani della rosa di Chivu. Al momento non c'è un piano B, Palestra è l'obiettivo con la "O" maiuscola. Se però dovesse spuntarla un club inglese, l'Inter potrebbe riaprire vecchi file e guardare soprattutto in Premier, a Dan Ndoye del Nottingham Forest, già nel mirino quando giocava nel Bologna. Lo svizzero è un'ala, ma a Milano erano convinti di poterlo trasformare in quinto d'assalto.
