MILANO - L'Inter è già pronta, quasi. Cristian Chivu, che come tutti gli allenatori vorrebbe iniziare il precampionato con una squadra già adatta a giocare, corre il rischio di averla per davvero. Un modo diverso di iniziare la stagione per il romeno, che l’anno scorso si era trovato il Mondiale per Club tra capo e collo, con la conseguenza di dover affrontare una preparazione sui generis, se non proprio minima. Con l’approssimarsi della bella stagione, il quadro è un altro: anche se Beppe Marotta, Piero Ausilio e Dario Baccin non hanno ancora portato a termine acquisti ufficiali - se non la ricompra di Aleksandar Stankovic, che con la giusta offerta potrebbe anche ripartire -, almeno un paio sembrano dietro l’angolo. Non tanto Marco Palestra, per quanto un po’ tutti i protagonisti della trattativa siano convinti che alla fine arriverà la fumata bianca. Diversi i casi di Ivan Provedel e Oumar Solet: c’è da lavorare e limare le distanze, più o meno rilevanti, ma per entrambi il trasferimento è abbastanza vicino, e andrebbero ad aggiungersi a una rosa che, al netto dei partecipanti ai Mondiali, a livello numerico si potrebbe già schierare in campo, e sarebbe anche competitiva.
Rosa quasi fatta
L’estate dell’Inter sarà diversa dal passato anche sotto altri profili. Al netto dell’anno scorso, di recente i nerazzurri avevano evitato di svolgere il ritiro all’estero, che questa volta, invece, tornerà: il raduno ad Appiano Gentile è previsto per metà luglio, poi dal 16 al 25 i campioni d’Italia si alleneranno in Germania, a Donaueschingen. Il ritiro si concluderà con l’amichevole con il Karlsruher, seguita dalla tournée tra Hong Kong e Perth, in cui Chivu guiderà i suoi nelle gare con Manchester City, Milan e Juventus. In Germania, Cristian si troverà tra le mani una creatura che potrebbe facilitargli il lavoro. Oltre ai due innesti da Lazio e Udinese, il romeno conta anche di avere a disposizione Henrikh Mkhitaryan e Stefan De Vrij: il rinnovo dell’armeno è pressoché certo, quello dell’olandese molto probabile. Ne deriva che, pur non potendo disporre dei giocatori impegnati oltreoceano - i cui rientri sono legati al percorso delle proprie nazionali -, potrebbe sfoggiare il classico 3-5-2 della casa. O meglio: a corto di forze sarà proprio l’attacco, rappresentato dal solo Pio Esposito, visti gli impegni mondiali di Lautaro, Thuram e Bonny.
La soluzione tattica
Chissà che non possa essere l’occasione di testare qualche assetto alternativo. Non in difesa, dato che ci sarà - come tutti gli azzurri, bontà loro - anche Alessandro Bastoni, ed è difficile discostarsi dalla linea a tre. Ma l’idea di provare il 3-4-2-1, e magari indirizzare (almeno in parte) le mosse di mercato al fine di avere questa soluzione tattica nel proprio arsenale, non è così lontana dai pensieri del tecnico. Mkhitaryan ha ricoperto in gioventù il ruolo di mezzapunta, può farlo anche Andy Diouf (a oggi considerato più che altro l’alternativa al futuro titolare sulla destra), e il ritiro tedesco sarà l’occasione di vedere da vicino Yanis Massolin, che ha fatto innamorare la dirigenza e chiunque l’abbia visto toccare palla in Serie B con il Modena. Lo stesso Stankovic, che Chivu conosce benissimo - a proposito, è sempre attesa l’ufficializzazione del rinnovo fino al 2028 con l’Inter -, sarà testato in un centrocampo basato sulle colonne Barella e Zielinski. In attesa di altri rinforzi, ci sono modi peggiori di partire, per inseguire un bis scudetto - mai riuscito a nessuno dalla fine del ciclo d’oro della Juventus - e magari miglior fortuna in Champions League.